arrigo cipriani liz taylor

“ONASSIS SPACCAVA I PIATTI, LIZ TAYLOR BEVEVA TROPPO”. E SU HEMINGWAY… – I 90 ANNI DI ARRIGO CIPRIANI, STORICO PATRON DELL’HARRY’S BAR DI VENEZIA – "CACCIARI? SI ARRABBIA TROPPO. STREPITA. HA SCRITTO LIBRI MOLTO COMPLICATI. CALASSO MI DISSE: ANCH'IO NON LI CAPISCO; PERÒ LI VENDO" – BORDATE A MELONI E SALVINI (“ROVINATO DA FACEBOOK”) - "IL MOSE NON L'HANNO FATTO PER SALVARE VENEZIA, MA PER RUBARE – IL RISCALDAMENTO DEL PIANETA? SONO NEGAZIONISTA. LA PENSO COME RUBBIA E ZICHICHI: L'UOMO INCIDE SOLO PER IL 5%" – LA GAG CON L’AVVOCATO E QUELLA VOLTA CHE IN AMERICA FINI’ CON IL FIGLIO IN CELLA…

Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

«Le nobildonne erano stupende».

arrigo cipriani

 

Come mai, Arrigo Cipriani?

«Belle, ricche e parsimoniose».

 

Chi era la più bella?

«Una volta avrei detto Diana Cooper: portava cappelli enormi, non aveva mai preso un raggio di sole in vita sua. Ora direi la duchessa di Manchester. Aveva sposato un petroliere, poi un banchiere, infine il duca di Manchester: e ognuno le aveva lasciato qualcosa».

 

Tra le italiane?

«La contessa Morosini non perse mai una partita di poker. Diceva: vedo!, e poi, ogni volta: vinco io! L'avversario, intimidito, non osava chiedere alla contessa di mostrare le carte, e accettava di perdere. Era celebre per l'arte di riciclare i regali. A un matrimonio regalò un candelabro».

 

Cosa c'è di strano?

«Lo sposo replicò: quando glieli donai io, contessa, erano due. Un'altra volta Hemingway per renderle omaggio le comprò una scatola di caviale da mio padre. Il giorno dopo lei si presentò qui, e gliela rivendette».

 

Com' era Hemingway?

harry's bar 2

«Sono novant' anni che me lo chiedono. Hemingway era amico di mio padre, ma io ero un bambino, all'Harry' s Bar non mi facevano entrare, e non l'ho mai conosciuto».

 

Come mai non la facevano entrare?

«Perché era un posto per grandi, dove si lavorava. Il mio primo ricordo coincide con la prima volta in cui fui ammesso nel locale: presi una spremuta d'arancia.

Il secondo ricordo è quando papà mi diede in mano una pirofila per servire il risotto».

 

 

E lei?

«Mio padre mi diceva sempre: non fare domande, guarda e impara. Così guardai gli altri, e imparai a servire il risotto».

 

E qual è il suo primo ricordo pubblico?

«La liberazione. L'Harry' s Bar era stato requisito dai nazifascisti. Venezia era sprofondata da anni nel silenzio. L'arrivo dei liberatori fu la più bella emozione della mia vita».

arrigo cipriani harry s bar

 

Americani?

«Neozelandesi. Sbarcarono a San Marco con gli anfibi: non avevo mai visto una macchina che navigava. La città esplose in un boato. La gente si abbracciava, rideva, cantava, danzava. Fu meraviglioso».

 

Com' era la guerra?

«Oggi non se ne ha idea. Quella che vediamo in tv non è vera guerra».

 

Come non lo è? I russi stanno commettendo atrocità spaventose.

«Non ne dubito, ma noi italiani abbiamo vissuto di peggio. Bombardarono i depositi di benzina di Marghera. Mitragliavano la ferrovia tutti i giorni. Stavo andando a scuola, e un blindato tedesco tentò di schiacciarmi: per sfregio, per crudeltà. Mi salvai gettandomi in un fosso».

