lapo elkann

LAPO, CE LA FARÀ? - “LIBERO” INTERVIENE SULL’ENNESIMA REDENZIONE DICHIARATA DI LAPO ELKANN: “NON SA FARE NULLA MA LUI E’ UN’ARTISTA DELLA VITA. ORA SI E’ SCOPERTO ASCETA. CONTINUA A PARLARE DI MISTERIOSI PROGETTI, CHIMERE LEGATE A BRAND DAI NOMI SUGGESTIVI CHE RARAMENTE ESCONO DALLA FASE DI TEMERARIA IDEAZIONE. DI CERTO LAPO SA CHE, SE FOSSE NATO POVERO, SAREBBE STATO TRITATO DALLA COMPETIZIONE DELLA VITA. TEMIAMO PERÒ CHE LE DIPENDENZE, NON SIANO LA CAUSA DEI SUOI PROBLEMI, MA L'EFFETTO. LE CAUSE SONO ALTRE…”

Giordano Tedoldi per “Libero quotidiano”

 

lapo elkann

Lapo ci è, da sempre, simpatico. Già nascere con accanto un fratello mostruosamente competitivo come John Elkann dev'essere stato un calvario. Quindi tutte le sue storie di eccessi, droghe, transessuali, le abbiamo sempre viste sotto il profilo strettamente umano, per non dire umanitario. Che non sappia fare assolutamente nulla (cosa che è evidente nonostante il suo parlare di aziende delle quali sarebbe alla guida) è, dal nostro punto di vista, una nota di merito e non di demerito.

 

lapo elkann

Lapo è un artista della vita: è giusto che, a parte vivere da Lapo, non faccia altro. Ma vivere da Lapo vuol dire anche avere l' intelligenza e il talento di cambiare spesso ruoli.

Ora, per esempio, in un'intervista a "Grazia", Lapo si è scoperto asceta. Forse non chiederà il sacerdozio, ma ci siamo vicini. Ha dichiarato che non beve più, non si fa più, e ha smesso perfino, da due mesi, di fumare.

 

LAPO ELKANN

Vuole combattere le dipendenze, tutte, anche quelle (in effetti davvero devastanti) da social network, e quindi ha cancellato i suoi account Facebook e Instagram, perché «focalizzati sull' apparenza, sul mettere in mostra una vita che non è sempre quella che realmente si vive».

 

E aggiungiamo noi, una vita da Lapo, nella sua reale consistenza, effettivamente nessun social la può rappresentare. Lapo si è, non si comunica. Lapo ha però tenuto Twitter, perché «è diverso: è utile per poter comunicare ciò che uno pensa o vede e per smentire eventuali informazioni non corrette, quindi anche per potersi difendere». Difendersi da che? Finora Lapo ha dovuto perlopiù difendersi da se stesso, dalle sue impulsività, e sarebbe bello, in effetti, un giorno vedere Lapo che, su Twitter, si difende da Lapo.

 

PROGETTI MISTERIOSI

Lapo Elkann - Gianni Agnelli

Comunque, a 42 anni, pare proprio che Lapo abbia scoperto un altro se stesso, più profondo, più legato ai valori veri. Continua sempre, infatti, a parlare di misteriosi progetti «ideati da giovani e dedicati ai giovani», chimere legate a brand dai nomi suggestivi che raramente escono dalla fase di temeraria ideazione per farsi valore economico (quello è un dono riservato al fratello maggiore) però parla anche, apparentemente con cognizione di causa, di "sostenibilità" e "impegno sociale". In particolare, Lapo sembra intenzionato a mettere a disposizione degli altri la sua lunga esperienza con le dipendenze, per aiutare chi ne fosse vittima, e questo è senz' altro lodevole.

 

lapo elkann

E sono impeccabili queste sue parole: «Dobbiamo guardare alle nostre vulnerabilità con amore e gentilezza, non con cattiveria e durezza, perché essere vulnerabili, buoni, gentili ed educati sono valori, non difetti. Sono una persona buona, ma non penso di essere né stupido né fesso: nel nostro Paese troppo spesso la bontà è considerata, purtroppo, un segnale di debolezza». Non gli si può dare torto. Di certo Lapo sa che, se fosse nato povero, sarebbe stato semplicemente tritato dalla competizione della vita, e che solo la sua famiglia e le sue sostanze lo hanno posto in una condizione di riparo.

 

lapo elkann meme sul sequestro 13

Non possiamo esimerci però dal vestire i tetri panni dei consiglieri spirituali, in vista di questa conversione di Lapo. E domandarci: è sincero? Ce la farà? Non è la prima volta, infatti, che Lapo annuncia resipiscenza. Naturalmente ci auguriamo che il "programma dei 12 passi" che Lapo sta intraprendendo per liberarsi dalle dipendenze da alcol, droghe e tutto il resto abbia pieno successo.

 

Anzi, fossero anche 13 o 14 i passi, o 164, ci starebbe bene. Temiamo però che le dipendenze, in Lapo, non siano la causa dei suoi problemi, ma l' effetto. Le cause sono altre (di alcune, Lapo stesso ha parlato con il candore che gli è riconosciuto, e riguardano alcune molestie subite da piccolo) e con quelle averci a che fare può essere diabolicamente difficile.

 

lapo elkann meme sul sequestro 11

VITA D' ARTISTA Ma Lapo, nonostante le apparenze, è uomo resistente e tenace.

Dai suoi guai ha sempre avuto il carattere di rialzarsi. Se l' annunciata sobrietà sarà reale, tanto meglio per lui, purché non diventi noioso come, ci perdonerà, il fratello. Se invece si tratta di un divertissement, l' ennesimo, in una vita d' artista che non ha nulla da invidiare a Andy Warhol, attenderemo con ansia il nuovo camuffamento. In ogni caso, sentiremo ancora parlare, a lungo, di Lapo.

lapo elkann meme sul sequestro 10

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…