israele palestina gaza guerra

“IO STO CON ISRAELE CON I SE E CON I MA. PERCHÉ NON VOGLIO CHE I SUOI SBAGLI E LA SUA CECITÀ POSSANO PORTARLO A MACCHIARE QUELLO DI BUONO CHE HA FINORA RAPPRESENTATO” - L’EX AMBASCIATORE IN IRAQ, MARCO CARNELOS: “IL MANTRA CHE HAMAS È L’AGGRESSORE E ISRAELE È L’AGGREDITO NON REGGE AL VAGLIO DELLA STORIA E CHI SI FERMA AL 7 OTTOBRE 2023, OVVERO QUASI TUTTI MEDIA E GOVERNI OCCIDENTALI, MOSTRA UN’AMNESIA ANTEROGRADA - CHI AFFERMA DI STARE “CON ISRAELE SENZA SE E SENZA MA” IGNORA IL PASSATO E LE RADICI DEL CONFLITTO E FINISCE CON IL LEGITTIMARE L’IMPUNITÀ DI ALCUNE AZIONI SBAGLIATE CHE ALCUNI GOVERNI ISRAELIANI HANNO COMPIUTO IN PASSATO E CONTINUANO A COMPIERE NELLA TOLLERANZA E IMPUNITÀ, COMPLICI, GARANTITE DAI PAESI OCCIDENTALI, STATI UNITI IN PRIMIS…”

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Caro Dago,

MARCO CARNELOS

per la prima volta accolgo con forte riluttanza la tua sollecitazione ad unire la mia voce al coro di quelle che da sabato 7 ottobre scorso stanno commentando i tragici eventi in Medio Oriente.

 

Lo faccio ammonendo che la mia sarà una lunga requisitoria poco adatta a quest’epoca contraddistinta da menti deboli, riflessi pavloviani, devastanti ipersemplificazioni, e letture brevi, anzi brevissime, e dove le emozioni hanno ormai definitivamente preso il sopravvento sulla razionalità.

 

Una requisitoria che è e vuole essere un vero e proprio pugno nello stomaco per destarci da una sorta di condizione catatonica dove stiamo tutti precipitando. Dal momento che me l’hai chiesta, se mi pubblicherai integralmente te ne sarò grato, l’auspicio, o forse l’illusione, è che qualcuno che fa politica ed informazione nel nostro Paese possa farne almeno tesoro.

 

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 12

Il motivo della mia riluttanza è dovuto al fatto che sfortunatamente (o fortunatamente, dipende dai punti di vista!) non mi trovo in Israele, sono Italia. Se fossi stato in Israele mi sarei trovato molto più libero e sereno, pur nell’estrema tragicità del momento, di esprimere la mia opinione senza correre il rischio di essere iscritto in qualche lista di proscrizione.

 

Aggiungo, doverosamente, che di una simile libertà non avrei potuto godere a Gaza, e non solo perché quest’ultima – di fatto – è la più grande prigione a cielo aperto presente nel nostro pianeta, ma anche perché i detenuti di questa stessa prigione non me lo avrebbero permesso.

 

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 18

Israele è una democrazia, con pregi e i difetti di tutte le democrazie, quest’ultimi, in verità, si sono piuttosto accentuati da diversi anni a questa parte, stanno purtroppo minando le fondamenta democratiche di Israele, che sono un’eccezione meravigliosa in una regione afflitta dall’autoritarismo.

 

Gaza è una prigione sotto un regime autoritario ispirato da alcuni precetti islamici e dalla distorsione di alcuni di questi a fini politici. Ma è una prigione in cui guardie (Israele) e detenuti (Hamas e chi li circonda) sono avviluppati in un gioco macabro di cui fanno le spese le rispettive popolazioni civili, in una contabilità tradizionalmente ben diversa tra loro, ma che questa volta sta riservando delle dolorosissime sorprese a quella israeliana, credo si sia ormai superata la soglia dei 1300 morti. Non ho idea di quella palestinese sepolta sotto le macerie.

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 1

 

La riluttanza è dovuta perché – nella migliore delle ipotesi – quello che dirò mi esporrà all’accusa di antisemitismo da una parte, e a quella di essere un sostenitore di politiche neocoloniali e di apartheid dall’altra; e questo rischio già di per sé sintetizza tutta l’assurdità della situazione per chiunque si occupi – come ho fatto per anni in una mia precedente vita – del conflitto israelo-palestinese.

