enrico varriale

“MI HA DETTO: SE MI DENUNCI TI AMMAZZO” - IL RACCONTO DELLA SECONDA DONNA CHE HA DENUNCIATO ENRICO VARRIALE PER VIOLENZE - IL GIORNALISTA SOSTIENE DI ESSERE STATO “VITTIMA DI UNA FOLLE GELOSIA”. LEI INVECE HA AFFERMATO DI ESSERE STATA AGGREDITA IN CASA, MENTRE LA PORTA DELL'APPARTAMENTO ERA CHIUSA A CHIAVE - VARRIALE LE AVREBBE DATO UN CEFFONE AL VOLTO E LEI, CADENDO, AVREBBE SBATTUTO LA TESTA (COME CONFERMA IL TRAUMA CRANICO REFERTATO ALL'OSPEDALE): SONO SVENUTA, AL RISVEGLIO PUZZAVO DI ACETO”

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Valentina Lupia e Andrea Ossino per “la Repubblica”

 

Gli occhi lucidi, un referto medico in tasca e un racconto da brividi. Sara ha ancora la guancia gonfia mentre consegna agli inquirenti una versione profondamente diversa da quella che Enrico Varriale ha fornito quando è emersa la notizia che, ancora una volta, una donna lo ha denunciato, accusandolo di averle messo le mani addosso. Le sue confessioni, approdate tra i corridoi della procura di Roma, hanno convinto gli inquirenti ad aprire un altro fascicolo sul giornalista. Il racconto di Sara, il nome è di fantasia, delinea un quadro grave di ciò che sarebbe accaduto mercoledì sera nell'appartamento di Varriale, in zona Ponte Milvio.

 

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Lui dice di essere stato «vittima di una folle gelosia» e ha detto che Sara gli ha distrutto casa. Lei invece spiega di essere stata aggredita tra quelle mura, mentre la porta dell'appartamento era chiusa a chiave. E racconta di essere stata minacciata: «Se mi denunci ti ammazzo», avrebbe detto il giornalista. La situazione sarebbe esplosa quando Sara ha sorpreso Varriale con un'altra donna. Ne sarebbe nata una discussione, con piatti e bicchieri lanciati all'indirizzo della vittima.

 

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Poi l'aggressione, con Varriale che avrebbe afferrato la donna sbattendola contro la porta. Una piantana finita su un tavolino di vetro, andato in frantumi, avrebbe mandato il giornalista su tutte le furie. Avrebbe quindi sferrato un ceffone al volto della donna, che cadendo avrebbe sbattuto la testa (come conferma il trauma cranico refertato all'ospedale Gemelli). Da qui il vuoto: Sara racconta di aver perso i sensi e di essersi poi risvegliata con gli occhi arrossati e una strana puzza d'aceto.

 

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Si è alzata, è andata in bagno e ha poi cercato di uscire di casa. Ma la porta era chiusa a chiave. È a questo punto che avrebbe chiamato il 112, lanciando l'allarme tra le urla e le minacce del giornalista. Dopo aver chiamato il numero unico per le emergenze, Sara sarebbe riuscita a uscire dall'appartamento accusando il giornalista di sequestro. È scesa in strada, dove è stata soccorsa dall'ambulanza. Anche Varriale si sarebbe allontanato dall'appartamento, tant' è che la polizia, giunta sul posto, non ha trovato nessuno. L'ospedale ha comunque avvisato le autorità.

 

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E la faccenda è finita nelle mani degli specialisti del commissariato di Ponte Milvio, che nell'agosto scorso avevano già raccolto la denuncia della precedente compagna di Varriale, la stessa donna da cui è nato il procedimento che il mese prossimo vedrà l'ex vicedirettore di Rai Sport accomodarsi nel banco degli imputati. Ora le due storie potrebbero intrecciarsi. Perché Sara potrebbe confermare se, come Varriale ha raccontato a Repubblica , aveva un occhio nero a causa di una colluttazione con la prima donna che lo ha accusato. O, viceversa, smentirlo fornendo nuove prove. Circostanze che, come altri elementi, adesso verranno verificate dai magistrati.

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