 

Com' era il fascismo?

«Orribile. Io sono un antifascista di destra. Il mio leader di riferimento è Winston Churchill. Ovviamente sono anche anticomunista. E da mezzo secolo mi oppongo a un'ideologia che per fortuna sta tramontando».

 

arrigo cipriani 3

Quale?

«Il Sessantotto. La rivoluzione dei ricchi. Siccome non erano poveri ma figli di papà, non avevano vere rivendicazioni; è stato solo un fatto di immagini, di parole. Ormai è vietato chiamare le cose e le persone con il loro nome. Non mi piacciono né i fanatici di destra, che inorridiscono a sentir nominare una persona di sinistra».

 

Ad esempio?

«A Venezia ho votato Casson: ha pure fatto il ricevimento di nozze qui all'Harry' s Bar E non mi piacciono i fanatici di sinistra, che se gli nomini Berlusconi ti guardano con disgusto».

 

Lei cosa pensa di Berlusconi?

«Un uomo molto intelligente».

 

harry's bar 3

Bossi o Salvini?

«Salvini è stato rovinato da Facebook, che io chiamo Fartbook, per cortesia non traduca. I social hanno dato voce a tutti, anche a chi non sa nulla. E i politici come Salvini ne sono stati travolti. Inseguendo la tendenza del momento, hanno perso contatto con la realtà. Zuckerberg meriterebbe una severa pena detentiva».

 

La Meloni?

«Fare l'opposizione è facile. Io posso parlare male del ristorante di fronte; ma devo offrire un menu migliore. Qual è il menu della Meloni? Qual è il suo programma di governo?».

 

Cacciari?

«Si arrabbia troppo. Strepita.

In tv lo sanno e lo invitano per questo. Ha scritto molti libri, molto complicati. Un giorno ne parlai con Calasso, che mi rispose: anch' io non li capisco; però li vendo».

 

Zaia o Brugnaro?

«Zaia è concreto, aderente al territorio. Brugnaro vive a Mogliano, conosce poco Venezia.

harry's bar 1

Adesso però è stato male, quindi tifo per lui».

 

Macron o Marine Le Pen?

«Voterei Macron. Anche se non lo trovo sincero. E considero questa Europa un fallimento».

 

 

Perché?

«Non mi convince Ursula von der Leyen. L'abbiamo vista abbracciata a Greta, ora in missione con il giubbotto antiproiettile. Io ho fatto il vaccino cinese a Dubai, e lei non l'ha riconosciuto: una scelta ideologica».

 

L'Europa è la nostra salvezza, non crede?

«No. I tedeschi, terrorizzati dal fantasma di Weimar e degli anni 20, hanno imposto la moneta unica e la deflazione. Ma un po' di inflazione faceva bene alla nostra economia».

 

arrigo cipriani 2

Direi che ora ci siamo

«Io sul futuro dell'Italia sono ottimista».

 

 

Perché?

«Perché ci sono gli italiani. Il popolo più straordinario del pianeta».

 

È ottimista anche sul futuro di Venezia?

«Sì, a patto che riportiamo in città gli abitanti, e il lavoro. A cominciare dall'artigianato, che qui ha una storia millenaria. A Lepanto abbiamo vinto perché l'Arsenale costruiva una nave in un giorno».

 

E l'acqua alta?

«C'è sempre stata; e ogni volta, anche nel 1966, noi abbiamo riaperto il locale il giorno dopo. L'acqua sale da sopra, pulisce, e refluisce. Il Mose non l'hanno fatto per salvare Venezia, ma per rubare».

 

liz taylor

E il riscaldamento del pianeta? Non crede che Greta abbia posto una questione epocale?

«Sono negazionista. La penso come Rubbia e Zichichi: l'uomo incide solo per il 5 per cento».

 

Come si arriva a novant' anni?

