paladino conte

“PLAZA” PULITA - CESARE PALADINO, PADRE DELLA FIDANZATA DI GIUSEPPE CONTE, HA PATTEGGIATO PER L’ACCUSA DI NON AVER VERSATO 2 MILIONI DI EURO DI TASSA DI SOGGIORNO: UN ANNO, 2 MESI E 7 GIORNI LA PENA CONCORDATA - L’IMPRENDITORE, AMMINISTRATORE DI "UNIONE ESERCIZI ALBERGHIERI" (CHE GESTISCE IL GRAND HOTEL PLAZA), HA RESTITUITO I SOLDI MA IL COMUNE PUÒ CHIEDERGLI 300 MILA EURO DI INTERESSI

Francesco Salvatore per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

OLIVIA E CESARE PALADINO

Tanto per cominciare ha restituito il maltolto. Non una cifra di poco conto ma poco di più di due milioni di euro, pari all' intero importo di cui è accusato di essersi appropriato. Da amministratore unico dell' Unione esercizi alberghieri, la società che gestisce il Grand Hotel Plaza, Cesare Paladino per ben quattro anni non ha versato la tassa di soggiorno destinata alle casse del Campidoglio, che era stata pagata però dai turisti che hanno alloggiato nella sua struttura.

 

E sulla base di questo ammanco il pubblico ministero Alberto Pioletti gli ha contestato il reato di peculato. Adesso però la vicenda è in via di definizione, visto che dopo la restituzione la procura ha dato l' ok alla richiesta di patteggiamento: un anno, 2 mesi e 7 giorni la pena concordata tra le parti.

GIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINO

 

La palla quindi ora passa al gup, che prenderà la decisione in un' udienza il prossimo mese. Nulla osta comunque dal concederlo. Il giudice, ad ogni modo, ha piena facoltà di rigettare la proposta di patteggiamento e decidere per il rito ordinario con l' eventuale rinvio a giudizio o l' assoluzione.

 

Della partita sarà anche il Comune di Roma, che ha chiesto di costituirsi parte civile. A Paladino, suocero del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fidanzato con la figlia Olivia, il Campidoglio potrebbe chiedere i mancati interessi che ammontano ad una cifra di circa 300mila euro. La somma comunque non è oggetto del processo, e spetterà in caso al Comune stesso, se ne ritiene la necessità, richiederla in sede civile.

 

GIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINO

Tornando alle accuse, l' imprenditore alberghiero si sarebbe illecitamente appropriato di oltre 300 mila euro per l' anno 2014, di oltre un milione e 500mila euro per gli anni 2015, 2016 e 2017 e di circa 88 mila euro per il 2018 per un totale di 2 milioni 47mila euro. La cifra gli è stata sequestrata, in via preventiva, dal gip nel giugno dello scorso anno. La normativa sul contributo di soggiorno per i turisti che visitano Roma risale al 2010.

 

A stabilirla è stata una delibera del consiglio comunale, con la quale si è assegnato, a seconda del tipo di struttura turistica - dagli alberghi a una o più stelle ai bed and breakfast - un costo al giorno per ogni visitatore. Il tariffario varia dai 3 ai 7 euro a persona al giorno.

 

CESARE PALADINO E EWA AULIN

Il Grand Hotel Plaza, situato in via del Corso, cinque stelle, è nella fascia più alta.

A segnalare questa e altre vicende alla procura, visto che sono decine i casi di albergatori che si sono intascati la tassa di soggiorno, è stato proprio il Campidoglio. Il dipartimento Risorse economiche, dopo una verifica sui conti, ha accertato che gli incassi erano inferiori a quanto atteso e denunciato tutto quanto. Il pubblico ministero Alberto Pioletti, coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, ha delegato le indagini alla Finanza.

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