emanuela orlandi de pedis virtù

“L'HO FATTO PER SOLDI E NON ME NE PENTO” – SUL CASO DI EMANUELA ORLANDI C’È UN’INTERCETTAZIONE MAI ENTRATA NEGLI ATTI DEL PROCESSO - SERGIO VIRTÙ, AUTISTA E GUARDASPALLE DEL BOSS DELLA BANDA DELLA MAGLIANA ENRICO DE PEDIS, IN UNA TELEFONATA ALLA FIDANZATA PARLA DEL SUO PRESUNTO COINVOLGIMENTO NEL RAPIMENTO DELLA RAGAZZA: “STAVO IN UN AMBIENTE UN PO’ PARTICOLARE. CAPISCI PERCHÉ CAMBIO SEMPRE IL TELEFONO?” – ADESSO PIETRO ORLANDI E IL SUO AVVOCATO VOGLIONO CHE L’INCHIESTA VENGA RIAPERTA...

Giuseppe Scarpa per “la Repubbilca - Edizione Roma”

 

sergio virtu?

«L'ho fatto per soldi». Le parole sono di Sergio Virtù. Non uno qualsiasi nella mala romana. Autista e guardaspalle di Enrico De Pedis, boss della Banda della Magliana. È lui l'uomo indicato da tre diversi testimoni come uno dei protagonisti del rapimento di Emanuela Orlandi. A tutto ciò si aggiunge l'intercettazione tra Virtù e la sua fidanzata dell'epoca.

 

È il 20 dicembre del 2009. L'uomo di fiducia di De Pedis capisce di essere in quel momento indagato dai pm. La compagna è spaventata lo chiama al cellulare. Teme che lo possano arrestare. Ecco i principali passaggi della loro conversazione: «Di notte - le dice la donna - ti ho mandato un messaggio, visto che abbiamo parlato, io ancora stavo sveglia, non riuscivo a dormire. Ho guardato internet, questa cosa che mi hai detto tu. Questa Olanda, Olinda». «Orlandi, Orlandi», replica Virtù. «C'è qualcosa di concreto per... » , chiede la compagna. «.......(silenzio, sospira) Bè quando ci vediamo a voce te lo dico. Mo l'hai capito perché cambio sempre i numeri (del cellulare, ndr)?».

 

EMANUELA ORLANDI

La conversazione prosegue: «Ti assicuro una cosa - sottolinea la compagna - io ti voglio bene. A me non interessa quello che è successo nel tuo passato, nel tuo presente e che succederà nel tuo futuro, questa cosa non...». «Sì per carità purtroppo quando ero giovane - ammette Virtù - stavo in un ambiente un po’ particolare eravamo tutti scapestrati. Però mica che mi pento di quello che ho fatto. Non me pento, te dico la verità, l'ho fatto per soldi e non me ne frega niente de quello che ho fatto».

 

Poco dopo l'intercettazione Virtù viene interrogato dalla squadra mobile. Gli agenti gli chiedono conto di quelle parole. Di quel discorso sui soldi, sull'Orlandi, sul fatto che avrebbe raccontato alla sua compagna, in privato, e non al telefonino, tutto quello che sapeva sul caso della 15enne scomparsa il 22 giugno del 1983. Questo è ciò che risponde alla polizia e che gli investigatori sintetizzano così: «Nega di essere lui l'uomo che si sente nella telefonata, nonostante fosse a lui riconducibile l'utenza intercettata». Dopodiché non compare agli atti dell'inchiesta una comparazione della sua voce con quello dell'uomo che parla al cellulare con la donna.

 

emanuela orlandi mirella gregori

Caso chiuso. Come l'inchiesta nel complesso, di fatto poi archiviata nel 2015, nonostante all'interno della procura - tra procuratore capo e aggiunto - ci fossero opinioni differenti. Radicalmente diverse. Un'indagine che Pietro Orlandi e il suo avvocato Laura Sgrò vorrebbero, adesso, che venisse riaperta.

 

Ma ecco come Sergio Virtù entra nell'indagine. La prima a parlarne è Sabrina Minardi, amante di De Pedis tra il 1982 e il 1984. La Minardi, in una testimonianza resa il 4 giugno 2008 alla polizia, racconta l'episodio in cui lei, dopo il rapimento dell'Orlandi è incaricata di portare la ragazza in Vaticano. Questa la sintesi dell'interrogatorio: «Minardi si recò insieme a De Pedis al Gianicolo, nei pressi dell'omonimo bar, dove vennero raggiunti da tale Sergio (Virtù. Minardi lo riconoscerà in una foto che le verrà mostrata, ndr) a bordo di un'auto Bmw che recava con sé la ragazza (Orlandi, ndr)».

 

RENATO DE PEDIS

Dopo la Minardi è la volta di Salvatore Sarnataro, padre di Marco morto nel 2007. Sarnataro senior, il primo ottobre 2008, racconta agli investigatori che il figlio gli confessò il rapimento dell'Orlandi su ordine di De Pedis.

 

Secondo Sarnataro, il figlio con due complici sequestrò Emanuela, la caricò su un Bmw e poi la consegnò a Virtù ai laghetti dell'Eur. Infine il pedinamento. Un'amica di Emanuela, Gabriella, i primi di settembre del 2008, riconosce in un album fotografico che gli viene mostrato dalla polizia (18 foto) Sergio Virtù come l'uomo che toccò il braccio della 15enne dicendo " eccola", pochi giorni prima del rapimento.

EMANUELA ORLANDI emanuela orlandi EMANUELA ORLANDI renato de pedis agguatoEMANUELA ORLANDI

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...