galia amos oz

DURANTE L'INFANZIA MIO PADRE MI HA PICCHIATA, INSULTATA, UMILIATA. LA VIOLENZA ERA CREATIVA: MI TRASCINAVA ALLA PORTA E MI GETTAVA FUORI. MI CHIAMAVA SPAZZATURA. UNA ROUTINE DI ABUSI SADICI” - GALIA OZ RACCONTA IN UN LIBRO LE PREPOTENZE E GLI ABUSI SUBÌTI DAL PADRE, LO SCRITTORE AMOS OZ, SCOMPARSO A FINE 2018, ICONA DELLA SINISTRA ISRAELIANA PACIFISTA - I FRATELLI NEGANO: “LE ACCUSE CHE ADESSO GLI BUTTA ADDOSSO CONTRADDICONO COMPLETAMENTE I RICORDI CHE ABBIAMO”

GALIA OZ

Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

Il libro comincia così: «Durante l'infanzia mio padre mi ha picchiata, insultata, umiliata. La violenza era creativa: mi trascinava alla porta e mi gettava fuori. Mi chiamava spazzatura. Non una perdita di controllo passeggera e non uno schiaffo in faccia qua o là, una routine di abusi sadici. Il mio crimine era essere me stessa, quindi la punizione non aveva fine. Aveva bisogno di dimostrare che mi sarei piegata.

AMOS OZ

 

Questo libro parla di me ma non solo di me. Case come quella in cui sono cresciuta fluttuano in qualche modo nello spazio, lontano dall'intervento degli assistenti sociali, fuori dal raggio di influenza di rivoluzioni come il #MeToo». A raccontare delle «prepotenze andate avanti fino al giorno della sua morte» è Galia, la secondogenita del romanziere Amos Oz, scomparso il 28 dicembre del 2018. Con il padre in realtà avrebbe interrotto qualsiasi rapporto sette anni fa, depennato anche il resto della famiglia colpevole secondo lei di essere rimasta in silenzio.

 

GALIA OZ

Qualcosa mascherato da amore è uscita ieri in Israele e va a toccare quello che il presidente Reuven Rivlin ha definito «il Dostoevskij del popolo ebraico», più volte citato tra i candidati alla vittoria del Nobel per la letteratura. Anche Galia scrive, libri per bambini, protagonista la piccola Julie e il suo cane Shakshuka, chiamato come il piatto piccante pieno di uova al sugo.

 

Vive a Ramat HaSharon, nord di Tel Aviv, assieme al marito e ai due figli. Nel 2007 ha diretto il documentario Ribellarsi contro il regno per raccontare gli israeliani di estrema destra che sono arrivati a combattere contro lo Stato, a commettere azioni terroristiche, nel tentativo di imporre la loro visione messianica.

 

AMOS OZ

È l'ideologia contro cui il padre ha lottato tutta la vita con i suoi inviti al dialogo e al pacifismo, le sue dispute per zittire i fanatici. Fino ad allora Galia, almeno nelle interviste, sembrava disposta a parlare con tranquillità di che cosa significasse essere cresciuta nella vecchia élite della sinistra israeliana pacifista e confrontarsi con chi - come i ribelli del film - voleva sovvertire quel sistema.

 

I figli del romanziere - Fania, docente di Storia all'università di Haifa, e Daniel, poeta - hanno risposto assieme alla madre Nili: «Noi abbiamo conosciuto un padre diverso. Un padre caloroso che amava la sua famiglia con sollecitudine, devozione e sacrificio. Il dolore di Galia appare reale e straziante, le accuse che adesso gli butta addosso contraddicono completamente i ricordi che abbiamo. Anche se non si riconosceva nella sua condanna, ha cercato e sperato fino all'ultimo di parlare con lei e comprenderla riguardo a questioni che sembravano a lui e a noi l'opposto della realtà».

 

GALIA OZ

Nel romanzo autobiografico Una storia di amore e di tenebra lo scrittore racconta della madre morta suicida quando aveva 12 anni e dell'arrivo senza genitori nel kibbutz Hulda. Lo stesso dove sono cresciute Fania e Galia (è per Daniel, asmatico, che gli Oz si trasferiscono in un villaggio nel deserto), lo stesso dove Amos è seppellito. Con l'amica Nurith Gertz il romanziere ha provato a interrogarsi su quegli anni, sulle scelte di giovane padre e l'ha autorizzata a scriverne.

 

AMOS OZ

«Mi diceva: "Avrei dovuto lasciare il kibbutz. Non rendeva felici le mie ragazze. Ma funzionava per me. Avevo amici, scrivevo. Ero un egoista, vivevo in una condizione privilegiata e se me ne fossi andato, avrei dovuto insegnare in qualche cittadina dispersa e non avrei più avuto tempo per scrivere. Come ho potuto non vedere, dopo quello che era successo a me, che cosa quella vita stesse facendo alle mie ragazze?"».

amos oz 6

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…