max bastoni ciocca jonghi lavarini

“FASCISTA? NON È UN’OFFESA” – DOPO LA SECONDA PUNTATA DELL’INCHIESTA SULLA LOBBY NERA DI FANPAGE CHE TIRA IN BALLO LA LEGA, ARRIVANO LE REAZIONI DEL CONSIGLIERE REGIONALE MAX BASTONI: “JONGHI LAVARINI? UNA MACCHIETTA” – ANGELO CIOCCA DENUNCIA IL BARONE NERO - SARDONE: “SURREALE, IO LONTANA DA QUALSIASI IDEOLOGIA ESTREMA” - FANPAGE DENUNCIA UNA MINACCIA DI JONGHI LAVARINI NEI CONFRONTI DELL’AUTORE DELL’INCHIESTA: “DAMMI UNA SPIEGAZIONE O TI VENGO A CERCARE” – VIDEO

 

Giampiero Rossi per corriere.it

 

 

max bastoni

Anche la seconda parte della video-inchiesta di Fanpage sui punti di contatto tra ambienti neofascisti e partiti della destra parlamentare, rilanciata mercoledì sera da Piazza pulita su La7, ha prodotto scossoni politici, polemiche e reazioni indispettite. Questa volta il partito coinvolto è la Lega, dopo che una settimana fa il bersaglio era Fratelli d’Italia e in particolare le manovre attorno alla campagna elettorale di Chiara Valcepina, risultata poi eletta in consiglio comunale ma ancora autocondannata al silenzio.

 

 

 

I protagonisti

borghezio 19

Nella nuova puntata si esplorano i legami tra alcune figure leghiste e gruppi della destra estrema. Protagonisti: il consigliere regionale Max Bastoni, l’europarlamentare Angelo Ciocca, la consigliera regionale Silvia Sardone (neoeletta anche in Comune) e Mario Borghezio, presentato come punto di riferimento della «Terza Lega», quella che dovrebbe approfittare della fase di debolezza del leader Matteo Salvini per spostare ulteriormente a destra l’asse della linea politica.

 

borghezio

Il filmato racconta anche l’esito finale della trattativa sull’ipotizzato finanziamento «in nero» alla campagna di Chiara Valcepina, contrattato tra il giornalista-infiltrato, l’europarlamentare Carlo Fidanza e il cosiddetto «Barone nero», Roberto Jonghi Lavarini (attivista dell’estrema destra neofascista milanese): la consegna di un trolley — presumibilmente pieno di soldi — a un emissario che si sarebbe presentato con una parola d’0rdine. La consegna pattuita con Jonghi Lavarini, in effetti, avviene.

 

L’inchiesta della Procura

Ma nella valigia, però, il giornalista aveva messo soltanto libri sull’Olocausto e testi costituzionali sull’antifascismo. La Procura della repubblica ha disposto l’acquisizione anche dell’intero girato con cui è stata realizzata la seconda puntata di Fanpage sulla cosiddetta «lobby nera», dopo aver già visionato l’intero girato richiesto dopo la prima puntata. L’attività istruttoria sul caso dei pm Basilone e Polizzi sta proseguendo con l’ascolto di testimoni.

 

jonghi lavarini e19

L’inchiesta vede al momento indagati per finanziamento illecito e riciclaggio il «barone nero» e Fidanza, ma sono in corso verifiche anche per l’ipotesi di reato di apologia del fascismo. Nel secondo video Jonghi Lavarini, parlando col cronista, fa anche dei nomi di persone a cui dovrebbero andare i soldi pattuiti, ma Fanpage li ha criptati. Tutto sarà al vaglio della Procura e si sta ragionando se si possono configurare reati per il caso della valigetta, un tema giuridico che vede al centro la figura del cosiddetto «agente provocatore».

 

Le mosse legali

silvia sardone

Senza accettare di rispondere a domande, ma diffondendo comunicati, replicano intanto i protagonisti dei filmati. «Ho dato oggi mandato ai miei legali di predisporre una denuncia nei confronti di Jonghi Lavarini in caso abbia commesso un reato utilizzando il mio nome», fa sapere Angelo Ciocca. «Io rispondo alla Lega, al segretario Matteo Salvini e ai militanti della Lega. Non rispondo ad altri — dice invece Max Bastoni —. Non mi ritengo fascista, perché nel 2021 ritenersi fascista è fuori dal tempo, ma non la ritengo neanche un’offesa. E spiega che sta valutando di sporgere querela contro il conduttore di Piazzapulita Corrado Formigli «perché per due volte ha detto che io avrei dichiarato di essere orgoglioso di essere fascista e razzista. Premesso che io non l’ho mai detto e che non lo penso».

 

ciocca jonghi lavarini

Anche Silvia Sardone, di solito loquace, si rifugia nel comunicato: «La mia storia politica parla da sé ed è la risposta migliore agli schizzi di fango. Trovo francamente surreale il mio inserimento in un’inchiesta giornalistica in cui tra l’altro non sono nemmeno riusciti a recuperare una mia frase in oltre 100 ore di filmati. Non sono e non sono mai stata fascista, sono lontana da qualsiasi ideologia estrema. Ho già predisposto mandato di querela per diffamazione a Fanpage e a tutti coloro che mi collegano a Jonghi e mi danno patenti di fascismo».

ROBERTO JONGHI LAVARINI

 

Il Banco alimentare

Nella vicenda entra anche il Banco alimentare, a sua volta annunciando iniziative legali come «parte lesa», perché nel reportage si vedono i rappresentanti della destra distribuire pacchi alimentari con allegati volantini elettorali e «dopo le opportune verifiche» ha provveduto «alla sospensione della convenzione con la struttura caritativa che ha ceduto gli aiuti ricevuti da Banco Alimentare a Lealtà e Azione». Intanto, in Regione come in Parlamento, tutti Pd e Movimento cinque stelle (oltre all’Anpi) chiedono al leader della lega Matteo Salvini, al governatore Attilio Fontana e a tutti i dirigenti politici dei partiti coinvolti di «prendere le distanze». E Fanpage denuncia una minaccia telefonica di Jonghi Lavarini nei confronti dell’autore dell’inchiesta: «Dammi una spiegazione entro un’ora o ti vengo a cercare».

jonghi lavarini 9lobby nera seconda puntata inchiesta fanpagesalvini cioccajonghi lavarini 19

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…