filippo facci paolo isotta

“IL MERAVIGLIOSO PAOLO ISOTTA, PER ME, ERA ESTINTO ANCHE DA VIVO” - IL RICORDO CATTIVISSIMO DI FILIPPO FACCI: “L'AMORE SI TRASMUTA IN RANCORE COME CAPITA AI PASSIONALI INTELLIGENTI E ACCIDIOSI. CI SCAMBIAMMO MISSIVE E DISCHI, CERCÒ DI FARMI CACCIARE DA ‘IL FOGLIO’, FECE PRESSIONI PERCHÉ NON SCRIVESSI PIÙ UNA PAROLA SU RICCARDO MUTI, ANDÒ NEL PANICO QUANDO INVASI UN “SUO” RISTORANTE A NAPOLI. RIMASE SEGRETAMENTE “IL RIFERIMENTO”, BENCHÉ AMPOLLOSO, CICERONIANO, FROCISTA, VENDICATIVO E AMANTE DELLE MAFIETTE COME IL SUO TAMMURRO, PIETRANGELO BUTTAFUOCO”

FILIPPO FACCI

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

Il meraviglioso Paolo Isotta, per me, era estinto anche da vivo, perlomeno negli ultimi vent' anni passati a cincischiare con la squallida finitezza corporea e da lui passati ad auto-recensire una vita conclusa, coi piedi ben piantati nel Novecento. Negli ultimi vent' anni non ho voluto più incontrarlo anche per questo, perché all' alba del nuovo Millennio avevo voluto immaginarlo nelle splendide vesti di gran cerimoniere di un'èra che salutava, lui, la maschera che accompagnava alcuni di noi lungo il loggione di un teatro di proporzioni monumentali e impossibili, con, sprofondata nel golfo mistico wagneriano, un' orchestra di migliaia di elementi che suonava una musica cupa e impressionante, velata dalla mestizia di un tempo che se andava.

paolo isotta

 

Isotta, nei tardi anni Novanta, mi ritenne un miraggio della gioventù hitleriana che frequentava quel mistero nascosto alla superficie che si chiama musica, e s'invaghi di me quando mi sentì disquisire su sette versioni del quarto movimento di una sinfonia di Ciaikovsky, si commosse quando citai a memoria passaggi del suo Le ali di Wieland del 1984 (scritto a 34anni, cattedratico da 10, quando probabilmente era già il più colto musicologo del mondo intero) e rimase di sale quando gli spiegai perché il giovane Baricco aveva copiato da lui, dopodiché era nelle cose: l'amore si trasmuta in rancore come capita ai dannati peggiori: i passionali intelligenti e accidiosi.

 

Paolo Isotta

Ci scambiammo missive e dischi, cercò di farmi cacciare da Il Foglio, fece pressioni perché non scrivessi più una parola su Riccardo Muti, andò nel panico quando invasi un «suo» ristorante a Napoli, per mesi tempestò l' ex direttore di questo giornale (un bresciano) perché personalmente io recensissi un suo libro (ma non cedetti) e intanto per rimase segretamente «il riferimento», benché ampolloso, ciceroniano, frocista, vendicativo e amante delle mafiette come il suo tammurro, Pietrangelo Buttafuoco.

 

Paolo Isotta

La sua biografia storico-giornalistica l' ha già scritta il suo vero amico Vittorio Feltri. Dico solo che mi mancherà l'uomo che avevo già deciso che perisse (per me) vent' anni fa, ultimo superstite di una civiltà che sapeva scrivere e studiare e concentrarsi e parlare e sintetizzare e pensare e ragionare, refrattario a un'umanità ridotta a pura relazione, a mera intuizione e sensazione fulminea, a immagine sintetica e contratta, un'umanità decerebrata e incapace di un certo tipo di trasmissione del pensiero: era finita la musica, era finito il Novecento, era finito lui. Quanto mi è mancato. Quanto mi mancherà.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…