teresa saponangelo

“L'UMORISMO PUÒ ESSERE SEXY” – I MILLE VOLTI DI TERESA SAPONANGELO, LA STRAORDINARIA “MAMMA” DI PAOLO SORRENTINO NEL FILM “È STATA LA MANO DI DIO”: “MOLTI COLLEGHI CON SERIOSITÀ PERDONO IL CONTATTO CON GLI ALTRI: IO SCHERZO SPESSO, MAGARI È NARCISISMO. IL CINEMA? MI DÀ NOTORIETÀ E SUCCESSO, MA A TEATRO GODO. L’OSCAR? NON LO SOGNAVO, ORA HO COMINCIATO A NON DORMIRE LA NOTTE. PAOLO? È STATO ACCOGLIENTE CON ME, IN ASCOLTO E DISPONIBILE” - COME È CAMBIATO IL SUO ESSERE MADRE DOPO IL FILM, LA “SUA SCENA DA OSCAR” E… - VIDEO

 

Alvaro Moretti per “Molto Donna - il Messaggero”

 

teresa saponangelo 10

Era un sogno che non aveva sognato, Teresa. Dopo un'ora che ci parli, con la Saponangelo la madre della Mano di Dio capisci che prende la vita così a morsi che i sogni non fanno in tempo a definirsi: se li è mangiati prima, li ha fatti suoi come pezzi di vita vissuta. Ha una specie di legge sua, tutta sua, per evitare i rimpianti e puntare alla soddisfazione del qui e ora. Qui e ora è un volo per Los Angeles: assegnano l'Oscar e tra i candidati come miglior film non in lingua inglese c'è otto anni dopo La Grande Bellezza il film di Paolo Sorrentino, il film in cui un ruolo delicatissimo lo ha vinto proprio lei, Teresa, uno scricciolo potentissimo nato a Taranto, vissuto a Napoli e che ha spiegato le ali a Roma. Teresa Saponangelo è un vaso di Pandora di emozioni (se non l'avete vista nel film scherzare e piangere, implodere ed espandersi è colpa vostra).

 

Filippo Scotti, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert e Toni Servillo - E' stata la mano di Dio

Citando Antonio Capuano, icona vera del film e della cinematografia napoletana, non ti disunire, Teresa.

«Allora, essere lì è bello, bello, bello. Io non l'avrei mai pensata una cosa così, perché non era tra i desideri di quando cominciai a fare l'attrice quasi bambina. Ma ora che arriva la cosa sento la bellezza del fatto».

 

Lei, Teresa, è una donna molto brillante: una Grande Bellezza, me la passa come battuta?

«Sì. Sono molto emozionata e ho cominciato a non dormire la notte, qualche notte. È una bellezza grande sapere di essere lì, vista e giudicata da attori e registi che ho amato senza conoscere, che sono stati una ispirazione continua. Oggi guardano me, noi, e scrivono, magari, come ha fatto De Niro: una lettera di incitamento per il film così bella sui nostri singoli ruoli, su Napoli con cui Sorrentino gioca come fa Woody Allen con New York».

teresa saponangelo 9

 

Cita non a caso Woody Allen, uno come Molière che sta per interpretare a teatro: il nero e la commedia che si fondono.

«Ha presente Pallottole su Broadway? Lì c'è l'altra grande passione mia, il teatro: ora il cinema mi dà notorietà e successo, ma a teatro godo. E in quel film c'è tutto del teatro: i ruoli della vita e quelli della scena. L'attrice cagna, la sdolcinata nevrotica, quello che scrive e che deve accettare i compromessi. E le raccomandazioni, i ruoli che a volte arrivano per come sei piazzato nel gioco delle relazioni».

 

Il giro per essere la madre di Filippo, che nel film è il Sorrentino adolescente, è stato lunghissimo: provino non superato per The Young Pope, per esempio.

teresa saponangelo 12

«C'è voluto un percorso lungo, tra noi: ci conosciamo da talmente tanto, debuttammo insieme io attrice lui in produzione, nel 1995. Se c'è una cosa che vorrei spiegare ai giovani colleghi è che la strada è lunga, ed è bello così. La frenesia, invece, ti fa perdere strada e occasioni. Forse è per questo che l'Oscar non lo sognavo: io mi sento molto soddisfatta di quello che ho. Perché so di essere stata coerente: tornare a teatro per me non è mai un passo indietro, ma una tappa di arricchimento, anche se scelta che mi rende meno popolare di fare una fiction. E penso di avere avuto dignità soprattutto nell'errore: quando ti rifiutano. Eppoi la serietà nel gioco».

