nello liberti

“GOMORRA È BUSINESS E NON SI TOCCA, E IO CHE SONO UN ‘PESCIONE VENGO CONDANNATO” - PARLA NELLO LIBERTI, L’UNICO NEOMELODICO CONDANNATO PER ISTIGAZIONE A DELINQUERE PER IL BRANO “‘O CAPOCLAN”: “POTESSI TORNARE INDIETRO, NON LO RIFAREI, ANCHE SE IL TESTO NON L’HO SCRITTO IO. PRIMA E DOPO QUEL BRANO, CI SONO DECINE E DECINE DI CANZONI CHE PARLANO DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E ILLEGALITÀ: PERCHÉ SOLO IL BRANO CHE IO HO INTERPRETATO È STATO CONSIDERATO UNA ISTIGAZIONE A DELINQUERE? E ALLORA GOMORRA, COS’È? NON È APOLOGIA DELLA MALAVITA?”

 

Giancarlo Tommasone per https://www.stylo24.it/

 

nello liberti

La sentenza di condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, inflitta in primo grado all’ex cantante neomelodico Nello Liberti (al secolo Aniello Imperato) rappresenta un precedente giurisprudenziale. E’ stata giudicata ‘colpevole’ l’interpretazione di un brano e del relativo video, ’O capoclan, che stando alla decisione dei magistrati della IV Sezione penale del Tribunale di Napoli (collegio A, presidente Loredana Acierno), «istiga a delinquere», rappresentando un inno alla camorra. Stylo24 è riuscito a intervistare in esclusiva, il protagonista di una vicenda, che è destinata a far parlare a lungo di sé.

 

Nello Liberti o Aniello Imperato, come preferisce essere chiamato?

«Nello Imperato, Liberti era il mio nome d’arte».

 

Bene, Imperato, partiamo dal principio: come è nata la canzone ’O capolan?

nello liberti

«E’ molto semplice: era il 2003 e stavamo chiudendo il lavoro discografico ‘Lasciatemi crescere’. Eravamo alla ricerca di una hit che potesse competere con ’O latitante di Tommy Riccio. Nelle intenzioni era un pezzo dal taglio sociale, per parlare dei problemi della nostra terra. Io rivolsi questa richiesta al maestro Alfonso Alfieri (autore della musica e del testo del brano in questione) e lui ebbe l’idea di fare un pezzo che si ispirasse al film ‘Il camorrista’. E’ così che è nato ’O capoclan».

 

Quindi, sta dicendo che vi siete ispirati al film sulla storia di Raffaele Cutolo?

«Assolutamente sì. Il brano, dal punto di vista musicale parte col tema (realizzato da Nicola Piovani, ndr) del film, ma anche nel testo ci sono numerose citazioni che si rifanno fedelmente a battute della pellicola. Ripeto la mia intenzione era quella di parlare di un problema sociale».

nello liberti 3

 

Operazione assolutamente non riuscita, perché ne è venuta fuori qualcosa di diametralmente opposta a quella che definisce denuncia sociale, non crede?

«Effettivamente è così, e dico pure che potessi tornare indietro, non farei mai una scelta del genere. Anche se, voglio ribadire, io sono l’interprete del brano, non l’ho scritto io, l’autore è Alfonso Alfieri. Tra l’altro, il brano l’ho pagato 400 euro. Questa la spesa solo per cantare il pezzo e inserirlo nel disco».

 

E quindi, l’ipotesi che il pezzo sarebbe stato scritto ispirandosi a una lettera dal carcere del defunto boss di Ercolano Vincenzo Oliviero, detto il Papa buono?

«Niente di più lontano dalla realtà, è andata come le ho spiegato prima. E come ha potuto provare, documenti Siae alla mano, Alfonso Alfieri, ascoltato dagli inquirenti come persona informata dei fatti».

 

nello liberti

Ma lei ha mai conosciuto Vincenzo Oliviero?

«Ho sentito parlare di questa persona solo dopo l’uscita di ’O capoclan e a tal proposito, le racconto un episodio che mi è capitato quando ancora facevo il cantante».

 

Di cosa si tratta?  

«Ero in piscina con degli amici presso il complesso Valle dell’Orso, e mi arrivò la telefonata del mio manager. Mi annunciava che il giorno seguente ci sarebbe stata la festa per i 18 anni della figlia di tale Vincenzo Oliviero, e io chiesi chi fosse. Il manager mi rispose che si trattava di gente di Ercolano. In pratica Oliviero, organizzando la festa, aveva chiesto la partecipazione di una serie di cantanti neomelodici (che poi effettivamente si esibirono) e nella lista c’era anche il mio nome».

 

nello liberti 5

E lei ha partecipato alla festa per i 18 anni della figlia del boss?

