inigo errejon elisa mouliaa

“ÍÑIGO ERREJÓN MI HA SPINTO SUL LETTO E HA TIRATO FUORI IL SUO MEMBRO” – IL METOO TRAVOLGE LA SINISTRA SPAGNOLA COSTRINGENDO ALLE DIMISSIONI IL DEPUTATO DI SUMAR, CHE 10 ANNI FA FONDÒ PODEMOS ASSIEME A PABLO IGLESIAS – DA TEMPO SI SUSSURRAVA DI “MANI LUNGHE” E “AVANCE NON GRADITE”, DI “PRATICHE UMILIANTI” MESSE IN ATTO DA “UN MOSTRO, PSICOPATICO”. A DARE LA STURA È STATA L’ACCUSA DELL’ATTRICE ELISA MOULIAÀ CHE…

Estratto dell’articolo di Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera”

inigo errejon 5

 

Boomerang per la sinistra femminista in Spagna, colpita dall’ultimo #metoo politico: accusato di molestie sessuali, si è dimesso da deputato e da ogni incarico pubblico Íñigo Errejón, che 10 anni fa fondò Podemos assieme a Pablo Iglesias, salvo poi migrare nel partito Mas Madrid, e che fino a giovedì era portavoce di Sumar, coalizione alla sinistra del partito socialista e sua alleata strategica nel governo guidato da Pedro Sánchez.

Da tempo, in realtà, nei corridoi delle Cortes spagnole, si sussurrava di «mani lunghe» e «avances non gradite», ma nessuno si aspettava una simile valanga di accuse.

 

elisa mouliaa 5

La prima, anonima, è comparsa martedì sui canali social della giornalista Cristina Fallarás: parlava di «pratiche umilianti» richieste da «un politico di Madrid», «un vero psicopatico», un «mostro». Dopo «48 ore di agonia», come titola El País , Errejón si è dimesso e in serata è uscita dall’ombra l’attrice Elisa Mouliaà: «Sono una vittima di molestie sessuali da parte di Íñigo Errejón e voglio denunciarlo», ha scritto su X. Nella denuncia avrebbe dichiarato: «Mi ha afferrato per il braccio, mi ha spinto sul letto e ha tirato fuori il suo membro». Fatti risalenti al 2021 e tenuti nascosti «per paura». Altre accuse sono poi apparse sui social.

 

inigo errejon 4

Una bomba per Sumar, la formazione creata da Yolanda Díaz prima delle elezioni dello scorso anno, riempiendo il vuoto lasciato dal crollo nei consensi di Unidas Podemos.

La fede femminista della vicepresidente del governo, che ha lasciato la guida di Sumar dopo i magri risultati alle Europee di giugno, è stata messa ieri in discussione dall’opposizione: «Tutto suggerisce che la direzione di Sumar sapeva e ha messo il caso a tacere», ha detto uno dei leader del Partito popolare, Elías Bendodo.

 

elisa mouliaa 4

[…] Le dimissioni di Errejón, il quale ha ammesso solo generici «errori», rischia di dare la spallata finale a Sumar, che non riesce a governare una sinistra radicale molto frammentata. Non è un caso se gli attacchi più feroci siano arrivati non solo dall’estrema destra di Vox — «i politici di sinistra sono un gruppo di miserabili che si coprono a vicenda» ha detto Santiago Abascal — ma anche dagli ex amici di partito.

 

inigo errejon 6

Come Pablo Iglesias — «se ne parlava da un anno» ha detto — e la sua compagna Irene Montero, già leader di Podemos e oggi eurodeputata: «Porre fine all’impunità e rompere il silenzio non è facile perché finora troppe volte gli uomini sono stati protetti dal potere», ha commentato la «madre» della controversa legge del «solo sì è sì», che richiede un chiaro consenso a qualsiasi atto sessuale. Viene da chiedersi perché loro non abbiano parlato prima.

elisa mouliaa 3inigo errejon 3elisa mouliaa 2inigo errejon 1inigo errejon 2elisa mouliaa 1

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?