benigni sanremo 2020

“BENIGNI HA COMPIUTO UN’OPERA DI MISTIFICAZIONE” - “LA VERITÀ” SCOMUNICA IL COMICO PER LA SUA RECITA DEL “CANTICO DEI CANTICI”: “HA FATTO UN SERMONE ABBORRACCIATO, AMBIGUO, AMMANTATO DI ACCADEMIA. UNA LEZIONE CON EVIDENTI FORZATURE DELLE SCRITTURE BRUTALMENTE PIEGATE ALL'IDEOLOGIA LGBT E ALLA FILOSOFIA GENDER. UN CANTICO DEI CANTICI INESISTENTE. NEL QUALE LA DONNA ESALTA ANCHE IL SESSO ORALE, ‘IL FRUTTO SUO DOLCE NELLA MIA BOCCA’, E INVOCA IL DILETTO DI PENETRARLA CON IL SUO ‘STENDARDO’”

1 - «DON» BENIGNI NON HA CAPITO NULLA DELLA BIBBIA

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

roberto benigni

Roberto Benigni biblista. Esegeta di sacri testi. Teologo. Tra i tanti cadeaux che il 70° Festival di Sanremo ci ha fatto c'è anche questa scoperta. Abbiamo un nuovo interprete della dottrina cristiana. Non lo sapevamo, ma è così. Dopo Eugenio Scalfari, aduso a sussurrare a papa Francesco, ora abbiamo anche il regista e attore premio Oscar a spiegare le scritture. I cattolici dovrebbero esultare.

 

Rai1, la rete che fa il pieno di ascolti e con il più importante evento tv nazionale, si rivolge alla maggioranza del popolo italiano, dopo un rapper in body di strass che asserisce di citare Francesco d' Assisi, ci ha proposto un novello teologo. Un dottore, un padre della Chiesa. L'altra sera, tra una canzonetta e un tango argentino, è riuscito a dire che tutte le coppie che si amano, senza distinzione tra eterosessuali e omosessuali, sono ben viste e, anzi, favorite, dai testi biblici.

amadeus roberto benigni

 

Fortuna che il suo Cantico dei cantici a luci rosse ha lasciato freddino il pubblico dell'Ariston che lo ha ricambiato con applausi appena decorosi. Un velo di delusione ha attraversato il volto sudato dell'inatteso esegeta, esausto per i 40 minuti di monologo. Un sermone abborracciato, ambiguo, ammantato di accademia, sostenuto da ben sette consulenti, tra i quali il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura.

 

Una lezione con evidenti forzature che emergono alla prima, elementare, verifica, tradendo l'impianto ideologico di un' operazione esaltata a sinistra, a partire da un tweet di Matteo Renzi (guarda caso della stessa «scuderia» di Benigni, quella di Lucio Presta), e avversata già in tempo reale da Maurizio Gasparri. No, quest' ultima lectio benignesca non entrerà nella storia. Nemmeno in quella sanremese, già lastricata dai precedenti passaggi del comico toscano (nel 2002 con Pippo Baudo declamò il XXXIII canto del Paradiso dantesco, nel 2009 con Paolo Bonolis una lettera di Oscar Wilde all' amato, nel 2011 con Gianni Morandi Fratelli d' Italia).

 

roberto benigni arriva a sanremo

Mentre recitava i versi estrapolati dalla sua personalissima versione dell'Antico testamento, nella testa perplessa degli spettatori in platea e dei telespettatori a casa passava il pensiero dei 300.000 euro di compenso per l' esibizione pagati dalla Rai, prima azienda culturale del Paese. Ieri, sui social network le opposte fazioni si sono scagliate una contro l' altra attaccando o difendendo il più divisivo tra i nostri attori.

