bullo bullismo

“NON SIAMO TUTTI UGUALI. C'È CHI APPROFITTA DEGLI ALTRI” – GLI STUDENTI DI UN ISTITUTO IN PROVINCIA DI TORINO DENUNCIANO UN BULLO DURANTE UN COMPITO IN CLASSE SULL’EGUAGLIANZA: LA VITTIMA PIÙ PRESA DI MIRA ERA UNA RAGAZZO DISABILE - E ORA I PROFESSORI SONO ACCUSATI DI CONCORSO IN ATTI PERSECUTORI PER OMESSO CONTROLLO – UNA STUDENTESSA: “ERANO QUASI SEMPRE ASSENTI E QUANDO C'ERANO, ERANO IMPEGNATI A GUARDARE IL CELLULARE” – UNO DEI DUE PROF HA PATTEGGIATO UN ANNO DI RECLUSIONE, MENTRE LA SECONDA…

Irene Famà per "la Stampa"

 

BULLO BULLISMO

Un tema in classe sull'uguaglianza. Un compito assegnato per far riflettere gli alunni, per aiutarli a interrogarsi e a comprendere il mondo che li circonda. E loro, studenti di seconda media di un istituto del torinese, hanno colto quell'occasione per confessare il disagio che vivevano da mesi. E per mettere i docenti di fronte alle loro responsabilità: «Non siamo tutti uguali. C'è chi approfitta degli altri». 

 

Chi? I bulli, i prepotenti, quel compagno che per mesi ha preso di mira un ragazzino disabile. Il giorno del tema, il bullo era assente e alcuni degli altri studenti hanno trovato il coraggio di raccontare le umiliazioni e le vessazioni che il loro amico, affetto da encefalomalacia, era costretto a subire. 

bullismo 11

 

Perché quel quattordicenne se la prendeva un po' con tutti, li derideva, alzava le gonne alle bambine, ma era contro il compagno disabile che si accaniva principalmente. Il più debole, l'unico che non poteva difendersi, urlare, respingerlo. E così ogni giorno lo umiliava, lo insultava, sputava sulle sue cose e nel suo bicchiere, gli prendeva le mani, come fosse una marionetta, per fargli fare ciò che voleva. «Nessuno diceva nulla. Avevo paura a parlare, temevo che gli altri non mi avrebbero seguita», ha spiegato agli inquirenti una ragazzina. 

bullismo 9

 

Già. Perché ad affrontare il prepotente quella classe è stata lasciata sola. Eppure qualcuno avrebbe dovuto controllare cosa accadeva quando, durante l'intervallo o l'ora di alternativa, il bullo andava nell'auletta del primo piano a cercare la sua vittima. Così l'insegnante di sostegno e l'insegnante di potenziamento sono finiti davanti a un giudice con l'accusa di concorso in atti persecutori per omesso controllo. 

 

bullismo scuola 4

Il primo ha patteggiato un anno di reclusione, la seconda ha deciso di affrontare il processo. Per il pubblico ministero Mario Bendoni, che ieri ha chiesto una condanna a un anno e 6 mesi, l'insegnante non ha vigilato: «Entrambi i professori erano quasi sempre assenti», hanno testimoniato gli studenti. «E quando c'erano, erano impegnati a guardare il cellulare o il tablet». Poco importava quello che accadeva intorno. 

 

bullismo scuola 5

Intorno era il «regno» del bullo, che tra i coetanei era riuscito a creare un clima di totale soggezione. Nessuno osava opporsi, nessuno si azzardava a criticarlo. Lui non è finito a processo: ora ha diciotto anni, ma all'epoca dei fatti, nel 2015, non aveva ancora 14 anni e non era imputabile. Chiamato a testimoniare, ha chiesto scusa alla mamma della vittima, parte civile rappresentata dall'avvocato Michela Malerba, e ha scritto una lettera: «Ho fatto cose orrende di cui non vado fiero». 

 

Ora tocca agli adulti rispondere del loro operato. O meglio, delle loro omissioni. Spiegare il perché non si sono accorti di nulla, non si sono resi conto che in quella classe c'era un quattordicenne che agiva da padrone e un suo coetaneo che veniva umiliato e deriso. L'avvocato difensore dell'insegnante, Calogero Meli, accusa il «sistema scolastico. La mia assistita - dice - era al primo anno di prova senza formazione sulla gestione dei disabili. Avrebbe dovuto arricchire l'offerta formativa con un progetto sulla legalità, ma stata messa ad affiancare un professore di sostegno. È vittima di una gestione distorta delle risorse umane». 

bullismo

 

In pratica, stare accanto a quel ragazzo, proteggerlo, vigilarlo, non era compito suo. Sulle responsabilità penali si pronuncerà il giudice. Il dato di fatto è che in una scuola media, un adolescente con disabilità motorie e cognitive è stato lasciato solo. In balia di un bullo. Ed è stato salvato dai compagni che hanno avuto il coraggio di scrivere su un foglio protocollo quanto stava accadendo.

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO