fanghi tossici lombardia

“C'È SUO CUGINO, QUELLO CHE MANGIA LE NUTRIE; PUR DI RISPARMIARE FAREBBE DI TUTTO. TENIAMOCELO BUONO” - SONO QUATTORDICI LE PERSONE INDAGATE NELL’INCHIESTA SULLO SMALTIMENTO ILLECITO DI RIFIUTI IN LOMBARDIA – SECONDO GLI INVESTIGATORI GLI INDAGATI APPROFITTAVANO DI “CIRCOSTANZE DI MINORATA DIFESA QUALI L'ETÀ AVANZATA, LO SCARSO LIVELLO CULTURALE O LE DIFFICOLTÀ PSICHICHE DELLE PERSONE A CUI SI RIVOLGEVANO” PER CONVINCERLE A “CONCIMARE” I LORO TERRENI CON I FANGHI TOSSICI…

Francesco Moscatelli per “La Stampa”

 

FANGHI TOSSICI LOMBARDIA

«Sono un mentitore. A un piemontese ho raccontato che personalizziamo la ricetta del correttivo in base al pH del terreno. Io finisco all' inferno». E giù una bella risata. «A Sizzano bei posti che hanno sono veramente belli, proprio paesisticamente (sigh). Andiamo proprio a rovinarli con i gessi». Altra risata. «Io sono stato un delinquente. Chissà il bambino che mangia la pannocchia di questo mais cresciuto sui fanghi». E, almeno qui, non ride nessuno.

 

Per avere un' idea di cosa sia la «terra dei fanghi» tutta padana descritta nell' ordinanza firmata dal gip di Brescia Elena Stefana basta scorrere le telefonate del geologo Antonio Carucci, addetto alle vendite della «Wte srl», intercettato dai carabinieri forestali guidati dal comandante Pier Edoardo Mulattiero.

FANGHI TOSSICI LOMBARDIA

 

Nelle parole del geologo c' è già una sintesi del sistema di smaltimento illecito dei rifiuti che, tra l' inizio del 2018 e il maggio del 2019, avrebbe fruttato guadagni per 12 milioni di euro e inquinato tremila ettari di terreni agricoli da Vercelli a Verona, insozzando con 150 mila tonnellate di concimi contaminati anche il Novarese il Piacentino e le province lombarde.

Luigi Mille

 

Sono quattordici le persone indagate insieme a Giuseppe Giustacchini, amministratore delegato e direttore tecnico della Wte. Fra queste, oltre a dipendenti e collaboratori della Wte, c' è Luigi Mille, direttore generale dell' Aipo (l' autorità interregionale per il fiume Po) che è accusato di influenze illecite: avrebbe fatto da mediatore fra Giustacchini e alcuni rappresentanti istituzionali. Il gip ha respinto le 8 misure cautelari chieste dalla procura.

 

FANGHI TOSSICI LOMBARDIA

Il sistema ruotava intorno ai tre impianti bresciani di Calvisano, Calcinato e Quinzano d' Oglio, oggi sotto sequestro: i fanghi, provenienti da depuratori pubblici e privati, dopo un «sommario trattamento di recupero...quali elettroliti derivanti da batterie esauste e acido solforico esausto», venivano fatti uscire come «gessi di defecazione da fanghi» creando ad hoc dei campioni utili a passare i controlli.

 

In realtà la «pappa», come la chiamavano in gergo gli addetti della Wte, non rispettava i parametri di legge perché conteneva dosi eccessive di metalli pesanti e inquinanti di ogni tipo. La lista è lunga: stagno, idrocarburi, toluene, fenolo, solfati, floruri, cianuri, nichel, rame, selenio, arsenico.

fanghi tossici lombardia

 

A questo punto i Tir e gli spargiletame partivano verso i campi degli ignari agricoltori che accettavano di «concimare» i loro terreni con i fanghi pagando cifre irrisorie oppure in cambio di denaro o di alcuni lavori. «Gli ho detto che è solo roba di scarti di lavorazione di frutta, verdura, tutte ché le bale le go dit (tutte quelle balle gli ho detto, ndr) - racconta un altro indagato - Te l' ho béle entortàt, so ok? (te l' ho già intortato, ndr). Gli ho detto che gli fai l' aratura».

 

È nel rapporto con i «clienti» che gli attori di questa economia circolare criminale in cui le uniche unità di misura sembrano essere i piò (gli appezzamenti da 3.200 metri quadrati in dialetto bresciano) da riempire e gli sghèi che se ne ricavano, mostrano il loro volto più inquietante.

fanghi tossici lombardia

 

Gli investigatori scrivono che «approfittano di circostanze di minorata difesa quali l' età avanzata, lo scarso livello culturale o le difficoltà psichiche delle persone a cui si rivolgevano». Cristian Franzoni, ad esempio, uno degli autisti del gruppo, parlando di due agricoltori da convincere, non ha problemi a puntare sull' anello debole: «C' è suo cugino, quello che mangia le nutrie; pur di risparmiare farebbe di tutto. Teniamocelo buono».

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?