 

Qualcuno si è rammaricato, rimpiangendo il Benignaccio dell' Inno del corpo sciolto. Qualcun altro si è improvvisamente accorto che «non fa più ridere». Da anni il regista della Vita è bella si è convertito a una ricerca sui testi fondanti della storia italica e non solo: dalla Divina commedia alla Costituzione, dai Vangeli ai Dieci comandamenti. È un errore impiccare un artista al suo sulfureo passato; settant' anni si appropinquano e il trascorrere del tempo qualche conseguenza la porta. Le malelingue dicono: la fissazione per il sesso, per esempio. Ma non è questo il grave.

amadeus roberto benigni 1

 

Il peggio è se la personale ricerca di un talentuoso attore si trasforma in un' enorme opera di mistificazione, divulgata nel momento di massima esposizione dal più potente mezzo di comunicazione nazionale e in cambio di un lauto cachet pagato con denaro pubblico.

Per fare ritorno all' Ariston, introdotto dalla sua musichetta strapaesana, il biblista canterino voleva scovare un testo particolare, la canzone delle canzoni.

 

Nulla di più opportuno del Cantico dei cantici, libro di sole 15 pagine, rarissimamente letto durante le celebrazioni liturgiche, eppure presentato come «il più santo, più bello, più importante della Bibbia un libro dedicato alla femminilità e forse, pensate, scritto 2400 anni fa da una donna», ha ipotizzato il novello padre della Chiesa.

 

roberto benigni 4

Che voleva anche che la canzone non fosse mai stata eseguita, forse perché colpevolmente censurata dai potenti. Anche qui, però, l'iperbole ha finito per far dimenticare al nostro teologo che, nel 2006, proprio un suo spettacolo al teatro Verdi di Terni su questo «libro erotico santissimo» era stato trasmesso da Sat2000, la tv dei vescovi.

 

Stavolta, però, aveva deciso di fare le cose in grande, ripescando le versioni originali «che non troverete andando a leggere la Bibbia», ha messo le mani avanti. Orbene, questo libro, si è infervorato, «narra di un uomo e una donna che si amano, che rappresentano tutte le coppie in tutte le parti del mondo e in ogni epoca, e che ripetono il miracolo dell'amore. Tutte le coppie: la donna col suo uomo, la donna con la sua donna, l'uomo con il suo uomo. Tutte le coppie che si amano, rappresenta», si è placato per un momento Benigni.

 

roberto benigni 1

Ovviamente, di tutto questo nel Cantico dei cantici non c'è traccia. Ma dev' essere perché la Chiesa ha paura dell' amore e dell'erotismo più che delle guerre, ha assicurato il teologo di Sanremo. Che, mentre assicurava di restituire le scritture alla loro verità, in realtà le stava brutalmente piegando all' ideologia Lgbt e alla filosofia gender. Un Cantico dei cantici inesistente. Nel quale la donna esalta anche il sesso orale, «il frutto suo dolce nella mia bocca», e invoca il diletto di penetrarla con il suo «stendardo». Ipse dixit, Roberto Benigni. Anno domini 2020, 70° Festival della canzone italiana.

 

2 - BENIGNI SI RICICLA E FA PERDERE ASCOLTI

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

 

Ahi ahi, Roberto. Dovremmo ribattezzarti Ripeto Benigni o Riciclo Benigni. Avevi venduto la tua performance sul Cantico dei Cantici, il monologo dell' altro ieri a Sanremo, come un pezzo originale, una perla unica pensata apposta per il Festival. Lo avevi detto tu sul palco, vantandoti che una cosa simile «non l' ha mai fatta nessuno, non è mai stata fatta in televisione. È il regalo più bello che possa fare a Sanremo».

roberto benigni 2

 

Sì, peccato che un regalo simile lo avessi già fatto 14 anni fa al pubblico del Teatro Verdi di Terni a ridosso di un San Valentino. E non solo: quell' esibizione era andata in onda su SAT2000, il canale tv della Cei. Di cosa parlava quel monologo? Indovinate: del Cantico dei Cantici! copia e incolla La struttura delle due performance è analoga, con un preambolo sull' amore e la lettura di alcuni brani del testo biblico. Ma non solo: Benigni usa in alcuni passaggi le stesse espressioni utilizzate 14 anni prima. Nel presentare il Cantico dei Cantici dice il 13 febbraio 2006 a Terni: «È stato attribuito a Salomone, in realtà Salomone non c' entra niente (). Sono dei dialoghi dello sposo con la sposa. Naturalmente sono simbolici.