 

Come è possibile, infatti, che una persona possa essere accusata di razzismo da coloro che lo praticano e lo subiscono allo stesso tempo, e a parti invertite? Ebbene, in Medio Oriente, e soprattutto con il pluriennale conflitto israelo-palestinese, è possibile!

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 13

 

Aggiungo un’altra premessa, nella mia adolescenza, negli anni 70’ del secolo scorso, quando il conflitto era già deflagrato con il terrorismo anche nelle strade europee, grazie alle esortazioni di mia madre che intratteneva rapporti di lavoro con lui, ho trascorso molti pomeriggi ad ascoltare i racconti raccapriccianti di un sopravvissuto di Mauthausen. Si chiamava Daniele Disegni e faceva il rappresentante di commercio.

 

Assistevo anche ad accalorate, ma all’epoca civili, discussioni tra lui ed un socio di mia madre sul conflitto israelo-palestinese, in sintesi, il sacrosanto diritto di Israele ad esistere in pace e sicurezza, e l’altrettanto sacrosanto diritto palestinese all’autodeterminazione, ovvero avere un proprio Stato sovrano ed indipendente nei territori della Cisgiordania e di Gaza con Gerusalemme Est come capitale.

distruzione a gaza

 

Successivamente ho provato rammarico per averlo perso di vista. Da adulto sono finito a fare il diplomatico e ad occuparmi in larga parte della mia esperienza professionale anche del conflitto israelo-palestinese come Inviato Speciale e, naturalmente, la mia visione e comprensione del problema ha inevitabilmente subito dei cambiamenti che possono derivare solo dalla conoscenza dei fatti, quella vera, e dall’esperienza sul campo.

il sistema iron dome in funzione contro i razzi palestinesi

 

Caro Dago,

per provare a far capire meglio il dilemma in cui mi ritrovo, e soprattutto la “gabbia mentale” in cui chi in Occidente tenta di spiegare la complessità dei nostri tempi si va ad infrangere, mi avvalgo di una dichiarazione attribuita al Prof. Andrea Zhok professore di Filosofia Morale presso l’Università degli Studi di Milano che cito testualmente:

palestinesi piangono la morte di un bambino a gaza

 

“Il dibattito pubblico italiano (ok, diciamo pure occidentale) mi ricorda il protagonista del film "Memento" di Nolan. È costitutivamente affetto da amnesia anterograda, dunque, a ciclo continuo, quanto è accaduto ieri svanisce dalla propria memoria senza lasciare traccia. Si ritrova perciò in un eterno presente scervellato, vittima di emozioni violente, sconcerti, indignazioni, desideri di vendetta per i lutti di cui è stato vittima. Passa così da un'azione spregiudicata all'altra, travolto dal desiderio di pacificare gli sdegni da cui è travolto. Fino al giorno in cui scoprirà di essere stato già sempre lui stesso l'assassino.”

distruzione a gaza

 

Mi rendo conto che quella di Zhok è un’espressione forte ma fotografa alla perfezione il periodo che stiamo vivendo; a differenza di Zhok, tuttavia, io non direi che l’Occidente è stato sempre l’assassino ma, più prudentemente, che lo è stato spesso.  La dichiarazione di Zhok offre l’assist per introdurre alcune puntualizzazioni essenziali nell’animato dibattitto di questi giorni.

 

Il primo è che il conflitto israelo-palestinese non (dico non) è iniziato il 7 ottobre 2023, come quello russo-ucraino non (dico non) è iniziato il 22 febbraio 2022. Mentre per il secondo dobbiamo andare indietro almeno al 2004 per il primo dobbiamo ritornare al secolo scorso, 1967.

