pistola alla testa

“PROF MI METTE TROPPE NOTE”. E GLI PUNTA LA PISTOLA (FINTA) ALLA TESTA – E’ ACCADUTO IN PROVINCIA DI FIRENZE: UN 15ENNE DI ORIGINE STRANIERA HA FATTO IL BULLO CON IL DOCENTE, MENTRE I COMPAGNI LO RIPRENDEVANO CON GLI SMARTPHONE - IL PROFESSORE NON HA SPORTO DENUNCIA, MA LA SCUOLA HA SEGNALATO L'EPISODIO ALL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA. E LA PROCURA PER I MINORI HA IPOTIZZATO NEI CONFRONTI DEL RAGAZZINO I REATI DI MINACCE AGGRAVATE E INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO – E SEMBRA CHE CI SIANO DEI PRECEDENTI…

Valentina Errante per “il Messaggero”

 

pistola in mano a un minorenne

«Prof, dobbiamo regolare una questione: mi ha messo troppe note e sta sbagliando, così non va». I compagni di classe lo riprendono con gli smartphone mentre si alza e si avvicina alla cattedra. E quando arriva davanti al professore di matematica tira fuori la pistola da dietro la schiena, gliela punta alla tempia e lo sfida. I compagni ridono, il docente resta immobile.

 

Lui ha 15 anni, è di origine straniera e frequenta un istituto tecnico del Fiorentino, la pistola era solo un giocattolo, anche se non aveva il tappo rosso. Ma adesso il minorenne è indagato, sebbene continui a ripetere che quello era solo uno scherzo, come riporta il Corriere fiorentino.

colpo di pistola da un minore

 

LA SEGNALAZIONE

Il professore non ha sporto denuncia, ma la scuola ha segnalato l'episodio all'autorità giudiziaria. E la Procura per i minori ha ipotizzato nei confronti del ragazzino i reati di minacce aggravate dall'aver agito per motivi di bullismo ai danni di un incaricato di pubblico servizio e l'interruzione di pubblico servizio, ossia la lezione. Per due volte la polizia si è presentata in casa dello studente: la prima alla ricerca di armi, che non sono state trovate, la seconda per sequestrargli il telefonino e verificare se ci siano altri video dello stesso tenore. «Era solo uno scherzo», continua a ripetere il ragazzo.

 

L'INCHIESTA

STUDENTI

Adesso, le indagini, coordinate dal procuratore capo dei Minori Antonio Sangermano, partiranno dal video, postato anche nella chat della scuola da alcuni compagni, e dal telefonino. La procura intende ricostruire la vicenda e accertare quali provvedimenti disciplinari nei confronti del minorenne abbia adottato la scuola, anche in passato. Le verifiche puntano a chiarire anche se lo studente avesse spesso questi atteggiamenti e se, come risulterebbe da alcune testimonianze, abbia avuto un contegno minaccioso anche nei confronti di altri docenti.

 

Sembra che ci siano dei precedenti, anche se più lievi: avrebbe interrotto e offeso altri insegnanti, sempre donne. E scenderanno in campo anche gli assistenti sociali per le verifiche sul contesto familiare nel quale vive il quindicenne, che secondo il racconto di alcuni ragazzi, nell'ultimo periodo, se ne andava in giro con fare da boss per i corridoi della scuola, con la pistola infilata nella cintura dei pantaloni sulla schiena.

studenti annoiati

 

«È una situazione molto delicata ed è stata segnalata subito alla Procura per i minori dice il dirigente dell'istituto tecnico al Corriere fiorentino già in passato, il consiglio di classe aveva adottato una serie di provvedimenti disciplinari nei confronti dello studente. La scuola svolge una funzione educativa e anche in questa situazione, si è mossa immediatamente. Ora attendiamo l'esito delle indagini della magistratura».

 

IL PRECEDENTE

PISTOLA GIOCATTOLO

Era già accaduto a Pontedera, nel Pisano nel 2018. In quell'occasione, un diciassettenne, studente di un istituto superiore, aveva reagito a un energico richiamo del docente avvicinandosi alla cattedra, puntandogli un'arma, anche quella giocattolo, e intimandogli di alzare le mani e abbassare la testa. Salvo poi rivelare che la pistola non era in grado di aprire il fuoco. Il ragazzo era stato sospeso, aveva perso l'anno scolastico ed era finito sotto accusa per violenza privata e oltraggio all'insegnante nell'esercizio delle sue funzioni.

 

Ma poi, in udienza preliminare, anche il pubblico ministero, all'esito della discussione davanti il gup, aveva chiesto il non luogo a procedere aprendo le porte alla possibilità del perdono giudiziale, all'ex studente intanto diventato maggiorenne. A salvarlo l'atteggiamento assunto nei due anni trascorsi da quell'episodio: non ha più commesso alcun reato, ha mantenuto una condotta corretta e rispettosa, manifestando quindi di aver compiuto un percorso durante il quale, per il Tribunale, ha preso la piena consapevolezza dell'errore commesso.

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