valerio carocci

“CHI CANTA IN QUESTURA È UN INFAME DI NATURA” – I CENTRI SOCIALI CONTRO IL LEADER DEL "CINEMA AMERICA", VALERIO CAROCCI, CHE DOPO L’AGGRESSIONE FINISCE SOTTO TUTELA – LUI: “NON SONO PIÙ LIBERO DI MUOVERMI” – GLI ANTAGONISTI RIMPROVERANO A CAROCCI DI AVER COLLABORATO CON LE FORZE DELL'ORDINE…

MARCO PASQUA per il Messaggero

 

valerio carocci

«Chi canta in Questura è un infame di natura». L'aggressione fisica al leader del Cinema America, Valerio Carocci, ha una coda social, fatta di insulti e nuove minacce, tutte firmate dai centri sociali. A partire da quell'Acrobax, lo spazio occupato nel quartiere Marconi, in cui milita L.R., classe 1987, denunciato per aver tentato di strangolare Carocci, sabato scorso, a Trastevere.

 

Tanti i commenti, i post (persino di solidarietà per il compagno denunciato) da parte degli antagonisti che al Cinema America rimproverano di aver collaborato con le forze dell'ordine. L'anno scorso, subito dopo l'aggressione da parte di alcuni estremisti di Casapound verso 4 ragazzi che indossavano la tshirt amaranto del cinema, Carocci si era rivolto alla Digos.

valerio carocci

 

«Quello è un infame», scrissero all'epoca gli estremisti di sinistra. Adesso lo stesso errore, dal punto di vista di una galassia che ritiene la collaborazione con chi indossa una divisa qualcosa di deprecabile.

 

Così, ieri mattina, intorno all'ora di pranzo, approfittando di un momento di distrazione da parte della vigilanza in borghese su piazza San Cosimato, un ragazzo sempre legato ad Acrobax, ha affrontato Carocci e lo ha insultato. Per questo, l'attenzione da parte della Digos intorno alle arene dell'America (che sono, oltre che a Trastevere, alla Cervelletta e ad Ostia), è massima: il presidente dell'associazione, adesso, è sempre seguito da due agenti di polizia in borghese, appiedati o in auto.

 

cinema america

Il ragazzo denunciato per l'aggressione di sabato scorso (che ha precedenti per danneggiamento e invasione di edificio) parlando con la polizia avrebbe ammesso le proprie responsabilità e, soprattutto, avrebbe lasciato intendere di non voler tornare a minacciare Carocci. Intanto ieri mattina, sulla pagina Facebook del collettivo comunista Militant, ha lanciato un messaggio chiaro, sugli infami che parlano con la Questura.

 

«Ho paura perché non mi sento libero di camminare serenamente nelle aree limitrofe ai luoghi interessati dagli eventi organizzati dalla mia associazione e di lavoro ha scritto il presidente dell'America nella denuncia presentata alla polizia, l'ultima delle tre dopo altrettante aggressioni, verbali o fisiche - che sono anche i luoghi che frequento abitualmente e in cui sto vivendo, nel caso di Trastevere».

cinema america

 

Altre minacce gli erano state rivolte in piazza San Calisto, luogo che frequenta abitualmente, essendo a due passi dall'arena. L'anno scorso, subito dopo l'aggressione ai ragazzi dell'America da parte degli estremisti di CasaPound, gli antagonisti di Acrobax, scrissero un post in cui, di fatto, prendevano le distanze da Carocci e lo accusavano di voler collaborare con la Questura.

 

Queste minacce, ovviamente, non fermano le arene e, anzi, il gruppo di ragazzi e ragazze che lavorano all'organizzazione sono ancora più determinati: «Questi episodi non intaccano la nostra determinazione nel fare questo lavoro che, lo ricordiamo, mira a portare la luce in tutti luoghi dimenticati di questa città, da San cosimato alla Cervelletta e Ostia». E, ieri, Paola Cortellesi e Riccardo Milani hanno salutato con affetto Carocci, presentando, a San Cosimato, Il posto dell'Anima.

giuseppe conte e olivia paladino al cinema america 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…