libero milone papa francesco

“IL PAPA MI DISSE: NON SI FACCIA MAI IMPRESSIONARE…” – LA VERSIONE DELL’EX REVISORE DEI CONTI DEL VATICANO, LIBERO MILONE, CHE CON IL SUO EX COLLABORATORE, FERRUCCIO PANICCO, HA FATTO CAUSA ALLA SANTA SEDE, CHIEDENDO 9,3 MILIONI DI EURO DI DANNI PER LE “DIMISSIONI ESTORTE” NEL 2017 – GIANLUIGI NUZZI: “MILONE DENUNCIA DEPISTAGGI, INSABBIAMENTI, MICROSPIE E MINACCE PER BLOCCARE LE INDAGINI AVVIATE SUI CONTI DEL VATICANO PER ORDINE DI FRANCESCO E CHE PORTARONO A EVIDENZIARE DISTRAZIONI DI DENARO, PACCHI DI BANCONOTE IN BORSE DELLA SPESA DI CARDINALI, DUBBIE COMPRAVENDITE IMMOBILIARI”

Gianluigi Nuzzi per “La Stampa”

 

LIBERO MILONE PAPA FRANCESCO

Manomissioni, depistaggi, insabbiamenti, microspie e minacce per bloccare le indagini avviate sui conti del Vaticano per ordine di papa Francesco e che portarono a evidenziare distrazioni di denaro, pacchi di banconote in contanti infilate in borse della spesa di cardinali, pagamenti indebiti, dubbie compravendite immobiliari.

 

L'ex revisore generale dei sacri palazzi Libero Milone - nato all'Aja nel 1938, uomo finora defilato, cresciuto a numeri e relazioni dopo aver fondato Deloitte Italia e aver lavorato in quel gruppo per 32 anni - dopo meline tra diplomazia e mezzi silenzi svela un'inquietante trama che avrebbe portato alla sua estromissione nel giugno del 2017. «Mi dissero o se ne va o l'arrestiamo».

 

LIBERO MILONE

All'epoca si disse che era indagato per peculato, spionaggio, ma l'indagine forse mai nemmeno esistita non partorì nulla. Oggi, invece, saputo che l'inchiesta è stata riaperta, decide di andare in contropiede. Chiede, insieme al suo vice dell'epoca Ferruccio Panicco, 9.278.000 euro di danni in sede civile, una «domanda giudiziale» diretta contro la segreteria di Stato, nella persona del cardinale Pietro Parolin, e dello stesso ufficio del Revisore.

 

Panicco - in più - addita al Vaticano il peggioramento della sua malattia, un cancro alla prostata, perché il fascicolo medico gli venne sequestrato con l'estromissione, e mai riconsegnato, ritardando le cure: «Statisticamente non ho speranze di guarigione - dice in videoconferenza -. Penso che loro siano colpevoli, non dolosamente, di avermi condannato a morte senza motivo dopo una lenta e significativa sofferenza. Mi hanno tolto dai 10 ai 15 anni di vita».

 

LIBERO MILONE PAPA FRANCESCO

Tra gli stucchi dello studio del loro avvocato, il professor Romano Vaccarella, per tre ore Milone spiega cosa avrebbe scoperto da quando nel giugno 2015 Bergoglio lo incontrò nella saletta d'attesa a piano terra della residenza di Santa Marta. «Non si faccia mai impressionare - mi disse il santo padre - ma di fronte a quanto emergeva... Davamo troppo fastidio a quel groviglio di interessi e di assetti di potere sui quali avevamo messo le mani. Ci hanno trattato nel peggiore dei modi, persino sputato in faccia».

 

In una chiavetta usb consegna 15 documenti. Tra questi, «Traccia per i giornalisti» accende un faro su due aspetti: da una parte i depistaggi con tanto di manomissione del suo pc, introduzione dello spyware Mirror in quello della segretaria, e la scoperta di una microspia infilata nella parete alle spalle della scrivania, dall'altra quanto via via emergeva tra anomalie, irregolarità e presunti fondi neri.