 

soldati israeliani al confine con la striscia di gaza

Il secondo è un ammonimento sul tentativo di far passare quanto sta accadendo tra Israele e Gaza come una ripetizione del mantra che ci accompagna dall’inizio del conflitto in Ucraina, ovvero c’è un aggressore ed un aggredito. Hamas è l’aggressore e Israele è l’aggredito. Ebbene questa equazione non regge al vaglio della storia e chi si ferma al 7 ottobre 2023, ovvero quasi tutti media e Governi occidentali, conferma in pieno la diagnosi circa l’amnesia anterograda evocata dal Prof. Zhok.

razzi partono da gaza

 

Il terzo punto concerne il ben più complesso tema esemplificato dal ricorrente slogan “Con Israele senza se e senza ma”. Dietro questo slogan, altamente comprensibile in un momento in cui intere famiglie di civili israeliani sono state massacrate senza pietà in quelli che non sono altro che atti efferati di terrorismo che, oltre ad essere inaccettabili finiscono anche con il danneggiare una causa legittima come quella palestinese, vi è tuttavia una rimozione; e questa, a sua volta, danneggia Israele.

il sistema iron dome in funzione

 

Chi afferma di stare “con Israele senza se e senza ma” ignora il passato e le radici del conflitto e finisce con il legittimare l’impunità di alcune azioni sbagliate che Israele (alcuni suoi Governi beninteso) hanno compiuto in passato e continuano a compiere nella tolleranza e impunità, complici, garantite dai Paesi occidentali, Stati Uniti in primis.

 

macerie a gaza dopo gli attacchi israeliani

Sottoporre un popolo per quasi 60 anni ad un’Occupazione vessatoria caratterizzata da umiliazioni quotidiane alle quali si aggiungono distruzioni e sottrazioni arbitrarie di terreni agricoli, confisca o demolizioni di case, posti di blocco a singhiozzo e il letale grilletto facile di alcuni soldati e coloni che resta sempre impunito, non è altro che una forma di sistematico incitamento all’odio verso generazioni di palestinesi già cresciuti in cattività.

 

Paradossalmente, gli ideologi fanatici di Hamas potrebbero tranquillamente smettere di fare il loro lavoro di indottrinamento all’odio verso le nuove generazioni palestinesi, il trattamento che queste subiscono e a cui assistono a Gaza e nella Cisgiordania è già più sufficiente per forgiare nuove generazioni di terroristi.

guerra israele gaza

 

Il clima di intimidazione che regna nei Paesi occidentali verso coloro che tentano di spiegare le cause di questo conflitto ponendo l’attenzione anche sui danni causati dall’Occupazione è tale che immediatamente scatta l’ignobile accusa di antisemitismo. L’intento è quello di tacitare le ragioni profonde del conflitto perché non le si vuole affrontare, né a Gerusalemme né a Washington e nemmeno, ormai, a Bruxelles e nelle principali capitali europee.

 

fiaccolata organizzata da il foglio in solidarieta?? con israele 4

Per risolvere un problema, occorre capirlo, approfondendone anche le cause di fondo per trovare le opportune soluzioni. Rimuoverne le cause implica l’assenza di soluzioni e/o l’adozione di soluzioni sbagliate, entrambe finiscono con il perpetuare ed esacerbare il problema…e gli animi.

 

Inoltre, spiegare le cause, sovente complesse, di un problema non equivale a giustificare le efferatezze di cui le parti in causa in quello stesso problema possono macchiarsi.

 

donna palestinese tra le macerie a gaza

Nelle mie pluriennali interazioni con i miei colleghi israeliani vi è stata sempre una costante. Si lamentavano - correttamente direi - dell’infausta circostanza in cui Israele era sempre additata da anni nei consessi ONU per i crimini commessi ai danni dei Palestinesi, mentre veniva mantenuto un ipocrita silenzio verso altri ben più gravi crimini compiuti da altri Paesi.

 

macerie a gaza.

La mia risposta è stata sempre quella che a Israele per anni all’ONU era tuttavia sempre stata concessa, e lo è tuttora, anche una sorta di impunità verso diversi crimini e violazioni delle norme internazionali di cui si era macchiata con il sistematico ricorso al veto in Consiglio di Sicurezza da parte degli Stati Uniti.