«No, nell’occasione, ripeto, non sapevo nemmeno si trattasse di un boss. Il manager, ribadisco, mi disse semplicemente che era “gente di Ercolano”, e basta. All’epoca il mio cachet era di 400 euro, loro chiesero al mio manager che mi esibissi per la metà dei soldi, e io dissi al manager di richiamare queste persone, per comunicare loro che non avevo accettato la proposta. Se fossi stato persona legata a questi ambienti, non crede sarei dovuto andare a cantare gratis? Non crede che mi avrebbero costretto ad esibirmi? L’ho detto anche ai giudici, certamente il mio telefono era sotto controllo, andassero a vedere i tabulati».

 

E ha mai avuto contatti con appartenenti alla malavita?

«Mai».

nello liberti 6

 

Parliamo del video (perno dell’inchiesta), in cui effettivamente compaiono tre persone considerate legate ad ambienti camorristici.

«Per quanto riguarda Anna Esposito,e Luigi Oliviero (fratello del boss Vincenzo, ndr), furono portati su set dalla produzione, io non li conoscevo. E tra l’altro, come ho potuto sapere in seguito, leggendo le carte dell’inchiesta, all’epoca erano incensurati. Quel video io l’ho pagato 300 euro. L’unica persona che conoscevo come soggetto che aveva avuto problemi con la giustizia era Alfonso Borrelli, che nel video interpreta il capoclan. Avevamo richiesto la sua presenza, solo perché, già in precedenza, sapevamo avesse partecipato a video e avesse fatto la comparsa in qualche pellicola».

 

Che cos’è la camorra?

«E’ un cancro da estirpare con tutti i mezzi, mi rendo conto di aver contribuito a lanciare un brutto messaggio, e sottolineo: è successo 17 anni fa, ero giovane, e non mi sono reso conto della gravità di quel messaggio, non era mia intenzione difendere o fare apologia della camorra. A questo punto, mi chiedo pure: prima e dopo di ’O capoclan ci sono decine e decine di canzoni che parlano di criminalità organizzata, illegalità, e altri ‘problemi sociali’. Perché solo il brano che io ho interpretato è stato considerato una istigazione a delinquere? E allora brani come ’O latitante, oppure come ’O killer, che cosa sono? Gomorra, cos’è? Non è apologia della malavita, non è istigazione a delinquere? Sa qual è la differenza tra il cantante Nello Liberti e Gomorra?».

nello liberti 4

 

No, ce lo spieghi lei.

«Gomorra è business e allora non si tocca, Nello Liberti è un ‘pescione’ (lasciamo il letterale, il termine indica una persona estremamente ingenua, ndr) che si è trovato al posto sbagliato, nel momento sbagliato. Io da tempo lotto contro Gomorra, ho perfino una pagina Facebook e consiglio ai giovani di non imitare le azioni dei personaggi che vengono celebrati nella serie».

 

La sua carriera di cantante neomelodico l’ha fatta ricco?

«Assolutamente no. Io solo per la produzione e la promozione del disco in cui è inserito ’O capoclan, ho speso 21mila euro. Tutti soldi che sono usciti dalle mie tasche, in maniera onesta. Perché, altra cosa da sottolineare: io sono incensurato. Sono una brava persona, ho sempre lavorato. Sa come mi chiamavano da ragazzo? Il gigante buono».

 

nello liberti

E perché, a un certo punto della sua vita, ha voluto fare il cantante neomelodico?

«La verità? Perché non avevo come spendere i soldi, non avendo alcun vizio (non bevo, non fumo, mai fatto uso di droga), ho deciso di divertirmi con la musica. Io non so nemmeno cantare. All’epoca lavoravo insieme a mio padre, avevamo una attività di grossisti di stoffe. Mi venne lo sfizio di incidere dei brani e di fare dei dischi (tre produzioni in totale, ndr). Certo, dopo il successo di ’O capoclan, ho partecipato a numerose feste di piazza, in Campania, in Sicilia e in altre regioni, ma credo di averci rimesso economicamente».

 

Chi è oggi, Nello Liberti, anzi Aniello Imperato?

«Io sono un ercolanese doc, nato e cresciuto in Via Quattro Orologi, la zona più bella della mia città. Oggi vivo a Benevento, sono felicemente sposato e orgoglioso papà di due ragazzi. Dal 2007 ho smesso i panni del neomelodico e faccio il marittimo (sono cuoco sulle navi). Tredici anni fa ho deciso che bisognava crescere e dopo aver incontrato l’amore della mia vita e aver chiuso l’attività che avevo, mi sono imbarcato, è quella la ‘malavita’ a cui appartengo, come ebbi a dire al pm Filippelli nel corso di un interrogatorio, al quale mi presentai con il libretto di marittimo».

nello liberti

 

Ma è vero che è stato compagno di classe del sindaco Ciro Buonajuto?

«Sì, è un mio amico d’infanzia, abitava proprio in Via Quattro Orologi e siamo stati compagni di classe fino alle medie».

 

Il suo legame con Ercolano?

«E’ fortissimo, Ercolano oggi è diventata la città dell’amore, grazie ad Andrea Sannino, che stimo molto e ritengo un ragazzo d’oro. L’altra faccia di Ercolano, quella ‘cattiva’, che tutti in questi giorni identificano col cantante Nello Liberti, non esiste. Ercolano è solo bene».

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO