andrea kerbaker

“E POI CI SONO I LIBRI FANTASMA, QUELLI CHE SPARISCONO DALLA CIRCOLAZIONE PER NON RIAPPARIRE MAI PIÙ” – ANDREA KERBAKER DEDICA UN SAGGIO AI LIBRI CHE “ESISTONO E NON ESISTONO” – “IL SIGNOR W.H. AUDEN CONSIDERA QUESTE CINQUE POESIE UNA SPAZZATURA CHE SI VERGOGNA DI AVER SCRITTO” - "PERCHÈ GUARIREMO" DEL MINISTRO SPERANZA E RITIRATO DALLE LIBRERIE - IL LIBRO DI STEPHEN KING, RINNEGATO DALL'AUTORE PERCHÈ...

Paolo Di Stefano per il “Corriere della Sera”

 

kasa dei libri 1

«E poi ci sono loro: i libri fantasma - quelli che, dopo una vita più o meno effimera, spariscono dalla circolazione per non riapparire mai più»: sono libri di bassa tiratura, in genere pubblicati a spese dell'autore, dunque introvabili o quasi.

 

Ai libri che, «come gli spettri, esistono e non esistono» Andrea Kerbaker ha dedicato il suo nuovo saggio narrativo, La vita segreta dei libri fantasma (Salani). Va da sé che questi spettri abitano, quasi tutti, nella Kasa dei Libri di Kerbaker, a Milano, dove si trovano rarità di ogni tipo, intere biblioteche e carte autografe di scrittori e critici del secolo scorso.

 

kasa dei libri 9

Si inizia con un fantasma mancato, Auden, che dopo aver ripudiato le poesie giovanili impedendone una ristampa, nel 1964 ci ha ripensato e ha concesso che entrassero in una antologia della Penguin, ma con una avvertenza: «Il Signor W.H. Auden considera queste cinque poesie una spazzatura che si vergogna di aver scritto».

 

Mica male come inizio. E mica male la fine, con Dino Campana. La vicenda è nota ed è una delle più drammatiche vicende della storia editoriale.

 

Il più lungo giorno era il titolo del manoscritto «originario» dei Canti orfici, che il poeta matto Campana nel dicembre 1913 consegnò a Giovanni Papini e Ardengo Soffici, presentandosi logoro e stracciato nella redazione della rivista «Lacerba» dopo aver raggiunto, forse a piedi, Firenze.

kasa dei libri 13

 

Seguì una serie di lettere senza risposte e poi un grottesco rimpallo di responsabilità tra i due illustri critici-scrittori al termine del quale il manoscritto venne dichiarato irrimediabilmente perduto.

 

Di quelle carte il povero Dino non possedeva alcuna copia; dunque, dopo aver minacciato di vendicarsi e di raggiungere con un coltellaccio i due inqualificabili letterati, si rifugiò tra i monti per riscrivere il suo libro «a memoria» (questo, almeno, è il suo racconto). Fatto sta che il libro, con il titolo che conosciamo, sarebbe uscito, pressoché invisibile, a spese dell'autore nel giugno 1914 costringendo Campana a circolare nei caffè di Firenze e Bologna per venderne qualche copia.

kasa dei libri 10

 

Tuttavia, improvvisamente (e misteriosamente) nel 1971 il quaderno perduto venne ritrovato in una soffitta di casa Soffici con grande (e sospetta) sorpresa della moglie di Ardengo.

 

Mario Luzi diede notizia della scoperta sul «Corriere» e nel 1973 una preziosa edizione anastatica avrebbe riprodotto in due volumi il manoscritto «originario» che aveva tanto fatto penare Campana. Tiratura di mille copie numerate.

 

kasa dei libri 11

Sotto il titolo Oddio, cosa ho scritto , Kerbaker colloca alcune affascinanti storie di pentimento essenzialmente politico. Il ventunenne Vitaliano Brancati si vergognò di due fascistissime opere teatrali, così come Indro Montanelli nel 1936 avrebbe ripudiato per lo stesso motivo un suo romanzo, Primo tempo.

 

E poi, ecco un Ignazio Silone che parla solo tedesco, perché i suoi cinque racconti pubblicati nel 1934 a Zurigo con il titolo Die Reise nach Paris («Il viaggio a Parigi»), prima di scomparire nel nulla, uscirono solo in traduzione (anche francese, olandese e inglese) e mai in italiano.

 

La cosa sorprendente è che George Orwell curò per la Bbc una versione radiofonica di uno dei testi, La volpe. E nel 1992, quando il paese di Silone, Pescina, si propose di pubblicare in italiano quei racconti remoti dovette farli ritradurre dal tedesco perché gli originali erano andati perduti.

 

kasa dei libri 3

Sono tutte strane storie umane, piccole e grandi, quelle che hanno per protagonisti i libri rinnegati, a torto o a ragione, da autori illustri: J.D. Salinger, Stephen King (che ritirò il suo libro perché ispirava feroci atti di violenza) fino a (udite udite!) l'allora ministro Roberto Speranza, il cui pamphlet sulla «sanità circolare», con il suo titolo ottimistico (Perché guariremo) è finito in magazzino non appena stampato da Feltrinelli, in piena pandemia.

 

I motivi strettamente letterari, insomma, sono più rari delle ragioni di opportunità politica, compresa la censura: quella che sotto il regime suggerì a Natalia Ginzburg di adottare uno pseudonimo (Alessandra Tornimparte), come accadde a Giorgio Bassani (Giacomo Marchi) e ad Alberto Vigevani (Tullio Righi), autore del primo romanzo resistenziale, I compagni di settembre , stampato a Lugano nel 1944.

 

kasa dei libri 6

Il capitolo che chiude questa sorta di (quasi) «Trentanovelle» sui libri diletti di Kerbaker riguarda i «libri di letti», quelli che sono scomparsi in virtù del comune (o individuale) senso del pudore. Il caso più surreale? Quando i figli di Mishima impedirono l'uscita del romanzo di un amico del loro padre che ricordava di aver avuto una relazione con il giovane Yukio nel 1951. Erano passati cinquant' anni. Ma il tempo che passa non sempre basta a rendere giustizia ai libri fantasma, diletti e di letti. I più fortunati hanno trovato Kasa.

kasa dei libri 4kasa dei libri 5kasa dei libri 7

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…