hong kong

HONG KONG AL VOTO - UNA VALANGA PRO DEMOCRAZIA TRAVOLGE IL FRONTE PRO-PECHINO NELLE ELEZIONI LOCALI MA LA CINA RIBADISCE: "HONG KONG È UNA PARTE INTEGRANTE DEL NOSTRO PAESE, A PRESCINDERE DAL RISULTATO ELETTORALE" – AFFLUENZA RECORD, LA BORSA BALZA IN AVVIO DI SEDUTA: L'INDICE HANG SENG GUADAGNA NELLE PRIMISSIME BATTUTE 278,77 PUNTI...

FILIPPO SANTELLI per repubblica.it

 

hong kong

Una valanga gialla, il colore del campo pro democrazia. Un messaggio a Carrie Lam e a chi l'ha scelta, cioè il Partito comunista lassù a Pechino: i cittadini di Hong Kong vogliono risposte alle cinque domande che da mesi gridano per strada. Vogliono scegliere chi li governa. Lo hanno ribadito ieri con il voto, l'unico pienamente democratico che è loro concesso.

 

Il governo di Hong Kong ascolterà "certamente con umiltà le opinioni dei cittadini e rifletterà su di loro con serietà". È l'impegno della governatrice Carrie Lam affidato a una nota, il primo commento dopo la pesantissima sconfitta del fronte pro-establishment. Il governo, ha assicura Lam, "rispetterà il risultato del voto".

 

Ma Pechino ribadisce: "Hong Kong è parte integrante della Cina, a prescindere dal risultato elettorale". Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. "Qualsiasi tentativo di danneggiare il livello di prosperità e stabilità della città - ha aggiunto - non avrà successo".

 

hong kong 2

Le elezioni distrettuali, nei quartieri, solitamente affare di verde pubblico e centri per anziani, si sono trasformate in un referendum sulla protesta di Hong Kong. Il trionfo dei gialli e il tonfo dei blu, il campo governativo e filo cinese, vanno oltre ogni attesa: dei 452 seggi in palio nei 18 quartieri, 388 sono andati a esponenti democratici, che raccolgono nel complesso il 57% dei voti.

 

Un completo rovesciamento rispetto al precedente rapporto di forza, ma soprattutto il segno dell'avversione per il modo in cui Lam ha gestito il caos di questi mesi. Ignorando le richieste dei cittadini e lasciando solo la polizia a rispondere. Nonostante le violenze dei manifestanti più aggressivi, quelli con archi e molotov, non piacciano a tutti, la maggioranza silenziosa di Hong Kong ritiene che la responsabilità sia del governo e di Pechino.

 

È stato un voto storico anche per il livello di partecipazione. Fin dal mattino davanti ai seggi si sono formate lunghe file ordinate. In certi quartieri i cittadini hanno aspettato anche due ore per votare. Alla fine il conto complessivo dell'affluenza supera il 70% (dei registrati), quasi tre milioni di persone, il più alto di qualsiasi elezione mai tenuta nell'ex colonia britannica (perfino superiore a quella per il Parlamento, che nonostante sia in parte bloccata a tutela del controllo di Pechino è ben più importante).

 

hong kong 6

Il campo democratico, e gli Stati Uniti che in queste settimane hanno supportato la protesta, esultano per la vittoria. Mentre sull'altro fronte, in attesa del commento ufficiale di Carrie Lam e di Pechino, i giornali di regime comunisti, che alla vigilia delle elezioni avevano invitato a votare "per fermare la violenza" (dei manifestanti), ora puntano il dito contro le interferenze straniere. Ma sono state delle elezioni "pulite", conferma un gruppo di osservatori arrivato in città. Ai seggi la polizia in tenuta antisommossa è rimasta defilata, nessun disordine. E i presunti brogli del campo pro governo (come gli anziani portati con i bus a votare) non si sono visti, o comunque non sembrano aver condizionato il risultato.

governatrice lam

 

Eppure, al di là dei guadagni della Borsa di Hong Kong (vicini al 2%), l'effetto di questo voto è tutt'altro che scontato. La pressione su Carrie Lam da parte del suo campo aumenterà, il prossimo anno si tengono le elezioni per il consiglio legislativo, e un'altra sconfitta del genere sarebbe pesantissima. Le chiederanno di farsi da parte, o almeno di far tesoro della batosta e negoziare.

 

La Chief executive peró ha già mostrato di non avere alcuna autonomia da Pechino, nè quella di andarsene nè quella di trattare sulle richieste del movimento. In una escalation continua di violenze (prima della "tregua" elettorale vista negli ultimi giorni), il governo cinese ha definito i giovani in nero terroristi e la polizia locale usato un pugno sempre più duro. Lam ha di fatto ignorato enormi marce pacifiche, poi condannato la guerriglia, e così tra gli elettori democratici pochi si aspettano che ascolti la voce delle urne. Anche perché la piena democrazia è proprio ciò che la protesta chiede, e che Pechino non è disposta a concedere.

hong kong battaglia studenti poliziahong kong battaglia studenti polizia 8

 

hong kong battaglia studenti polizia 3hong kong battaglia studenti polizia 5hong kong battaglia studenti polizia 1hong kong battaglia studenti polizia 17hong kong battaglia studenti polizia 6

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO