saviano salvini meloni

“HO DEFINITO SALVINI E MELONI ‘BASTARDI’? LA MIA AFFERMAZIONE È STATA ASSAI TENUE, A PENSARCI BENE. IL DISGUSTO DOVREBBE ESSERE MAGGIORE” - LA DIFESA DI ROBERTO SAVIANO AL PROCESSO PER DIFFAMAZIONE: “RITENGO SINGOLARE CHE UNO SCRITTORE SIA PROCESSATO PER LE PAROLE CHE SPENDE, PER QUANTO DURE ESSE SIANO - L'ACCUSA È QUELLA DI AVER ECCEDUTO LA LINEA CHE DEMARCA L'INVETTIVA DALLA DIFFAMAZIONE. SONO UNO SCRITTORE E QUINDI, AVENDO OTTENUTO LA LIBERTÀ DI PAROLA PRIMA DI QUALSIASI ALTRA, SONO DECISO A PRESIDIARLA” - MA CHE VOR DI’, CHE SOLO GLI SCRITTORI POSSONO DIRE QUELLO CHE GLI PARE MENTRE I GIORNALISTI DEVONO PAGARE PER LE QUERELE?

1 - “MELONI E SALVINI BASTARDI”: INIZIATO IL PROCESSO CONTRO SAVIANO

Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

roberto saviano contro matteo salvini

Giorgia Meloni contro Roberto Saviano. La presidente del Consiglio contro lo scrittore, accusato di diffamazione, per averle dato della «bastarda» in tv. Il primo round in tribunale, a Roma, è durato pochi minuti. L'udienza è stata aggiornata al 12 dicembre, perché ci sarà un cambio di giudice.

 

Ma il processo potrebbe anche interrompersi, visto che l'avvocato della premier ha annunciato che stanno valutando il ritiro della querela. La vicenda risale al dicembre del 2020 quando l'autore di "Gomorra”, ospite di "Piazza pulita" su La7, parlando della morte di un bambino in un naufragio di migranti nel Mediterraneo, pronunciò questa farse: «Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle Ong: "taxi del mare" "crociere...mi viene solo da dire bastardi. A Meloni, a Salvini, bastardi, come avete potuto?».

LA QUERELA DI SALVINI A SAVIANO

 

Proprio il leader della Lega ha presentato istanza per costituirsi parte civile in questo processo. Avendone già un altro da affrontare contro Saviano (prima udienza a febbraio), reo di averlo diffamato definendolo in un'altra occasione il «ministro della malavita».

 

Lo stesso Salvini e l'attuale ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (all'epoca capo di gabinetto al Viminale) sono nella lista dei testimoni depositata dalla difesa di Saviano. Come pure il senatore Maurizio Gasparri, Oscar Camps, presidente dell'ong Open Arms, e il giornalista Corrado Formigli. In tribunale a piazzale Clodio, invece, ad accompagnare simbolicamente Saviano, c'erano, tra gli altri, l'attrice Kasia Smutniak, gli scrittori Sandro Veronesi, Michela Murgia, Nicola Lagioia e Walter Siti, oltre al direttore de La Stampa, Massimo Giannini.

Saviano vs Salvini - migranti

 

Durante la breve udienza, Saviano avrebbe voluto leggere una dichiarazione spontanea, ma non gli è stato concesso, a causa della decisione di rinviare. Il pubblico ministero, peraltro, si era opposto, invitando lo scrittore a «non mettersi a fare il comizio». Pronta la replica: «Sono qui come imputato, per difendermi, non per mia volontà». Poi, una volta uscito dal tribunale, ha letto ai giornalisti il testo che aveva preparato per l'occasione e che è pubblicato qui sotto.

 

2 - GRIDO CONTRO IL POTERE CHE PROCESSA LA LIBERTÀ

Trascrizione del discorso di Roberto Saviano in Tribunale a Roma, pubblicato da “La Stampa”

 

SAVIANO MELONI

Mi ritrovo in quest' aula, oggi, rinviato a giudizio per aver criticato in modo radicale due dei politici, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che ho ritenuto maggiormente responsabili di una costante e imperitura propaganda politica fatta ai danni degli esseri umani più disperati, più deboli e più incapaci di difendersi: i profughi.

 

Una propaganda che non si limita ad attaccare persone in cerca di salvezza lontano da paesi martoriati da guerre, povertà e desertificazione, ma fa di più: si scaglia con violenza anche contro le Ong operanti nel Mediterraneo, che con le loro imbarcazioni raccolgono donne, bambini e uomini dal mare, un attimo prima - o un attimo dopo, purtroppo - che questo si trasformi nella loro tomba. Mi ritrovo oggi in quest' aula, e ritengo singolare che uno scrittore sia processato per le parole che spende, per quanto dure esse siano, mentre individui inermi continuano a subire atroci violenze e continue menzogne.

roberto saviano contro matteo salvini 6

 

Ma in questo vedo anche un'opportunità: non per me, ma perché ho fiducia che si possa finalmente esorcizzare la più subdola delle paure e cioè che avere un'opinione contraria alla maggioranza significhi avere un'opinione non legittima, e che quindi avere un problema con la maggioranza di questo Governo significhi avere un problema con la giustizia.

 

 Ciò sarebbe gravissimo e confermerebbe un'ipotesi: che questa maggioranza politica intende condurci verso quella che Eduardo Galeano battezzò "democratura": una democrazia che millanta un'appartenenza ai valori democratici ma che agisce di fatto in maniera illiberale, scagliandosi contro le sue figure più esposte a suon di querele e attacchi personali. Solo alla persona senza voce si lascia una comoda libertà di critica, ma a chi dispone di un megafono, di un palco, in una democratura viene resa la vita difficile.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

Io sono uno scrittore: il mio strumento è la parola. Cerco, con la parola, di persuadere, di convincere, di attivare. In fondo l'ha insegnato Omero stesso: il santuario della persuasione è nella parola, e il suo altare è nella natura degli uomini. La parola è ciò per cui io sono qui. L'accusa è quella di aver ecceduto il contenimento, il perimetro lecito, la linea sottilissima che demarca l'invettiva possibile da quella che qui viene chiamata diffamazione.

 

Sono uno scrittore e quindi, avendo ottenuto la libertà di parola prima di qualsiasi altra, sono deciso a presidiarla. E lo farò non sottraendomi, non proteggendomi dietro una dialettica comoda, sicura, approvata e già per questo innocua. Ho scelto nella mia vita di scrittore una parola che affronta direttamente il potere, criminale o politico, di qualunque segno.

 

Salvini tweet vs Saviano

Ho sempre scelto di difendere le mie parole con il mio corpo, a differenza di molti parlamentari che hanno usato all'occorrenza lo scudo dell'immunità. Io ho fatto la scelta opposta, negandomi la possibilità di un rifugio sicuro in quella zona franca tra la legge e l'individuo: perché mi illudo ancora, forse ingenuamente, che dalla giustizia non ci si debba proteggere, ma che sia essa stessa garanzia di protezione. Che non si riduca, la giustizia, a un'arma a disposizione del politico di turno. È una cosa seria, la giustizia. Anzi, direi sacra. Quello che ha portato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a chiamarmi in giudizio provo ad accennarlo qui.

 

roberto saviano contro matteo salvini 1

Mi trovavo in uno studio televisivo, quando ho visto la scena di una donna, Haijay, appena salvata dai volontari della nave Ong Open Arms: era stata raccolta da un natante che stava affondando mentre era da giorni alla deriva. Haijay urlava ossessivamente: «I' ve lost my baby. I' ve lost my baby». «Ho perso il mio bambino». Non esistono giubbetti di salvataggio per i neonati.

 

Gli operatori si tufferanno subito in mare, il bambino verrà ritrovato. Ma con i polmoni pieni d'acqua. Morto annegato. Dinanzi a questa scena, l'unica possibile salvezza dalla disumanizzazione mi è parsa essere elencare tutte le menzogne della propaganda che era stata fatta, e continua a essere imbastita, su e contro queste persone disperate, usando termini come "pacchia" e "crociere", insultando, additando, ridicolizzando chi intraprende questi viaggi della speranza e chi si preoccupa di soccorrerli in mare.

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

 

Cinque anni fa, in una manifestazione di piazza contro lo ius soli, ritenendo questo uno strumento di sostituzione etnica, Giorgia Meloni si mostrò con accanto un canotto e un manifesto con su scritto: «Cittadinanza omaggio, biglietto di sola andata, per informazioni chiedere agli scafisti». Un canotto e un biglietto.