«Grazie al karate. L'ho imparato da due maestri: Hiroshi Sharai e Taiji Kase. Kase allenava i campioni italiani. Mi diceva: li batterei tutti; e aveva già sessant' anni».

liz taylor

 

Ha provato anche lo yoga?

«Sì, ma mi annoiavo: non riesco a stare fermo».

 

Orson Welles l'ha conosciuto?

«Lui sì. Grande carisma: da solo riempiva questa stanza. E grande appetito: appena lo vedevamo entrare, gli portavamo una bottiglia di Dom Perignon ghiacciato e dodici sandwich ai gamberetti. Una volta partì senza pagare. Lo inseguii in stazione. Mi disse: sali in treno con me, ti porto a Parigi!».

 

 

E lei?

arrigo cipriani 1

«Non potevo. Allora mi gettò un pacchetto di traveller check dal finestrino, gridandomi: fai tu la firma!».

 

Liz Taylor?

«Carina. Ma beveva troppo».

 

Onassis?

«Esibizionista. Pretendeva di spaccare i piatti, alla russa. Niarchos invece era un signore. Anche se lo yacht più bello era quello di Lopez».

 

Chi?

«Il padrone delle coste del Cile: il re del guano. Un giorno entrò il gansèr, quello che agganciava i barchini, sventolando tutto felice un biglietto da diecimila lire. Gliel'aveva dato Lopez: aveva letto male la scritta sul berretto, e pensava fosse un malato di cancro».

aristotele onassis jacqueline kennedy

 

Agnelli?

«Ogni volta mi chiedeva come stava mia zia Gabriella, che dirigeva la locanda sull'isola di Torcello. E io: grazie Avvocato, sta benissimo!».

 

Come stava zia Gabriella?

«Era morta da anni. Ma perché dovevo dare una cattiva notizia ad Agnelli? Già aveva imparato il nome di mia zia».

 

Leggendaria anche la contessa Venini.

«Nel 1976 tremò il Friuli, si sentì anche qui. Tutti fuggirono, cadevano i quadri, e lei: mio buon Cipriani, cos' è questa confusione? Il terremoto, contessa. "Ah, che cosa spiacevole!"».

 

Carla Cipriani, sua sorella, sposò Tinto Brass.

«Un uomo di talento. Ma Carla lo aiutava molto sul set».

 

Lei dove paga le tasse?

«Rigorosamente in Italia».

arrigo cipriani 4

 

In America però la misero in gabbia.

«Per cinque ore, con mio figlio. Quando arrivò il giudice, con cui patteggiai dieci milioni, si scusò per l'attesa. E mio figlio: "Io invece la ringrazio, perché non ho mai passato tanto tempo con papà in vita mia". Si chiama Giuseppe come mio padre, e ha lo stesso talento. Mio padre ha fatto l'Harry' s Bar, mio figlio ha fatto l'espansione internazionale».

 

E lei?

«Ho passato la mia vita in questa stanza, tra i tavolini bassi, le posate piccole, le tovaglie di lino, il pavimento riscaldato a 19 gradi, le finestre studiate per cambiare l'aria diciassette volte in un'ora Quelli del comitato tecnico scientifico non hanno la minima idea di come funziona un ristorante».

 

Continua a non amare i grandi chef?

Mose Venezia

«Le stelle sono finite. Si torna agli ingredienti, alle materie prime, alle ricette classiche. La vera innovazione è riscoprire la tradizione. Il miglior ristorante di Milano per me non è uno stellato, è Bice».

 

Cosa c'è nell'Aldilà?

«Nulla. La vita eterna è un'illusione».

Quindi Dio non esiste?

«La Chiesa nasce da una finzione, che però ha prodotto San Marco e gli altri gioielli di questa città: la più bella del mondo».

arrigo cipriani 10arrigo cipriani 7cacciariarrigo cipriani coverarrigo cipriani 12arrigo cipriani 6arrigo cipriani harry's bar 2arrigo cipriani e elena bonelliARRIGO CIPRIANIarrigo cipriani 8

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…