LIBERO MILONE

 

Convitato di pietra è certamente il cardinale Angelo Becciu, al quale Milone attribuisce molte responsabilità, il quale ha già annunciato tramite legali che querelerà il manager per le «ricostruzioni completamente infondate» visto che, a suo dire, «Milone non godeva più della fiducia del Papa».

 

Il caso più eclatante potremo chiamarlo «Londra 1», si tratta dell'acquisto di un palazzo nella capitale inglese messo a bilancio dell'Apsa - la cassa centrale vaticana - per 96 milioni, proposto dalla Cb Richard Ellis dopo che era stato attivato mister Barroweliff, consulente dell'immobiliare Grolux controllata da Oltretevere.

 

giovanni angelo becciu

L'affare per Milone è opaco, il palazzo sovrastimato, l'acquisto - tramite trust del Jersey - senza il parere necessario della segreteria per l'Economia. Storia che ricorda molto lo scandalo per un'altra compravendita sempre a Londra e che poi ha portato a un processo contro Becciu ancora in corso. Nel settore immobiliare Milone evidenzia «una distrazione di fondi di 800 mila euro - accusa sempre l'ex revisore - su una proprietà agricola alle porte di Roma, in via Laurentina 1351, dove avevano casa il cardinale Domenico Calcagno e il cardinale Nicora», «tra prestiti dell'Apsa presieduta da Calcagno non restituiti» e mancati pagamenti.

 

LIBERO MILONE

Indice puntato per un presunto occultamento di fondi di somme ricevute da donatori a livello mondiale alla parte Congregazione per la Dottrina della Fede: 250 mila euro versati su un conto Ior, dell'allora prefetto, e altrettanti trovati in mazzette di banconote in una busta di plastica nell'ufficio del prefetto: «Ogni tanto quella busta se la portava a casa», ripete Milone.

 

La lista è ancora lunga e Milone ripete sempre senza mezzi termini che quanto emerso all'epoca lo condivise con il Santo Padre o con il segretario di Stato. Presunte distrazioni di fondi nel Pontificio Consiglio per la Famiglia, conflitti d'interesse in Apsa e alla Prefettura degli Affari economici sino ai 2,5 milioni arrivati all'ospedale Bambino Gesù dalla fondazione panamense Bajola Parisani per costruire un padiglione: «Abbiamo trovato solo una targa appesa su un muro», dice Milone, ma dal nosocomio fanno sapere che quei soldi sono stati impegnati in lavori edili in diversi corpi della struttura.

 

ANGELO BECCIU E PAPA BERGOGLIO

Sempre lì emerge poi la storia di un bonifico da 500 mila euro destinato in parte a una società di marketing di un dipendente che avrebbe svelato come una tranche da 240 mila euro «andava a partiti politici», prima delle elezioni del 2013. Secondo l'ex revisore l'allora capo della gendarmeria, Domenico Giani, avrebbe fatto utilizzare nel giugno del 2016 fondi del suo ufficio per pagare la quota da 176 mila euro di ristrutturazione della casa dove viveva di proprietà del Vaticano, ma persone a lui vicine dicono che l'ex militare è tranquillo, convinto della regolarità della scelta.

 

Senza dimenticare i prezzi irrisori di una locazione nel contratto a un noto giornalista che avrebbe garantito di pagare la differenza con il valore di mercato tramite beneficenza «ma ho controllato - chiosa - e non lo ha fatto». Ma questo nome e molti altri non vengono fatti.

 

Articoli correlati

UNA NUOVA BOMBA ESPLODE IN VATICANO - L'EX REVISORE DEI CONTI DI OLTRETEVERE, LIBERO MILONE...

 

 

 

 

 

Giovanni Angelo Becciu

 

PAPA FRANCESCO BERGOGLIO DOMENICO GIANI

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...