valentina sampaio

“IL MONDO DELLA MODA NON È FACILE PER UNA TRANS” – VITA, DELUSIONI E SUCCESSI DI VALENTINA SAMPAIO, LA PRIMA MODELLA TRANSGENDER A CONQUISTARE LE COPERTINE DI "VOGUE" E "SPORTS ILLUSTRATED" - “AGLI INIZI MI AVEVA INGAGGIATO UNA MARCA DI ABITI, MA QUANDO L'AZIENDA SEPPE CHE ERO TRANS, CANCELLÒ IL CONTRATTO. PIANSI MOLTO, FU UN'ESPERIENZA UMILIANTE. ANCORA OGGI CI SONO MARCHI CHE NON MI ASSUMONO” – “LO SCORSO AUTUNNO SONO STATA CONTATTATA DA UNA FAMOSA TRASMISSIONE TV ITALIANA, MA HO RIFIUTATO. SE RACCONTASSI COME VOLEVANO CHE ENTRASSI…”

Donatella Mulvoni per "Il Venerdì"

 

valentina sampaio

La bellezza è quella sinuosa di una top model. Il coraggio, invece, appartiene a una pioniera senza paura. Valentina Sampaio a ventitré anni ha ottenuto la copertina di Sports Illustrated Swimsuit. La prima modella transgender a posare per la celebre rivista. «È sempre stato il mio sogno» ci confessa.

 

«Oltre alla soddisfazione personale, c'è l'orgoglio per una conquista che appartiene a tutta la comunità Lgbtq+. Un altro passo avanti nel lungo cammino che ancora ci aspetta». I suoi successi personali si legano ai tabù che cadono uno dopo l'altro. Già nel 2017 era stata la prima transgender a comparire sulla copertina di Vogue Paris e; due anni dopo, la prima a essere scelta tra i bellissimi "angeli" di Victoria' s Secret per la linea Pink, a dispetto dell'infelice uscita di Ed Razek, l'ormai ex responsabile marketing della compagnia, certo che le trans mai avrebbero avuto posto nel marchio di lingerie statunitense.

 

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Valentina, che oggi conta oltre 400 mila follower nel suo profilo Instagram ufficiale @valentts, è nata ad Aquiraz, in Brasile, nel 1996; sua madre era maestra, il padre pescatore. «Il mio Paese è una terra bellissima» racconta, «ma anche quella in cui si concentra il più alto numero al mondo di crimini violenti e omicidi ai danni della comunità transgender», uno dei gruppi che subisce le maggiori discriminazioni. Come accade anche negli Usa, dove gli attivisti accusano il presidente Donald Trump di aver avviato una metodica cancellazione dei diritti conquistati sotto l'amministrazione Obama.

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Quanto è difficile essere sulle copertine e al tempo stesso vedere in Brasile, come in molti altri Paesi, tantissime persone offese, aggredite, uccise perché transgender?

«Vivo una realtà privilegiata, ma mi sento molto coinvolta quando accadono episodi di violenza. Soffro. E cerco di usare la mia notorietà per dare più visibilità alle rivendicazioni della mia comunità».

 

È diventata il volto di un'intera comunità in lotta per i suoi diritti. Che peso ha questa responsabilità?

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«Al contrario di altre modelle che hanno intrapreso la carriera celando la propria natura, io sono stata catapultata nello show business proprio per quello che sono. E ne sono felice. La prima copertina credo abbia dato forza a tante colleghe; alcune si sono dichiarate dopo quella cover e oggi vivono carriera e successo con più serenità».

 

I suoi genitori l'hanno appoggiata ma non sarà stato facile essere transgender da adolescente. Quanto l'avrebbe aiutata avere come esempio modelle trans protagoniste dell'alta moda?

«Nell'industria del fashion, quando ero piccola non ce n'erano; ma prima che nascessi, negli anni 80 e 90, una modella brasiliana transgender diventò molto famosa. Roberta Close posò per Playboy per Mario Testino, sfilò per Mugler. È sempre stata d'ispirazione per me. Vederla così bella e di successo mi ha aiutato a intraprendere la strada che ho scelto».

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Però il suo esordio non è stato per niente facile.

«Agli inizi della carriera mi aveva ingaggiato una marca locale di abiti. Quando l'azienda seppe che ero transgender, cancellò il contratto. Piansi molto, fu un'esperienza umiliante. Mi ripromisi che episodi come quello non mi avrebbero più demoralizzata, ma mi avrebbero dato forza per raggiungere i miei obiettivi».

 

Commentando la copertina di Sports Illustrated Swimsuit ha detto: «Sarebbe bello che fosse normale». Quando succederà? A che punto siamo secondo lei?

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«Il mondo della moda non è facile per una transgender. È vero che dalla cover di Vogue nel 2017 molto è cambiato e altre trans sono state protagoniste di campagne pubblicitarie e di serie tv. Ma, anche se non lo si ammette apertamente, ci sono brand a cui non vado bene perché sono transgender o perché lo spot girerà in Paesi in cui l'omofobia è molto pesante. La battaglia per i diritti è ancora all'inizio».

 

Come giudica la rappresentazione che i media danno della comunità transgender? «Il rischio dello stereotipo è dietro l'angolo. Lo scorso autunno proprio una famosa trasmissione tv italiana ha preso contatti con il mio manager. Ma se raccontassi come volevano che entrassi in trasmissione, vi farei ridere! Facile capire che piega avrebbero voluto dare. La mia comunità più di altre deve stare attenta per evitare di essere messa in ridicolo».

 

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E il mondo del cinema? Recentemente l'attrice Halle Berry è stata criticata per aver annunciato un ruolo nei panni di una transgender. Poi si è scusata.

«Il cinema è creatività. Non ritengo necessario che un ruolo transgender debba per forza essere interpretato da una trans. Avendo partecipato a un film, credo nella massima libertà di espressione. Quando interpreti un personaggio, sei costretta a uscire da te stessa per immedesimarsi in un'altra persona. Non ritengo che debbano esserci limiti, tantomeno dovuti alla sessualità. Non penso ci sia nulla di male se un'attrice talentuosa come Halle Berry interpreti il ruolo di un personaggio transgender. Sinceramente, non capisco neanche perché si sia dovuta scusare».

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Com' è Valentina nel privato?

«Sono una persona scherzosa e semplice. Spesso appaio fredda, ma solo perché sin da piccola mi sono imposta una disciplina più rigida di quella dei miei coetanei, per non dar adito a nessuno di dire o pensare certe cose di me. Nel mio Paese molte transgender sono associate a droga e prostituzione. Con questo non voglio giudicare le scelte di nessuno, ma non sono state le mie. Mi piace fare yoga, kickboxing. Ho un cucciolo di English Mastiff. Il mio sogno è avere un giorno una fazenda immersa nella natura, con tanti animali. Amo stare in famiglia. Una vita esposta come la mia rende più diffidenti. Come dite in Italia? Pochi ma buoni!».

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