rosalia garofalo vincenzo frasillo

“MI TRADIVA CON TANTI UOMINI. IO USCIVO E LORO, NASCOSTI IN CAMPAGNA, ENTRAVANO IN CASA” – LA FOLLE GIUSTIFICAZIONE DELL’UOMO CHE HA UCCISO LA MOGLIE A MAZARA DEL VALLO MASSACRANDOLA DI CALCI E PUGNI PER TRE GIORNI – I FAMILIARI DELLA VITTIMA HANNO CONFERMATO CHE IL RAPPORTO SI ERA INCRINATO PER LA GELOSIA DELL’UOMO – LUI:  “L'HO PICCHIATA SOLO UN GIORNO...”

R. In. Per il Messaggero

 

Vincenzo Frasillo

Quando i sanitari del 118 e gli uomini della squadra mobile di Trapani sono entrati nell'abitazione di quell'uomo che aveva telefonato dicendo che la moglie non dava più segni di vita si sono trovati di fronte a una scena orribile. Il corpo della donna era tumefatto e ricoperto da lividi, nell'appartamento tracce di sangue dappertutto e segni evidenti di violente percosse. 

 

La vittima di questo ennesimo femminicidio, Rosalia Garofalo, 52 anni, sarebbe stata massacrata di botte per tre giorni consecutivi dal marito, Vincenzo Frasillo, di 53. Il delitto è avvenuto nell'abitazione della coppia, in via Calipso, una zona isolata a Mazara del Vallo.

 

LA DIFESA L'uomo, subito fermato con l'accusa di omicidio, ha tentato di difendersi di fronte agli inquirenti con una dichiarazione che li ha lasciati ancora più sconcertati: «Mi tradiva con tanti uomini. Io uscivo e loro, nascosti in campagna, entravano in casa. Ma l'ho picchiata soltanto lunedì...». 

 

Rosalia Garofalo

Il pm della procura di Marsala Marina Filangeri, che coordina le indagini, ha chiesto al gip la convalida del fermo dell'uomo. Dalle prime testimonianze raccolte dagli investigatori emerge una storia di degrado, abusi e maltrattamenti per i quali la donna aveva anche presentato alcune denunce. Tutte poi ritirate. Vincenzo Frasillo e la moglie, entrambi disoccupati, erano sposati da trent'anni; da alcuni mesi andavano avanti grazie al reddito di cittadinanza. L'uomo, fermato mercoledì sera, è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio nella notte, alla presenza del suo avvocato difensore.

 

LA RICOSTRUZIONE Il sopralluogo della polizia scientifica e l'ispezione del cadavere, eseguita dal medico legale, hanno confermato che Frasillo avrebbe picchiato selvaggiamente la donna negli ultimi tre giorni, senza prestarle alcuna assistenza o richiedere le necessarie cure mediche. Nella casa presa in affitto dalla coppia sono state trovate tracce di sangue in cucina, nel soggiorno e in bagno. 

 

Vincenzo Frasillo

Il pubblico ministero di Marsala, Marina Filangeri, ha disposto l'autopsia sul cadavere della vittima anche se i segni evidenti delle percosse lasciati sul corpo martoriato della donna non sembrano lasciare dubbi sulle cause del decesso. Per tutta la notte i poliziotti, guidati dal capo della squadra mobile di Trapani Fabrizio Mustaro, hanno analizzato prove e riscontri su quanto avvenuto. 

 

IL FIGLIO Gli investigatori hanno anche cercato di rintracciare l'unico figlio della coppia, che vive all'estero, e hanno interrogato i due fratelli e la sorella della vittima. I familiari hanno confermato che negli ultimi anni il rapporto tra i due coniugi si era incrinato a causa della gelosia ossessiva del marito. In diverse occasioni la donna lo aveva denunciato per maltrattamenti, ma poi aveva deciso sempre di perdonarlo.

 

L'ultima volta era accaduto nell'aprile scorso, quando Rosalia, ormai stanca, aveva confidato ai fratelli di volere lasciare per sempre il marito. Ed invece, ancora una volta, è tornata in quella casa dove a distanza di meno di un anno il marito l'avrebbe uccisa dopo averla massacrata di botte per tre giorni.

 

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…