revenge porn barista feltre

“MI MANDI UNA STORIA? MAGARI MENTRE…” – RICATTO HARD A UNA 12ENNE: UN RAGAZZO DI 16 ANNI CREAVA FALSI ACCOUNT INSTAGRAM PER FARSI INVIARE DA LEI IMMAGINI INTIME. LA RAGAZZA PENSAVA DI AVER TROVATO UN FIDANZATINO DELLA SUA STESSA ETA' - IL PISCHELLO È STATO SMASCHERATO DALLA POLIZIA E DENUNCIATO DOPO CHE IL PADRE DI LEI HA SCOPERTO LE CHAT CON DELLE RICHIESTE ESTORSIVE - “SE SMETTI DI MANDARMI LE FOTO PUBBLICO TUTTO QUELLO CHE MI HAI INVIATO AI TUOI CONTATTI”

Massimiliano Peggio per "la Stampa"

 

revenge porn 2

Orsacchiotti e catene di cuoricini. «Vorrei conoscerti prima o poi». «Ti penso sempre». «Hai visto cosa ho postato? Era per te». «Mi mandi una storia? Magari mentre...». Così ogni giorno, per mesi. Attraverso questi messaggi condivisi sul suo profilo Instagram, una dodicenne di Rivoli credeva di aver trovato un fidanzatino della stessa età. Un amore a distanza, ma ugualmente intenso, apparentemente innocente.

 

Mai un contatto diretto, né telefonate. Solo messaggi e «storie» su «close friends», filmati per catturare emozioni. Era solo una trappola. Orchestrata da un sedicenne per ottenere da lei immagini intime da rivendere in rete nel lucroso mercato della pedopornografia.

 

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Il ragazzo è stato smascherato dalla polizia e denunciato. Un anno di indagini. Partite lo scorso febbraio quando il papà della dodicenne si è presentato negli uffici del commissariato di Rivoli per denunciare un'estorsione a sfondo sessuale ai danni della figlia.

 

Una sorta di «revenge porn» tra adolescenti, allo scopo di raccogliere materiale da rivendere sul web. «Da alcuni mesi - ha raccontato il padre ai poliziotti - mia figlia intrattiene contatti frequenti con un ragazzino. Lei non ha un cellulare suo, usa il mio smartphone, proprio perché voglio proteggerla dai rischi della rete. Eppure, nonostante le mie cautele, è successo qualcosa. Controllando i messaggi ho scoperto delle richieste estorsive». Le minacce si sono concretizzate a distanza di diversi mesi dal primo approccio. Quando la ragazzina, a fronte delle pressanti richieste di immagini intime, registrate con lo smartphone del padre e inviate di nascosto, ha cercato di metterci un freno.

revenge porn 3

 

«Se smetti pubblico tutto quello che mi hai mandato ai tuoi contatti» ha scritto il fantomatico «fidanzatino». Il papà, scoperte le chat segrete e le minacce, si è anche improvvisato detective. Ha cercato di rintracciare l'interlocutore, e poi lo ha invitato a smetterla. Quasi spavaldo, spacciandosi per coetaneo della ragazzina, ha risposto picche, non credendo che l'autore dei messaggi fosse davvero il padre della sua «preda». «Piantala non ci credo, se sei davvero tuo padre io sono Babbo Natale» ha scritto in chat.

 

A quel punto il papà ha preso lo smartphone e si è rivolto alla polizia. Gli agenti, seguendo le tracce informatiche, hanno ricostruito la tela dei contatti. L'indagine è durata mesi perché l'autore di quei messaggi era riuscito a creare una serie di account fasulli, usando profili registrati con nomi inventati e pubblicando foto di sé inesistenti. Alle fine gli investigatori sono riusciti a identificarlo, scoprendo che si trattava di un sedicenne che si spacciava per dodicenne.

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Con la scoperta della vera identità del misterioso «fidanzatino», l'inchiesta è diventata di competenza della Procura dei minori, che ha disposto una perquisizione domiciliare e il sequestro di tutti i dispositivi elettronici a disposizione dell'adolescente. Stando ai primi accertamenti, il giovane è stato trovato in possesso di oltre 300 immagini di contenuto pedopornografico. Filmati e foto contenenti soggetti diversi dalla ragazzina contattata a Rivoli. Gli investigatori sospettano che il giovane abbia creato gli account fasulli per adescare altre ragazzine in rete, per poi rivendere le loro immagini intime sul web.-

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