 

Questa impunità – sulla quale i governi e i media occidentali mantengono un silenzio assordante – provoca danni e risentimenti, suscita rancore nei Palestinesi che spesso, purtroppo, sfocia in efferatezza terroristica dovuta all’esasperazione.

palestinesi dopo gli attacchi di israele

 

Se Ursula von der Leyen denuncia giustamente come crimine di guerra la decisione russa di aver interrotto le forniture elettriche, idriche ed energetiche all’Ucraina, perché se ne resta in silenzio quando Israele fa la stessa cosa a Gaza, che peraltro non può reperirle altrove perché è sigillata a causa del blocco israeliano e dove vivono 2 milioni di persone di cui la metà minori?

 

Perché in ogni intervista effettuata in questi giorni a esponenti palestinesi dai grandi networks televisivi internazionali (CNN, BBC, etc.) viene chiesto loro di condannare subito le efferatezze terroristiche di Hamas ma ad esponenti israeliani non viene mai chiesto di rendere conto delle loro politiche che hanno contribuito ad incendiare nuovamente la regione e di condannarle?

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 2

 

Quando nel 2018 si svolsero una serie di manifestazioni pacifiche palestinesi lungo la barriera che separava Gaza da Israele, i soldati israeliani appostati dietro una serie di collinette si divertirono a cecchinare a sangue freddo i manifestanti inclusi gli operatori sanitari. Ne uccisero almeno 60, per caso qualcuno all’epoca ha visto la bandiera palestinese proiettata sulla facciata di Palazzo Berlaymont a Bruxelles o di Palazzo Chigi a Roma?

 

È mai possibile che la coscienza selettiva dell’Europa, così orgogliosa dei propri valori, sia scesa così in basso. È mai possibile che la politica estera dell’Unione e dei suoi principali stati membri in Medio Oriente si sia ridotta alla mera proiezione della bandiera di Israele sulle facciate dei palazzi governativi senza poi essere più in grado di proporre alcuna soluzione politica? E se dovesse trovare il coraggio di farla la sottoporrebbe comunque al vaglio preventivo degli Stati Uniti?

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 3

 

Caro Dago,

io sto con Israele, con i se e con i ma! È così deve essere per ammonire Israele quando sbaglia nel suo stesso interesse. Con l’impunità il paese rischia di diventare il principale nemico di sé stesso, rischia di perdere lucidità, di coltivare un eccesso di arroganza e sicurezza che può rivelarsi pericoloso, come drammaticamente testimoniato il 7 ottobre scorso.

 

Israele sta devastando Gaza con il dichiarato intento di demolire le infrastrutture terroristiche di Hamas. Quella che appare invece sembra una vendetta scatenata dall’orrore che ha subito. Ovvero far pagare ai Palestinesi quello che hanno fatto ed esercitare una fortissima azione deterrente affinché non si azzardino a farlo di nuovo.

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 7

 

Purtroppo, non è la prima volta che accade, episodi simili si sono verificati e metodi simili sono stati adottati nei conflitti di Gaza ni conflitti del 2008 e del 2014 e non sono serviti a nulla. Nel 2023, Hamas, in una striscia di Gaza sigillata, ha dimostrato una ferocia e una capacità militare addirittura superiore rispetto al passato. La deterrenza di Israele nei suoi confronti non ha funzionato. Temo che continuerà a non funzionare.

 

Io sto con Israele con i se e con i ma perché mi ritengo un vero amico di Israele, che lo esorta e lo critica quando sbaglia perché merita di essere criticato affinché non faccia ulteriori sbagli che finiscono con il danneggiarlo.

 

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 6

Io sto con Israele e gli riconosco il diritto all’esistenza in pace e sicurezza, anzi gli riconosco addirittura il diritto all’esistenza come Stato ebraico se questo può lenire il suo senso di insicurezza. Nel 2006 convinsi l’allora Presidente del Consiglio, Romano Prodi a fare una dichiarazione formale in tale senso, all’epoca fu il primo Paese occidentale a farlo.

 

Io sto con Israele con i se e con i ma perché non voglio che i suoi sbagli e la sua cecità possano portarlo a macchiare tutto quello di buono che ha finora rappresentato e che un branco di fanatici religiosi di estrema destra sta sistematicamente tentando distruggere nel vergognoso, omertoso, assordante, silenzio delle democrazie occidentali.

Roma, 12 Ottobre 2023                                                               

Marco Carnelos

 

 

 

bombardamenti israeliani a gaza foto di motaz azaiza 11

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...