camus 7

“MEDICI, NON ABBIATE PAURA” - IL TESTO INEDITO DI CAMUS SCRITTO NEL 1942 COME LAVORO PREPARATORIO AL ROMANZO 'LA PESTE' - "DOVETE FORTIFICARVI CONTRO L'IDEA DELLA MORTE E CONCILIARVI CON ESSA, PRIMA DI ENTRARE NEL REGNO PREPARATOLE DALLA PESTE. SE TRIONFERETE QUI, TRIONFERETE OVUNQUE E VI VEDRANNO TUTTI SORRIDERE IN MEZZO AL TERRORE" – LA REGOLA DELLA DIGNITA’ - IL LIBRO

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”

 

camus 7

L'epidemia globale ha provocato anche riflessi culturali globali: tra i film, rinnovato successo di Contagion di Steven Soderbergh; tra i romanzi, molti hanno riletto o scoperto per la prima volta La peste di Albert Camus. La voglia di trovare conforto nel paragone con una tragedia ancora più spaventosa, o il bisogno di esorcizzare la paura, hanno fatto tornare di attualità in Francia, Italia e anche in Cina il libro che il premio Nobel francese scrisse nel 1947.

 

Per festeggiare la riapertura delle librerie, Bompiani pubblica adesso Esortazione ai medici della peste , un testo inedito in Italia che Camus scrisse probabilmente nel 1941 come uno dei lavori preparatori al romanzo (a partire dal 13 maggio, l' inedito sarà scaricabile gratuitamente su bompiani.it o regalato ai lettori delle librerie Giunti al Punto). Sono 24 pagine di grande interesse, tradotte da Yasmina Melaouah e pubblicate in Francia oltre 70 anni fa nella rivista di Gallimard «Cahiers de la Pléiade», aprile 1947, assieme al più breve Discorso della peste ai suoi amministrati , pochi mesi prima dell' uscita del romanzo.

 

camus 1

La peste si può leggere come un libro allegorico: Camus inventa un' epidemia di peste negli anni Quaranta a Orano, in Algeria, per raccontare le reazioni dei suoi cittadini e quindi degli uomini di fronte al Male. Come pochi anni prima i francesi sotto l' occupazione nazista, gli abitanti di Orano di fronte alla peste mostrano le tante possibilità della natura umana: ci sono il medico instancabile (oggi diremmo eroe) Bernard Rieux, generoso, pronto al sacrificio e alla fine convinto che gli uomini abbiano più qualità che difetti; il suo vicino Jean Tarrou, che organizza la rete di Resistenza contro il bubbone; ma c' è anche il profittatore di guerra Joseph Cottard, che fa affari grazie al contrabbando e che rappresenta la perfetta figura del collaboratore amico dei nazisti.

camus le premier homme

 

Se quella lettura allegorica della Peste era evidente e predominante quando il romanzo uscì nel 1947, a soli due anni dalla sconfitta di Hitler e di Pétain, il romanzo di Camus ha un valore universale che prescinde dalla lotta al nazismo. La stessa natura umana messa alla prova dalla Seconda guerra mondiale è chiamata oggi a mostrare di che pasta è fatta di fronte al Covid-19. La peste ora si può leggere in modo più diretto, osservando come gli uomini - di Orano, Parigi o Milano - reagiscono di fronte a un' epidemia, di peste o di coronavirus.

la peste di albert camus

 

I primi segnali sono spesso trascurati, perché gli uomini tendono a pensare che le catastrofi non accadano, o capitino agli altri: in apertura del romanzo Camus descrive l' ecatombe dei topi, e i cadaveri dei roditori che infestano le strade di Orano. Eppure la maggior parte della popolazione preferisce voltarsi dall' altra parte e continuare la propria vita come se il problema non esistesse e riguardasse solo gli altri, i topi. Impossibile non notare che questa fatica a riconoscere la minaccia si è vista all' opera anche nelle prime settimane dell' epidemia di Covid-19, quando si pensava che l' unico luogo colpito fosse Wuhan.

 

Gli occidentali hanno perso tempo prezioso prima di capire il pericolo del «virus cinese», come lo chiamava il presidente americano Trump, e molti europei si sono a lungo rifiutati di sentirsi coinvolti anche se i loro vicini erano già toccati dal dramma: in Francia, per esempio, il presidente Macron è andato a teatro con la moglie mandando ai francesi il messaggio che «la vita continua», mentre l' Italia già dichiarava quasi 200 morti. Ma la stessa iniziale negazione del pericolo si è avuta in Gran Bretagna, o in Svezia.

 

albert camus

La somiglianza tra la vicenda immaginaria ambientata da Camus a Orano e la realtà dell' epidemia nel mondo si ritrova anche nel testo preparatorio, in cui l' autore si rivolge ai medici ricordando l' importanza di essere «saldi di fronte a questa strana tirannia».

Nelle prime pagine si parla subito delle mascherine, l' oggetto prezioso e colpevolmente raro che ossessiona Francia e Italia in questi giorni.

 

Ma al di là di questo consiglio pratico, Camus affronta la questione di come i medici, ma anche tutti gli altri uomini, possano affrontare un evento così spossante per il corpo e per l' anima come l' epidemia. «La prima cosa è che non abbiate mai paura», scrive Camus. «Dovete fortificarvi contro l' idea della morte e conciliarvi con essa, prima di entrare nel regno preparatole dalla peste. Se trionferete qui, trionferete ovunque e vi vedranno tutti sorridere in mezzo al terrore».

 

Camus sembra evocare qui un tema di cui si è molto parlato nelle ultime settimane, ovvero la rimozione contemporanea della morte dall' orizzonte delle nostre vite. La sua esortazione ai medici, e a tutti, è di non avere paura di niente, neanche della morte.

Camus

La risposta all' epidemia non può essere fare finta di nulla, o rifugiarsi nella superstizione, o nel fatalismo. Ma prendere tutte le precauzioni possibili e poi combattere, senza paura.

 

2 - LA REGOLA DELLA DIGNITÀ

Dal “Corriere della Sera”

 

Pubblichiamo un breve estratto dell'«Esortazione ai medici della peste», in uscita da Bompiani mercoledì nella traduzione di Yasmina Melaouah.

 

Infine dovete diventare padroni di voi stessi. E, per esempio, saper fare rispettare la legge che avrete scelto, come quella del blocco e della quarantena. Uno storiografo provenzale narra che un tempo, quando uno di coloro che erano sottoposti alla quarantena scappava, gli veniva fracassata la testa.

 

Non è questo che auspicate. Ma non dimenticate con ciò l' interesse generale. Non venite meno a tali regole per tutto il tempo in cui saranno utili, quand' anche il cuore vi inducesse a ciò. Vi è chiesto di dimenticare un poco quel che siete senza tuttavia dimenticare mai quel che dovete a voi stessi. È questa la regola di una serena dignità.

Camus La figlia di CamusAlbert Camuscamus maria casaresCamus

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”