 

La cittadinanza come omaggio. Inaccettabile farsa politica sul dolore di migliaia di persone, questa ignobile e menzognera propaganda elettorale dinanzi ai morti, alla disperazione di chi fugge dall'inferno coltivando una speranza destinata ad annegare con lui. Non è giusto. Io non posso accettarlo.

 

migranti

Dinanzi ai morti, agli annegamenti, all'indifferenza, alla speculazione - soltanto poco più del 10% dei migranti vengono salvati dalle Ong e tanto basta per aver generato un odio smisurato verso di loro e verso i naufraghi stessi - dinanzi a quella madre che ha perso il bambino, io non potevo stare zitto. Non potevo accettarlo. E sento di aver speso parole perfino troppo prudenti, di aver gridato indignazione perfino con parsimonia.

Soltanto qualche giorno fa due bambini sono morti, bruciati vivi, su un barchino. Provano in tutti i modi a fermare le Ong, che hanno subito 20 inchieste in 5 anni, come nessuna azienda italiana, neanche quelle denunciate dal giornalismo come vicine alle organizzazioni criminali.

 

migranti nel mediterraneo 11

Nessuna fabbrica teatro di morti sul lavoro ha avuto così tante indagini. Eppure, nonostante queste 20 inchieste, nessuna fra le tesi degli accusatori è mai stata validata, mentre sono aumentate le bugie su chi soccorre in mare. Scene come quelle costruite da Meloni, con il canotto e gli slogan politici, o invocate da Meloni, che propone di affondare le navi delle Ong trattandole come galeoni pirata, avvengono mentre in mare si continua a morire. Con gli occhi sgranati e i polmoni pieni d'acqua. Si muore in mare mentre le Ong, lo ricordo, agiscono sempre su autorizzazione della Guardia costiera italiana, quando i salvataggi avvengono in mare europeo.

 

migranti nel mediterraneo 10

Dinanzi a tutto questo, non c'è la volontà di ragionare con franchezza sulla gestione dell'accoglienza. Tutto questo implicherebbe un dibattito, una diversità di vedute, l'esercizio della democrazia; ma la delegittimazione, il fango che è stato riversato su chi non ha voce, non ha nulla di politico: è solo propaganda, pregiudizi, razzismo, aberrazione. La mia affermazione è stata assai tenue, a pensarci bene. Il disgusto dovrebbe essere maggiore, e lo è, molto spesso lo è. C'è una gran parte dell'Italia che di fronte a questo inorridisce, e di questo sentimento diffuso mi sono fatto interprete.

SAVIANO ACCOSTA SALVINI A HITLER

 

Mi faccio interprete del disgusto di chi, da operatore, ha dovuto subire più volte infami attacchi. Me ne sono fatto interprete dinanzi a quel video, dicendo «Bastardi, come avete potuto?». Cioè, dove avete trovato l'incoscienza di isolare, diffamare, trasformando ambulanze in navi pirata, diffondendo menzogne, avvelenando un dibattito che dovrebbe essere invece affrontato con profondità e capacità? La mia non è una risposta emotiva: vuole essere un'invettiva. Un urlo. Un gesto di ingaggio che dinanzi a quella madre che aveva perso il suo bambino voleva smuovere.

 

migranti nel mediterraneo 1

Non è un'opinione politica lasciare annegare le persone, non è un'opinione politica screditare ambulanze di soccorso: è infamia. E soprattutto è disumano. Ecco: di fronte a quel video e quelle urla ho avvertito il bisogno di sentirmi umano.

 

Quello che mi sento di promettere in quest' aula è che non smetterò mai di stigmatizzare, di analizzare, di usare tutti i mezzi che la parola e la democrazia mi concedono per smentire questo scempio quotidiano. Papa Francesco - citato sistematicamente, ma a sproposito, nelle aule istituzionali, e che io cito invece con rigore filologico - ha detto: «L'esclusione dei migranti è scandalosa, è criminale li fa morire davanti a noi».

migranti a lampedusa

 

Una delle più belle immagini evangeliche viene raccontata da Matteo. Cristo dice: «Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato». Il Mediterraneo è diventata una forra di morte, la più grande. Dal fondo del mare le parole che sentiamo sono: «Avevamo sete e ci avete lasciato annegare, avevamo fame e ci avete diffamati, eravamo forestieri e ci avete respinto». È in nome di questo dolore che ho scelto le mie parole ed è in nome di questa scelta che sono qui a risponderne dinanzi a un tribunale.

Migranti Libia

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