principe andrea william

“O ME O LUI” – IL PRINCIPE WILLIAM SI È INCAZZATO PRIMA DELLA CERIMONIA DELL’ORDINE DELLA GIARRETTIERA A WINDSOR, IMPEDENDO SOSTANZIALMENTE ALLO ZIO ANDREA DI ESSERE PRESENTE. LA REGINA ELISABETTA, VISTO LA PRESA DI POSIZIONE DEL NIPOTE, È STATA COSTRETTA A SFANCULARE IL FIGLIO PREDILETTO PER EVITARE LO SCANDALO – DA BUCKINGHAM PALACE FANNO SAPERE CHE SI È TRATTATA DI “UNA DECISIONE FAMILIARE”, MA I BEN INFORMATI SANNO CHE C’È STATA UNA SFURIATA…

Luigi ippolito per www.corriere.it

 

il principe william e lo zio andrea

«O me o lui»: l’ultimatum del principe William è stato secco. Se suo zio Andrea, ormai in disgrazia, avesse partecipato domenica alla secolare cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera a Windsor, il duca di Cambridge avrebbe fatto un clamoroso dietrofront. E allora la regina, seppur a malincuore, ha accettato di dire al suo figlio prediletto che doveva farsi da parte.

 

«È stata una decisione familiare», fanno sapere da Buckingham Palace. Ma in realtà si è trattato di uno scontro dietro le quinte che è andato in scena all’ultimo minuto. Il programma della cerimonia era stato già stampato e distribuito: e prevedeva Andrea in processione, addirittura prima di William, e poi seduto alla funzione religiosa. Un pubblico rientro sulla scena per il duca di York, che ci sta provando disperatamente da mesi, dopo aver messo a tacere la causa per stupro intentata contro di lui grazie a un pagamento extra-giudiziale di 15 milioni di euro.

 

william, kate e andrea

Ma William, che è ben attento agli umori dell’opinione pubblica, si è messo di traverso, spalleggiato da suo padre Carlo. Di fronte al «niet» dei due futuri re, anche la regina ha dovuto acconsentire, sebbene continui a nutrire un debole per Andrea. E così lui si è dovuto accontentare di essere presente solo alla cerimonia di investitura e al successivo pranzo, il tutto a porte chiuse, lontano dagli occhi dei fotografi.

 

Virginia Roberts Giuffre

Il «caso Andrea» continua a essere il maggior grattacapo per la famiglia reale, anche più di Harry e Meghan. Il duca di York è un paria agli occhi dei sudditi, dopo essere stato coinvolto nelle sordide vicende di Jeffrey Epstein, il magnate pedofilo americano suo amico: Andrea si è visto accusato di violenza sessuale da una delle schiave minorenni di Epstein, quella Virginia Roberts Giuffrè che ha poi ritirato la causa solo dopo un sostanzioso pagamento.

 

Ma in conseguenza di ciò Andrea è stato di fatto bandito dalla famiglia reale, privato di tutti i titoli militari e della possibilità di farsi chiamare Altezza reale. Anche se lui continua a proclamarsi innocente e sta tramando per essere riammesso: a marzo ha stupito tutti quando ha platealmente accompagnato Elisabetta alla messa in memoria del principe Filippo.

 

andrea, william, camilla e eugenia

Andrea sa bene che la regina, finché è in vita, è la sua unica carta da giocare: e dunque durante il Covid le è stato particolarmente vicino, andandola spesso a trovare. D’altra parte è noto che lui è sempre stato il figlio prediletto, rispetto a quel musone di Carlo. Dunque Elisabetta si trova in una posizione difficile: non ha il cuore per chiudere del tutto la porta ad Andrea, ma Carlo e William sono nettissimi nel dire che non ci sono possibilità di «riabilitazione».

 

Sono stati loro a far sì che Andrea venisse «cancellato» dal recente Giubileo : nessuna apparizione sul balcone di Buckingham Palace a fianco degli altri reali e perfino un provvidenziale contagio da Covid che lo ha tenuto lontano dalla messa a St Paul. È forse anche per questo che Andrea ha provato a rifarsi con la cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera, di cui resta pur sempre membro.

andrea e william

Si tratta del più antico e nobile ordine cavalleresco britannico e domenica è stata l’occasione per l’investitura, tra gli altri, di Tony Blair, che si è beccato la sua dose di fischi da parte di centinaia di contestatori (un milione di firme è stato già raccolto per chiedere alla regina di togliergli il titolo). Ha ricevuto l’onorificenza anche Camilla, un ulteriore passo verso la sua ascesa al trono come futura regina consorte. Ma non si voleva rischiare una contestazione pubblica diretta contro Andrea: e allora lo si è tenuto opportunamente nascosto. Almeno fino alla prossima grana da disinnescare.

 

Il principe Andreail principe andrea con la reginail principe andrea nega di aver fatto sesso con virginia giuffreil principe andrew, virginia giuffre, ghislaine maxwellprincipe andrea 2il principe andreaprincipe andrea 3Il principe Andrea allo chalet a VerbierIl principe Andrea con la reginavirginia giuffrevirginia roberts giuffre 3virginia giuffre

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…