revenge porn roma 3

INTERNET NON PUO' ESSERE LA DITTATURA DELL'ALGORITMO - IL GARANTE DELLA PRIVACY LANCIA L'ALLARME: "LA PANDEMIA HA DIMOSTRATO L'ESIGENZA DI UNA STRATEGIA DIFENSIVA RISPETTO AL PEDINAMENTO DIGITALE, SUPREMAZIA CONTRATTUALE, EGEMONIA SOVRASTRUTTURALE, DUNQUE CULTURALE E INFORMATIVA, DELLE PIATTAFORME" - I PERICOLI DEL “DEEP NUDE”, IL FURTO DI DATI BIOMETRICI, IL “REVENGE PORN” - NEL 2020 +132% DEI CASI DI PEDOPORNOGRAFIA E IL 68% DEGLI ADOLESCENTI E' STATO DI CYBERBULLISMO - LE ACCUSE A TIKTOK

Giusy Franzese per “il Messaggero”

 

PRIVACY DIGITALE

Mai come in questo ultimo anno, con il virus dilagante e le restrizioni imposte ai cittadini per arginare la pandemia, si è toccato con mano l' importanza delle piattaforme online: per la scuola con la Dad, per la stragrande maggioranza dei lavori non manuali con lo smart working e le call, per fare la spesa, lo shopping, e per la stessa sanità. Senza il web, senza le piattaforme online probabilmente non ce l' avremmo fatta.

 

Ma forse proprio a seguito dell' utilizzo massiccio di questi strumenti, abbiamo capito anche un' altra cosa: l' importanza della privacy; il rischio di essere prede con i nostri dati più sensibili; di essere manipolati, condizionati nelle decisioni. Il rischio che i diritti fondamentali conquistati con la democrazia possano essere polverizzati senza che nemmeno ce ne rendiamo conto davvero.

cyber security 1

 

In altri termini, il rischio che «la democrazia degeneri in algocrazia» con danni enormi per i più deboli, i più vulnerabili. A lanciare l' allarme è il Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, durante la relazione annuale in Parlamento.

 

«La pandemia ha dimostrato l' indispensabilità dei servizi» forniti dalle piattaforme - «ma al contempo anche l' esigenza di una strategia difensiva rispetto al loro pervasivo pedinamento digitale, alla supremazia contrattuale, alla stessa egemonia sovrastrutturale, dunque culturale e informativa» osserva il Garante. Le piattaforme - continua - non sono solo più un potere economico «ma anche - e sempre più - performativo, sociale, persino decisionale». 

 

fake news 1

Le conseguenze sono evidenti, pensiamo alle fake news sui vaccini. Pensiamo ai condizionamenti politici. Il Garante cita il caso di Donald Trump zittito dai social network. «La sospensione degli account Facebook e Twitter di Donald Trump ha rappresentato plasticamente come le scelte di un soggetto privato, quale il gestore di un social network, possano decidere le sorti del dibattito pubblico, limitando a propria discrezione il perimetro delle esternazioni persino di un Capo di Stato».

 

Pasquale Stanzione

L' APPELLO 

Il Garante chiede che nel Pnrr la difesa della privacy sia «tra i parametri essenziali» nel processo di trasformazione digitale. «La protezione dei dati può rappresentare» inoltre «un prezioso strumento di difesa della persona da vecchie e nuove discriminazioni e di riequilibrio dei rapporti sociali».

 

cyber security 2

L' appello è di procedere al più presto con l' approvazione del «Digital Services Act (Dsa), così da introdurre forme di responsabilizzazione delle piattaforme». Bisogna «impedire - insiste - che la rete divenga uno spazio anomico dove impunemente si possano violare diritti».

 

Di certo questo anno appena trascorso ha dato un bel daffare al Garante e il suo collegio (nominati proprio da un anno). In campo sanitario è stato essenziale il parere sull' app Immuni, sulla raccolta dei dati sanitari di dipendenti e clienti fino al più recente green pass. 

 

tom cruise deepfake titktok 3

Nel frattempo il vocabolario delle violazioni della privacy si è arricchito di nuovi fenomeni che il Garante ha dovuto monitorare: dal deep nude (applicazioni in grado di manipolare le foto di soggetti vestiti, sostituendole con immagini di nudo create artificialmente), all' uso di dati biometrici da parte di Clubhouse (un social che offre chat vocali) alle modalità di funzionamento di Clearview, società specializzata in riconoscimento facciale che acquisisce dati sul web. E poi ancora: il revenge porn. 

 

adescamento online

Allarmanti i dati sui rischi che corrono i minori navigando nel web: «Nel 2020 si è registrato un incremento di circa il 132%, rispetto al 2019 dei casi trattati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia e un aumento del 77% dei casi di vittimizzazione dei minori per grooming, cyber bullismo, furto d' identità digitale, sextorsion. Il 68% degli adolescenti risulta essere stato, nel 2020, testimone di casi di cyberbullismo». 

 

revenge porn 6

Sul banco degli imputati uno dei social network più amati dagli adolescenti: Tik Tok. Tanto che il Garante ha dovuto fissare i limiti d' età per l' accesso alla piattaforma. Un monito durante la sua relazione, Stanzione lo ha rivolto anche alla stampa, che spesso ha ceduto «alla tentazione della spettacolarizzazione e del sensazionalismo» cosi da «far degenerare la pietra angolare delle democrazie (la libertà d' informazione, appunto), in gogna mediatica».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…