gianni chico forti

“GLI HANNO RUBATO GLI ANNI PIÙ BELLI” – L’EMOZIONE DI GIANNI FORTI, LO ZIO DI CHICO, CHE HA TRASCORSO 20 ANNI IN UN CARCERE DI MASSIMA SICUREZZA IN FLORIDA: “FINO A QUANDO NON SALIRÀ SULL'AEREO TRATTERRÒ IL FIATO, CON IL CUORE CHE MI BATTE FORTE. I SUOI FIGLI? NON LI HA  MAI PIU' VISTI: AVEVANO 11 MESI, GLI ALTRI 2 E 4 ANNI. LA MOGLIE AVEVA 27 ANNI, HA DIVORZIATO E SI È RISPOSATA” – “COM’È ANDATA VERAMENTE? CHICO HA AVUTO LA SVENTURA DI ESSERE RAGGIRATO DA…”

Valentina Errante per "Il Messaggero"

 

gianni e chico forti 3

«Da ventidue anni per noi non era Natale. Senza Chico non poteva esserlo». Gianni Forti, lo zio Gianni, l'uomo che dal giorno della condanna senza condizionale di Chico Forti («significa che poteva uscire dal carcere solo da morto») è travolgente.

 

È più che felice: ripercorre i viaggi, le speranze naufragate, gli otto ministri degli Esteri ai quali si è rivolto («solo Giulio Terzi ci ha provato realmente, ma poi si è dimesso») le 5000 pagine di documenti. La storia di suo nipote l'ha anche raccontata a fumetti in un libro appena uscito Una dannata commedia. Ritorna sul delitto di Dale Pike e usa parole di gratitudine per tutti quelli che hanno fatto diventare il suo miraggio realtà: il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, ma anche l'opposizione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E poi le piazze, la gente comune e quella meno comune, come Enrico e Teresa Montesano. 

chico forti negli usa

 

Quando ha davvero creduto che Chico potesse tornare in Italia?

«L'ultima volta che l'ho sentito, otto giorni fa, mi aveva pregato di metterlo in contatto con Di Maio, ma ancora non avevo la percezione di quello che stava succedendo. Abbiamo fatto sei appelli per riaprire il caso, respinti senza motivazioni. Poi abbiamo dovuto rivolgerci al governo, le prove a favore di Chico non sono mai state considerate. Era il 2009».

 

gianni e chico forti 1

Com' è andata veramente?

«Chico ha avuto la sventura di essere raggirato da un truffatore di professione: un tedesco che lo aveva messo in contatto con Anthony Pike, i due volevano vendergli l'albergo di Ibiza. In realtà Pike aveva ceduto l'albergo un anno prima. Ma questo l'ho scoperto io. Dale Pike, il figlio di Anthony, che viveva all'estero, è rientrato a Ibiza e poi è andato a Miami. Chico è andato a prenderlo in aeroporto, voleva ospitarlo, Dale ha rifiutato, gli ha detto che doveva incontrare Thomas Knott, il tedesco. È stato trovato morto in un boschetto».

 

chico forti e dale pike

Chico ha tre figli, li ha visti in tutti questi anni?

«No, mai più: uno aveva undici mesi, gli altri 2 e 4 anni. La moglie, che aveva 27 anni, è tornata dalla madre che viveva a 12 ore di volo da Miami. Ha scelto di divorziare da Chico, ha un nuovo compagno e adesso i figli sono 5. Ma ho avuto una lettera nella quale quest' uomo si impegnava a crescere i ragazzi come se fossero stati suoi, con la promessa di ricordargli sempre chi fosse il vero padre».

 

Lei è di fatto il papà di Chico.

«Mio fratello non ha retto il colpo, è morto di crepacuore nel 2001. Io e Chico siamo cresciuti come fratelli. Poi è diventato il figlio che non ho mai avuto».

 

gianni e chico forti 2

Sono tante le persone che l'hanno aiutata in questa sua impresa.

«Innanzi tutto la mia compagna. Poi gli amici del circolo Albaria di Palermo, Chico è stato campione di windsurf e di vela. Mi hanno presentato una persona straordinaria che è Roberto Fodde, mi ha aiutato a trovare tutte le motivazioni a sgravio di Chico nel processo ed è andato a trovarlo in carcere quasi tutti i week end. Non credevo esistessero persone così, ha condiviso tutta la nostra disperazione, ogni momento difficile».

 

CHICO FORTI

E Chico?

«È felice, ovviamente. Fodde oggi andava in carcere (ieri ndr) ha un compito ben preciso. Deve convincere Chico a stare tranquillo. In carcere potrebbero esserci invidie nei confronti di chi sta per tornare a casa, non deve raccogliere provocazioni. Sa, le carceri americane sono anche peggiori di quello che si vede nei film».

 

Cosa farà Chico adesso?

«È sempre stato reattivo e non ha mai mollato. In carcere ha dipinto la sala visite, ha organizzato tornei sportivi e ha avuto una benemerenza: insegnava l'italiano ai detenuti. Dobbiamo buttarci il passato alle spalle. Credo che Chico riprenderà in mano la sua vita. Gli hanno tolto tutto ma ha vissuto con grande dignità questa vicenda. Fino a quando non salirà sull'aereo tratterrò il fiato, con il cuore che mi batte forte, forte».

chico forti con roberta bruzzonechico forti in carcere in americaluigi di maio su chico fortichico fortichico forti 4chico forti 2chico forti 3CHICO FORTIchico forti 1CHICO FORTI chico forti

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?