claudio paola e irene regeni giulio

“È UNA DECISIONE CHE PREMIA LA PREPOTENZA EGIZIANA” - IL PROCESSO PER L’OMICIDIO DI GIULIO REGENI SI È APERTO IERI A ROMA E SUBITO È STATO BLOCCATO DAI GIUDICI: MANCA LA PROVA DI NOTIFICA AI QUATTRO IMPUTATI, GLI AGENTI DELL’INTELLIGENCE DEL CAIRO CHE SI SONO RESI IRREPERIBILI E NON HANNO MAI COMUNICATO IL DOMICILIO - LA FAMIGLIA DEL RICERCATORE UCCISO: “È UNA BATTUTA D'ARRESTO MA NON CI ARRENDIAMO. CHIEDO A TUTTI VOI DI RENDERE NOTI I NOMI DEI QUATTRO IMPUTATI E DI RIBADIRLO COSÌ CHE NON POSSANO SOSTENERE DI NON SAPERE”

Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”

 

processo per la morte di giulio regeni 8

Il processo ai quattro agenti dell'intelligence egiziana - Tariq Sabir, Athar Kamel, Usham Helmi e Magdi Ibrahim Sharif - è bloccato e torna indietro. I giudici della terza Corte d'assise hanno disposto di rimandare gli atti al giudice per le udienze preliminari. Vince la linea delle difese che, in mattinata, avevano sostenuto la tesi della inconsapevolezza degli imputati che non hanno mai comunicato domicilio per ricevere gli atti.

 

processo per la morte di giulio regeni 12

«Questo non è il processo contro i quattro imputati ma è un processo contro l'Egitto» aveva stigmatizzato l'avvocato Tranquillino Sarno, difensore di uno degli imputati. Perde, invece, la Procura che aveva ritenuto di poter superare quello scoglio (con argomentazioni condivise dal gup).

 

Giulio Regeni

A giudizio della Corte d'Assise «il decreto che disponeva il giudizio era stato notificato agli imputati comunque non presenti all'udienza preliminare mediante consegna di copia dell'atto ai difensori di ufficio nominati, sul presupposto che si fossero sottratti volontariamente alla conoscenza di atti del procedimento».

 

il presidente egiziano al sisi 4

Un presupposto con molti indizi ma nessuna certezza e che non ha convinto i giudici. Amareggiata ma non sfiduciata la famiglia Regeni: «Prendiamo atto con amarezza della decisione della Corte che premia la prepotenza egiziana. È una battuta d'arresto ma non ci arrendiamo. Chiedo a tutti voi di rendere noti i nomi dei quattro imputati e di ribadirlo così che non possano sostenere di non sapere».

 

processo per la morte di giulio regeni 7

Il decreto che disponeva il rinvio a giudizio dei quattro imputati è stato azzerato e ora spetterà al giudice avviare una rogatoria per effettuare l'elezione di domicilio di Tariq Sabir e degli altri. Al mattino la coda di giornalisti per entrare nell'aula bunker aveva rallentato i tempi di avvio del processo. Quindi la discussione del pm Sergio Colaiocco aveva dato il via al dibattimento.

 

Le difficoltà dell'inchiesta con 39 rogatorie su 64 rimaste senza risposta da parte delle autorità egiziane, citate durante la discussione dal magistrato, aveva reso l'idea degli insormontabili ostacoli incontrati sulla via dell'accertamento della verità. A parlare in aula anche l'avvocato Alessandra Ballerini che affiancava Claudio e Paola Regeni: «Giulio è stato torturato, ma non muore di torture, muore per la torsione del collo, perché qualcuno ha deciso che doveva morire».

 

giulio regeni

E ancora, testimoniando in prima persona i metodi seguiti dall'intelligence del Cairo: «Sono stata fermata in aeroporto al Cairo dalla National Security quando sono andata in Egitto a prendere un fascicolo. Sono stata poi espulsa senza sapere il perché». Dal finto movente omosessuale all'uccisione da parte di una banda di rapinatori fino ad arrivare al film sulla vicenda, andato in onda sui media egiziani e comparso sui social network: l'elenco dei depistaggi andati in scena pur di accreditare versioni di comodo è lungo. Mentre l'inchiesta della Procura di Roma andava avanti tra molti ostacoli, un'altra, parallela, procedeva al Cairo. Il risultato, paradossale, è che Usham Helmi, uno tra gli imputati, compariva nel team degli investigatori egiziani che si occupavano del caso Regeni.

PASSAPORTO DI GIULIO REGENI processo per la morte di giulio regeni 4processo per la morte di giulio regeni 3PATRICK ZAKI GIULIO REGENI MURALE MURALESprocesso per la morte di giulio regeni 11processo per la morte di giulio regeni 5processo per la morte di giulio regeni 2processo per la morte di giulio regeni 6

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?