 

Eh sì, il gioco è una cosa molto seria.

«Seria, ma non seriosa: quasi un motto per me. Vedo molti colleghi che con seriosità perdono il contatto con gli altri: non si alimentano degli altri. Io scherzo spesso, come fa Maria il mio personaggio per Sorrentino: magari è narcisismo, ma io non sto al posto dove qualcuno mi vorrebbe relegare. E faccio la battuta, anche quella scomoda: come Cyrano, al fin della licenza, tocco. Mi piace alleggerire».

 

teresa saponangelo 2

Maria è una giocoliera: fa ridere e tenere il fiato sospeso quando, da madre di famiglia, tiene in equilibrio una storia con un marito infedele e amatissimo o attira le attenzioni con scherzi tremendi e riuscitissimi o con tre arance palleggia come una circense.

«Lei ride, molto, e soffre tantissimo. Forse quel tipo di donna lì è figlia di un'altra cultura o forse solo ancora molto innamorata di suo marito. Io non lo sopporterei, un tradimento chiude la mia porta».

 

La sintesi dei mille colori di Maria (come quelli di Napoli, citati da Sorrentino anche nella canzone finale)?

«La scena in ascensore con Lino Musella: dal pianto per quel tradimento a un sorriso strappato con un gesto volgare, ma salvifico. Quella è la mia scena da Oscar di un personaggio che è amato per le sue tante sfaccettature».

 

teresa saponangelo 6

E suo figlio Luciano, quasi coetaneo del Filippo/Sorrentino del film, gliel'ha assegnato l'Oscar?

«No, l'ha assegnato a Toni Servillo... Quando ha visto il film era molto emozionato, ma me l'ha dovuto dire: mamma tu sei stata brava, ma Servillo è più bravo».

 

Maria e Teresa: due madri.

«Questo ruolo mi ha aiutato a vedermi madre in un altro modo, con un'altra luce: nel quotidiano con Luciano sono la madre assertiva, che indica le regole cui lui cerca di sottrarsi. Quella dura, perché io sono così... rigorosa. Sono la madre del dovere. Maria è dolcissima e mi ha tirato fuori dal cuore quell'aspetto: la cura, l'accudimento, la presenza discreta. Quella con cui carezzo Filippo mentre dorme. Mi ha aiutato a uscire dalla compressione della responsabilità che sento come genitore. E Luciano mi ha scoperta diversa: più morbida, pacificata, serena. A Sorrentino devo anche questo: una grande opportunità come mamma e donna».

 

teresa saponangelo 7

In questo film, il film più intimo di Sorrentino raccontando storia e tragedia della sua famiglia, con la perdita per un incidente dei suoi amatissimi genitori, ha un ruolo delicatissimo.

«Mi sono sentita amata, voluta bene da Paolo: è stato accogliente con me, in ascolto e disponibile. Posso dirlo? Non me l'aspettavo così ed è stata proprio una bella sorpresa».

 

I complimenti di De Niro e l'adrenalina che sale: ci proviamo a sognare, adesso, a ridosso della notte degli Oscar?

«Se fossi stata americana, nello star-system di Hollywood avrei sognato un film con Spielberg, ma sono figlia di questa nostra realtà e ho già avuto tanto. Soprattutto godo e mi diverto a scegliere sempre».

teresa saponangelo 15

 

I riferimenti di Teresa Saponangelo?

«Nell'armadio ho una foto con Francis Ford Coppola: ci feci due provini per una pubblicità del caffè Illy. Non mi prese, ma mi ha scaldato il cuore. Poi dico tre grandi donne del cinema italiano: Vitti, Melato e Silvana Mangano. Tutte e tre belle e comiche: l'umorismo può essere sexy. Se la ricorda quella cosa delle battute che non so trattenere...»

teresa saponangelo 4Teresa Saponangelo Teresa Saponangeloteresa saponangelo in giorgio armaniteresa saponangeloTeresa Saponangelo Teresa SaponangeloTeresa Saponangelo Teresa Saponangelo Teresa Saponangelo Teresa Saponangelo teresa saponangelo 14Teresa Saponangelo teresa saponangelo 3teresa saponangeloteresa saponangelo 13teresa saponangelo 8Teresa Saponangelo Teresa Saponangelo Teresa Saponangelo Teresa Saponangelo Teresa Saponangelo teresa saponangelo 5

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...