natalia aspesi

“IL PASSATO SARÀ STATO ANCHE MEGLIO MA IL PRESENTE NON SBAGLIA MAI” – LA GRANDE NATALIA ASPESI, 92 ANNI, SI RACCONTA A MARIO CALABRESI – “IO NON RICORDO NULLA. IL PASSATO NON MI INTERESSA. IL RIMPIANTO PER I BEI TEMPI PERDUTI? IO NON LI HO PERDUTI, LI HO AVUTI. IL FUTURO PENSO DI AVERLO, SAPENDO CHE NON CE L’HO, MA SONO DUE COSE CHE STANNO INSIEME. IL SOGNO DOPO IL LOCKDOWN? ANDARE ALLA “RINASCENTE” PER…”

IL PODCAST CON L'INTERVISTA INTEGRALE A NATALIA ASPESI

 

Mario Calabresi per "Altre Storie"

 

natalia aspesi

“Passato o Futuro?”, è la domanda che faccio a chiunque si iscriva a questa newsletter e, fin dall’inizio, il passato è in leggero ma costante vantaggio sul futuro. Forse perché è più rassicurante, non contiene incognite e i ricordi spesso tengono compagnia. Ci voleva una donna che sta per compiere 92 anni, Natalia Aspesi, per darmi una risposta diversa: il presente. «Quello che conta è il presente. Il passato sarà stato anche meglio ma il presente non sbaglia mai».

 

Sono tornato da Natalia, che avevo raccontato qui a novembre, perché volevo intervistarla ancora per avere la sua voce nel mio podcast (se cliccate qui potete ascoltarla). Per chiederle qual è il segreto per arrivare a 92 anni con lo spirito che ha lei. Mi ha risposto decisa: «La curiosità» e mi ha raccontato che continua a coltivare il futuro e che la cosa che la fa più arrabbiare è che «siamo sempre lamentosi».

 

la libreria di natalia aspesi

«Quello che mi impressiona è la mancanza di voglia di speranza. Cioè nessuno è più positivo, nessuno è più ottimista, tutti vedono il nero».

Ecco alcuni passaggi dell’intervista, proprio sul tema che a me e a lei sta più a cuore.

 

Per te che cos’è il futuro?

«Beh, intanto cosa mangerò stasera che è già un problema, ci devo ancora pensare. Ma poi, sai, i sogni li faccio lo stesso. Io, in fondo, penso di averlo il futuro, sapendo che non ce l’ho, ma sono due cose che stanno insieme».

 

natalia aspesi 1

Quanto tempo occupano i ricordi e il passato nelle tue giornate?

«Io non ricordo niente, nulla: non solo ho dimenticato nel vero senso della parola, ma poi per me il passato è passato, non mi interessa».

 

Forse è questa la tua forza, che vivi nel presente e nel futuro.

«Chissà il futuro. Il presente di sicuro. Io non mi metto mai a dire: “Oh come era bello”».

Non li rimpiangi mai “i bei tempi perduti”?

«No, non li ho perduti, li ho avuti. Non li ricordo ma ci sono stati e fanno parte anche del mio presente, di quello che sono. Però non ho tempo per i ricordi».

 

Natalia Aspesi in un’immagine degli anni Settanta

Ma davvero c’erano, secondo te, i bei tempi?

«Sai io credo che ognuno li abbia, sono i tempi della giovinezza. Io, per esempio, sono felicissima di essere vecchia, perché ho vissuto la guerra che mi ha forgiato, mi ha insegnato a essere sicura di me perché mia madre mi abbandonava, in quanto doveva lavorare, e io andavo in giro da sola nella Milano bombardata. Poi la fine della guerra, l’inizio della ricostruzione, la gioia della libertà. Gli anni anche duri, che sono stati quelli del terrorismo. Però c’era lo stesso tantissima speranza e, soprattutto, è nato il femminismo».

Una fotografia di Natalia Aspesi risalente agli anni Ottanta appoggiata su un ripiano della sua libreria

 

A questo punto parliamo delle conquiste del femminismo e delle critiche ripetute che lei fa a quello che definisce il “femminismo vittimista” che perde di vista le cose importanti e qui torna a parlare dell’importanza del presente.

 

«È il presente che conta, non come lo vedo io, ma come lo vive la gente. Quando io faccio questi discorsi sulle donne, io so di sbagliare. Li faccio perché voglio mantenere il mio pensiero, ma io so che ha ragione chi fa altro, lo so, perché il presente è più forte e deve essere più forte del passato. Il passato sarà stato anche meglio ma il presente non sbaglia».

Natalia Aspesi

 

Nella lunga intervista per il podcast mi parla del suo amore per i libri, che invadono ogni angolo della sua casa, delle migliaia di lettere della “Posta del cuore” del Venerdì di Repubblica che ha conservato, e del colpo di fulmine per il cinema, scattato quando aveva cinque anni e la mamma, per lavorare, la lasciava insieme alla sorella al cinema ogni pomeriggio.

 

Infine, parliamo dei suoi sogni dopo il lockdown, dopo un anno passato in casa.

«Ho un sogno: andare alla Rinascente. Sto pensando di comprarmi uno di quei seggiolini che usano i vecchi signori che giocano al golf per andare alla Rinascente e potermi fermare davanti ai banchetti di lenzuola, di posate, di tutto ciò che riguarda la casa. Un’altra cosa che vorrei assolutamente fare è andare al Victoria and Albert Museum e poi, sempre a Londra, alla Tate Modern e visitarle per l’ennesima volta. Sì, quello è un mio desiderio e poi tornare giù nella mia casetta in Salento, a vedere i nuovi alberi che ho piantato».

Natalia Aspesi alle spalle del pm Antonio Di Pietro NATALIA ASPESINatalia Aspesi con Antonio Sirtori, suo compagno per 38 anni, scomparso nel 2012 NATALIA ASPESIil premiolino 2016 natalia aspesi e l'avv. cesare rimininatalia aspesiNatalia Aspesi l fidanzato Giorgio (in giacca bianca) nel 1974. 61natalia aspesinatalia aspesiNatalia Aspesi bambina in braccio alla madre, con la sorella Maria Pia Natalia Aspesi

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