zingari rom campo

“SE I ROM HANNO LA CITTADINANZA ITALIANA SONO UGUALI A NOI O NO?” - LA DOMANDA CHE FORMIGLI HA POSTO A UN RAGAZZO DI CASAL BRUCIATO A “PIAZZAPULITA” SCATENA “LA VERITÀ”: “NO, NON SONO UGUALI. SE QUESTA UGUAGLIANZA CI FOSSE, CHI ESCE DA UN CAMPO ROM NON OTTERREBBE 18 PUNTI UTILI A SCALARE LA GRADUATORIA DELLE CASE POPOLARI, COME ACCADUTO A CASAL BRUCIATO. E NON SAREBBE TOLLERATA L'ILLEGALITÀ COSTANTE IN CUI ALMENO 26.000 ROM VIVONO NELLE VARIE BARACCOPOLI” - VIDEO

 

Francesco Borgonovo per “la Verità”

 

formigli

«Alcuni rom sono italiani, ma uguali a noi non è il termine più giusto», dice Simone, romano di Casal Bruciato, durante la puntata di Piazzapulita. Il pubblico si scioglie in un applauso, e il conduttore Corrado Formigli non se ne fa una ragione. Prima, durante la diretta, rimprovera i presenti in studio. Poi ribadisce la sua indignazione su Twitter: «L'applauso sul fatto che un rom non è uguale a noi, anche se è cittadino italiano, mi fa paura», scrive. «Cosa sta succedendo? E quanto è pericoloso alimentare questo tipo di pensiero? Non si può applaudire qualcuno che certifica che due esseri umani non sono uguali».

 

CASSONETTI ZINGARI

Il fatto, però, è che c' è poco da sconvolgersi. Formigli, in trasmissione, ha posto una domanda diretta («Se i rom hanno la cittadinanza italiana sono uguali a te o no?») che richiede una risposta diretta. Una risposta brutale, se volete, ma vera. No, purtroppo i rom non sono uguali a tutti gli altri. Se hanno la cittadinanza, ovviamente, sono italiani. Ma, proprio come ha detto con semplicità Simone, «uguali non è il termine più corretto».

 

Attenti: qui il razzismo non c' entra proprio nulla. A certificare la diversità è, tra gli altri, l'Unione europea, che considera i rom «la principale minoranza in Europa». Anzi, è lo stesso popolo romanì a ritenersi diverso. Non per nulla, chi non appartiene alla comunità viene chiamato «gagè», termine che indica la non appartenenza alla «dimensione romanì». Come ha spiegato lo storico Leonardo Piasere, «i gagé sono gli altri per definizione». Il problema sta tutto qui.

 

ZINGARI ELEMOSINA

Si può parlare fino allo sfinimento di «integrazione» e di «uguaglianza», ma è evidente che una minoranza etnica, in quanto tale, tenderà a percepirsi come diversa dagli altri cittadini, e a rivendicare la sua particolare identità. Proprio a tutelare questa identità servono le numerose misure che l'Ue, nel corso degli anni, ha adottato nei confronti della popolazione romanì. Ed è sempre per questioni identitarie che, in Italia, è così difficile risolvere l'enorme disastro rappresentato dai campi rom.

 

CAMPO ZINGARI VIA DI SALONE

Intendiamoci: non c'è niente di male a voler proteggere la propria cultura. Di più: è fondamentale che ogni popolo possa far valere il proprio carattere e possa preservare la propria anima. Santino Spinelli, intellettuale e musicista rom, ha dichiarato in un'intervista qualche tempo fa: «Io sono orgogliosissimo di essere rom poiché appartengo ad un'etnia che è depositaria di una storia, di una lingua, di una cultura, di una letteratura, di un' arte, di una gastronomia, di una ricchezza di tradizioni, di racconti e di proverbi che sono un patrimonio per l'intera umanità. Il mondo culturale e artistico romanò va conosciuto per essere apprezzato».

 

suk degli zingari

Parlando appunto di questo «mondo culturale», Spinelli ha spiegato che si tratta di «una nazione senza Stato e senza territorio. I confini di questa nazione sono delineati dalla diffusione stessa, in tutti i continenti, delle comunità romanes con il loro bagaglio linguistico e culturale». Dunque sì, «i rom non sono uguali a noi». Loro stessi si definiscono «nazione». E, chiaramente, questa nazione non è esattamente la stessa a cui fanno riferimento gli altri italiani. Come dicevamo, hanno tutto il diritto di proteggere la loro originalità, e non vanno certo discriminati in virtù della loro appartenenza.

 

Non vanno giustificati e non si dovrebbero ripetere episodi come quello avvenuto a Napoli, dove sette bambini e due donne rom sono stati presi a sputi e insultati all' uscita di un cinema (dove li avevano accompagnati due operatrici di una cooperativa sociale) da una banda di ragazzini. Come spesso avviene quando si parla di minoranze, tuttavia, la giusta difesa di una identità si trasforma facilmente in vittimismo.

suk degli zingari 4

 

La nostra società è ossessionata dai diritti (o presunti tali) dei gruppi minoritari, che sono sempre descritti - a prescindere - come vittime di persecuzione e di razzismo. Per timore di urtarne la sensibilità e di passare per cattivi, succede che alle minoranze si riservino trattamenti di favore. Ecco perché anche gli italiani «non si sentono uguali ai rom».

 

Se questa uguaglianza ci fosse, chi esce da un campo rom o da un centro di accoglienza non otterrebbe 18 punti utili a scalare la graduatoria delle case popolari, come accaduto a Casal Bruciato. Se l' uguaglianza ci fosse, non sarebbe tollerata l' illegalità costante in cui almeno 26.000 rom vivono nelle varie baraccopoli più o meno riconosciute dalle istituzioni.

 

zingari con neonato

Non esisterebbero le varie forme di assistenzialismo che lo Stato, i Comuni, le Regioni e la Ue garantiscono alle varie comunità romanes. Non sono molti (per usare un eufemismo) gli italiani che vivono in campi a spese della collettività e pretendono, per uscirne, affitti agevolati, magari un lavoro o altri aiuti economici. Dunque no, non siamo uguali. E finché i piagnistei e l' indignazione pelosa continueranno a esistere, non lo saremo mai.

zingara con bambini

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…