dollaro covid globalizzazione

“LA GLOBALIZZAZIONE MORTA E SEPOLTA, RIPRENDIAMO CONFIDENZA CON IL TERMINE ‘GLOCAL’” - JEREMY RIFKIN: “LO SA CON LE TELECONFERENZE QUANTO SI RISPARMIA IN VIAGGI DI LAVORO, QUANTO INQUINAMENTO, STRESS, TEMPO SOTTRATTO ALLA FAMIGLIA? TORNIAMO SEMPRE AL PUNTO DI BASE: L'UOMO DEVE DIMINUIRE LO SPRECO E IL CONSUMO DI COMBUSTIBILI FOSSILI. NON SONO COSÌ INGENUO DA PENSARE CHE IL CAMBIAMENTO AVVENGA IN TEMPI IMMEDIATI MA CI RESTANO VENT'ANNI…”

Eugenio Occorsio per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

Il guru dell' economia applicata all' ecologia: "Nella storia le trasformazioni epocali sono sempre state precedute da disastrose epidemie". "Dovrà cambiare la governance mondiale, il futuro è nel Glocal e nelle Bioregioni" "Beh, ci siamo arrivati all' abbattimento delle energie fossili e della CO2 nell' atmosfera che da anni vado predicando. Ma le assicuro che avrei preferito di grandissima lunga che ci si arrivasse per altre vie».

salone libro torino jeremy rifkin

 

Trova un attimo di amara autoironia Jeremy Rifkin, il guru mondiale dell'economia applicata all'ecologia. Puntualizza subito il suo pensiero: «Spero che lei e la sua famiglia stiate bene. Questa è un' immane tragedia che lascia sgomenti. Quando sarà finita la carneficina faremo i conti con una crisi economica senza precedenti». Mentre parliamo con il professore, chiuso nella sua casa iperconnessa di Washington, le agenzie battono la previsione di Morgan Stanley per il Pil americano: -30% nel secondo trimestre.

 

Non solo nulla sarà come prima, ma non torneremo mai alla normalità, ha scritto il direttore dell' Mit Technology Review, Gideon Lichfield. Lei è d'accordo?

proteste contro il cambiamento climatico

«Sicuramente sì. Bisognerà studiare nuove modalità di comportamento, studio, lavoro, vita sociale, per mantenere sempre una distanza di sicurezza l' uno dall' altro. Dovranno essere studiati di nuovo i teatri, gli stadi, i cinema, gli aerei, perché contengano meno gente e meno ammassata. Io vado più in là. Mentre la ricerca di vaccini prosegue serve uno screening globale. I dati andranno depositati con qualche forma di tutela della privacy in una piattaforma blockchain a disposizione delle autorità internazionali.

 

Per ora dobbiamo rassegnarci: il virus resterà fra di noi, e visto che non si potrà mantenere il lockdown in eterno per non piegare definitivamente l' economia mondiale, bisognerà aspettare qualche remissione per riaprire (parzialmente) le porte, rassegnandosi a richiuderle in fretta appena le terapie intensive degli ospedali segnalino un anomalo aumento degli accessi. Ma la rivoluzione dovrà andare oltre, ridisegnando la governance mondiale».

Jeremy Rifkin

 

È la Waterloo della globalizzazione?

«Così come l' abbiamo conosciuta, è morta e sepolta. Dobbiamo prendere confidenza con il termine glocal. Io sono coinvolto in un progetto Ue propedeutico al Green deal della presidente Ursula von der Leyen: le Bioregioni, aree anche sovranazionali con particolare omogeneità e vocazione industriale, agricola, culturale. Stiamo delineandone i confini per valorizzare le attività, le produzioni, gli scambi all' interno.

 

Beninteso, visto che le tecnologie lo consentono, con il massimo delle connessioni con il resto del mondo. L'area campione è la Hauts-de-France, la dorsale da Lione su fino a Dunquerque, una rust belt storica da destinare a uno sviluppo industriale più moderno.

Abbiamo già riscontri favorevoli in termini di investimenti. Altre aree sono nei Paesi Bassi e in Lussemburgo. In questi giorni ci stavamo concentrando sull' Italia. A proposito: a me vengono in mente le affinità fra Lombardia e Svizzera, quali bioregioni individuerebbe lei, quale differenza c' è oltre al clima fra il nord e il sud?»

 

globalizzazione1

Nasce il nazionalismo ecologico?

«Le istituzioni politiche restano nella pienezza dei loro poteri. Solo che vengono affiancate da un comitato di esperti che vivono nell' area, 300 persone fra accademici, sindacalisti, gente di cultura, studenti. Ad essi vengono assegnati dieci mesi per fare proposte.

 

La presidente von der Leyen stava per rendere pubblico il progetto quando siamo stati travolti dagli eventi. Anche negli Stati Uniti c' è un piano analogo: qui le bioregioni sono cinque, dai grandi laghi del nord al deserto della California. Abbiamo palesi difficoltà con la Casa Bianca ma lo spartiacque è stato varcato con l' elezione nel novembre 2018 di Alexandria Ocasio-Cortez, grintosa come solo i giovani sanno essere con un fortissimo seguito di opinione pubblica presso i suoi coetanei».

 

Cogliere l' occasione di questa pausa tragica per ripensare il nostro modello di sviluppo?

Jeremy Rifkin

«Nella storia, le trasformazioni epocali sono sempre state precedute da disastrose epidemie, compresa la rivoluzione industriale dell' inizio dell' 800 e indietro nei secoli dei secoli. Ogni volta si ripensa agli errori fatti. Qui, non per ripetermi, l' errore, chiamiamolo così per non usare termini più apocalittici, si chiama cambiamento climatico. Gli eventi estremi - incendi, alluvioni, maremoti, siccità, carestie - arrivano con cadenza pluriannuale anziché ogni cinquant' anni come un tempo. E comportano sempre una fuga e una migrazione scomposta di uomini, animali e virus: questi ultimi per sopravvivere si attaccano disperatamente agli altri esseri viventi. Così si diffondono nel mondo».

 

Non dobbiamo più viaggiare?

«Parlo di fughe di massa. Però, a pensarci: lo sa con le teleconferenze quanto si risparmia in viaggi di lavoro, quanto inquinamento, stress, tempo sottratto alla famiglia? Torniamo sempre al punto di base: l'uomo deve diminuire lo spreco e il consumo di combustibili fossili. Non sono così ingenuo da pensare che il cambiamento avvenga in tempi immediati ma gli orizzonti temporali cominciano a stringersi, diciamo che ci restano vent' anni».

globalizzazione

 

Non si rischia la decrescita?

«Non pensate a un impoverimento diffuso ma al contrario. La svolta dei fondi pensione di prelevare centinaia di miliardi di dollari di investimenti dal settore dei combustibili fossili e industrie collegate per reinvestirli nell' economia verde, segna l' avvento dell' era del capitalismo sociale. Ora abbiamo quest' amarissima occasione: era meglio non averla ma cerchiamo di coglierla. Tutte le rivoluzioni industriali sono state caratterizzate dalla disponibilità di mezzi di comunicazione, tecnologie e fonti di energia. Se nell' 800 c' era la stampa a caratteri mobili oggi abbiamo il web, e la stessa tecnologia ci dà mille risorse dall' Internet of things alla digitalizzazione delle fonti rinnovabili. Nulla sarà più come prima, cerchiamo di far sì che sia migliore».

Ultimi Dagoreport

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)