 

All' inizio pensavano fosse un richiamo () all' amore di Dio per la Chiesa». L' altro ieri a Sanremo: «Sono dei giovani che si amano e cantano ognuno l' amore per l' altro. (). Hanno trovato giustificazioni, tipo che l' autore era Salomone, ma non era vero, oppure hanno provato a dare interpretazioni simboliche (): lui è Dio e lei la Chiesa». Terni 2006: «Vi voglio leggere questo Cantico dei Cantici, gioiello donato all' umanità».

roberto benigni

 

Sanremo 2020: «Ogni parola del Cantico dei Cantico è un diamante. Un orafo ha costruito diamanti () e ci ha consegnato un diadema in dono». Ancor più pedissequamente ripete un altro passo. Terni 2006: «Un rabbino del II secolo ebbe a dire: "L' universo intero non vale il giorno in cui fu dato all' umanità il Cantico dei Cantici"». Sanremo 2020: «Un famoso rabbino disse: "Tutto il mondo, il mondo intero, e tutta la storia del mondo non vale il giorno in cui il Cantico dei Cantici fu donato all' umanità"».

Ma è soprattutto nella lettura del testo, che pure Benigni vende come originale («Questa versione non la troverete nella Bibbia, è anteriore, viene prima di tutte le revisioni, è il testo primitivo del Cantico»), che il comico ripete sei passaggi già letti nel 2006.

L' incipit è uguale: in entrambi i casi «Baciami con i baci della tua bocca».

Roberto Benigni

 

Ma è solo l' inizio. Terni 2006: «Un sacchetto di mirra è per me il mio diletto, pernotta tra i miei seni». Sanremo 2020: «Un sacchetto di mirra è per me il mio diletto che passa la notte tra i miei seni». Terni 2006: «Tremenda come esercito schierato». Sanremo, 2020: «Maestosa e terribile come esercito schierato». 2006: «I tuoi seni somigliano a due caprioli». L' altro ieri: «I tuoi seni sono come due caprioli».

 

14 anni fa: «Vieni mio diletto, mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, insaziabile come morte è amore». Due giorni fa: «Prendimi, mio diletto, e mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, perché forte più della morte è amore». Terni: «Le molte acque non possono spegnere l' amore né travolgerlo i fiumi». Sanremo: «Le acque dell' abisso non possono spegnere l' amore né i fiumi travolgerlo».

 

roberto benigni

curva dello share Sicuro, Roberto, che la tua ultima lettura del Cantico fosse inedita? Per carità, ognuno è libero di auto-copiarsi e il testo biblico non può certo essere stravolto. Ma allora perché presentarla come una cosa mai vista prima in tv? E soprattutto perché pagare Benigni 300mila per uno spettacolo in parte riciclato? Vuoi per il déjà vu, vuoi per la noia, il monologo non ha ottenuto l' audience più alta della serata: lo ha superato Mika con il 60,9% di share, e le 7 artiste contro la violenza, in termini di spettatori (15 milioni e 494mila). Peraltro Benigni perde 1 milione e mezzo di spettatori durante l' esibizione: parte con 13 milioni e 582mila e finisce con 12 milioni e 182mila (sebbene guadagni in share, dal 55 al 57,5), forse perché intanto molti vanno a dormire.

Aver fatto addormentare chi era a casa: non un grande risultato per uno che voleva cantare l' amore.

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...