luigi di maio e matteo salvini

“OGNI VOLTA DEVO FARE UN ACCORDO CON QUELL’ALTRO”; “IO SONO QUELL’ALTRO? MI CHIAMO MATTEO” – DI MAIO E SALVINI LITIGANO SU TUTTO, ANCHE SULLE AUTONOMIE – 'LUIGINO' DEFINISCE LA LEGA “INSOPPORTABILE” – POI PROVA A SMUSSARE: “SALVINI NON SE LA PRENDA” - MA ZAIA ATTACCA: “SONO I NO DEI 5 STELLE A DANNEGGIARE IL MEZZOGIORNO”. E TRIA PROPONE LA “BANCA PER IL SUD”…

Alessandro Trocino per corriere.it

 

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO

Matteo Salvini è «quell’altro». La Lega «insopportabile». E c’è «un partito unico che vuole la caduta del governo». Luigi Di Maio ormai da tempo ha smesso ogni inibizione politica e racconta, con una certa durezza, il suo stato d’animo. E lo stato dei rapporti nel governo che, a leggere le cose dette dal vicepremier ma anche dai leghisti, risulta più tempestoso e litigioso di quello di una coppia sull’orlo della separazione. A condire il menu coniugale, la polemica quotidiana, che ieri si è concentrata sulla riforma delle autonomie.

 

 

 

La correzione: Matteo non se la prenda

L’occasione per lo sfogo è una riunione con gli attivisti, a Cosenza: «A volte dobbiamo subire l’atteggiamento della Lega che è insopportabile — dice Di Maio — Dopo le elezioni non avevamo alternativa: o andavamo all’opposizione o cercavamo di portare a casa il più possibile nelle peggiori condizioni. Ogni volta che si deve approvare un provvedimento, ci dobbiamo sedere a un tavolo io, Conte e quell’altro là e dobbiamo fare un accordo». La risposta di Salvini arriva ed è fattuale: «Mi ha definito quell’altro? Mah... Posso non stare simpatico ma ho un nome: mi chiamo Matteo». Ma di Di Maio prova a rasserenare: «Era una citazione di altri, Salvini non se la prende. Lavoriamo insieme, piuttosto».

salvini di maio

 

Grimoldi: dibattito surreale

Servirà sedersi, con calma, per portare a casa la riforma delle autonomie. Lo spunto delle polemiche nasce quando Di Maio, inaugurando l’Osservatorio per l’autonomia alla Federico II di Napoli, spiega: «Stiamo scrivendo una nuova autonomia, migliore.Nessuno può permettersi di indebolire il Centrosud». Pronta la replica del ministro leghista Erika Stefani: «Non capisco di quale nuovo testo sulle autonomie parli. Sento parlare di quest’osservatorio per la prima volta».

 

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

La controreplica è affidata al ministro per il Sud Barbara Lezzi: «Non comprendo l’appunto della Stefani, nessuno ha parlato di nuovo testo ma di una revisione. L’Osservatorio? Una libera iniziativa della società civile». Più sbrigativo il senatore Vincenzo Presutto: «La Stefani non si agiti». Ma la ministra non è l’unica ad agitarsi. Ecco Paolo Grimoldi: «Di Maio sta mettendo su un dibattito surreale, con insensati allarmi tra regioni di serie A e B». Luca Zaia sceglie di rispondere direttamente a Di Maio: «Sono i tuoi no a danneggiare il Sud».

 

matteo salvini luigi di maio

Molinari: la mozione Tav sfiducia a Conte

Intanto a Palazzo Chigi proseguono gli approfondimenti con le parti sociali in vista della manovra. Il ministro Giovanni Tria propone una «Banca per il Sud». Nome che, c’è da scommettersi, piacerà pochissimo alla Lega.

 

E Francesco D’Uva conferma quello che è stato anticipato oggi dai giornali: «Sì, la Lega ha chiesto di tenere fuori dalle indagini della commissione di inchiesta sui finanziamenti ai partiti le legislature antecedenti a quella del 2013, inclusa quella che fa riferimento all’inchiesta Belsito sui 49 milioni di euro». Riccardo Molinari, capogruppo Lega, rilancia la palla: «La mozione sulla Tav dei 5 Stelle? Una sfiducia a Conte». E sulla sicurezza bis, la Lega pensa di blindare il testo, con la fiducia, causa rischio di voti segreti.

CONTE SALVINI DI MAIO MOAVERO MATTARELLA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)