mario cerciello rega sergio brugiatelli

“SI FACCIA LUCE SUL CODICE OCCULTO TRA SPACCIATORI E FORZE DI POLIZIA” – LUIGI MANCONI INFILA LA PENNA NELLE ANOMALIE NEL PROCESSO SULL'OMICIDIO DEL VICEBRIGADIERE MARIO CERCIELLO REGA – “L’OMICIDIO SEMBRA ESSERE STATO IL TRAGICO 'INCIDENTE' CHE HA FATTO SALTARE QUESTO ORDINE MICRO-CRIMINALE IN CUI PERSONE RICATTATE O PREZZOLATE SCAMBIANO RUOLI, SEGNALAZIONI E PICCOLI E GRANDI VANTAGGI CON SPACCIATORI E MILITARI..."

Luigi Manconi per “la Repubblica”

 

MARIO CERCIELLO REGA

Qualche settimana fa sono state rese note le motivazioni della sentenza di appello per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. In primo grado, gli imputati, due giovani turisti americani, erano stati condannati all'ergastolo; l'appello ha inflitto all'autore materiale del delitto, Finnegan Lee Elder, 24 anni di reclusione e al complice, Gabriel Natale Hjorth, 22. Il ridimensionamento delle pene sembra andare incontro a una ragionevole richiesta di giustizia per due ventenni trovatisi, come è palese, in una situazione più grande di loro, che li ha travolti per sempre.

 

Eppure, le incongruenze del processo e della sentenza sono assai significative (come evidenziato da cronisti attenti quali Valentina Stella e Andrea Ossino). Dunque, vale la pena - è proprio il caso di dire, trattandosi di un esercizio doloroso - riprendere la questione e approfondire alcuni elementi: innanzitutto per rispetto della memoria di un giovane uomo, ucciso a trentacinque anni; e per evitare che la sua fine sia segnata da zone d'ombra e da interpretazioni approssimative.

gabe natale finnegan lee elder 2

 

Vediamo. Un punto cruciale del dibattimento ha riguardato l'ipotesi che i due americani fossero a conoscenza o meno dell'identità delle persone che li avevano fermati. Ossia i due carabinieri si erano qualificati come tali in maniera comprensibile per due persone straniere con scarsa o, in un caso, nulla conoscenza della lingua italiana? Oppure è plausibile che Elder e Hjorth li avessero scambiati per due anonimi aggressori e se ne fossero difesi?

 

GABE NATALE CON UN ARMA

L'esibizione dei tesserini da parte dei carabinieri rimane affidata solo alle dichiarazioni del secondo militare, Andrea Varriale, che non eliminano il dubbio di uno spazio temporale insufficiente per prelevare i documenti, mostrarli a distanza e poi riporli prima di procedere al contatto fisico. Di conseguenza, la ricostruzione degli attimi precedenti presenta una serie di punti oscuri. I legali degli imputati e, in particolare, l'avvocato Renato Borzone hanno evidenziato 54 contraddizioni nella deposizione di Varriale, ma la Corte ne ha presi in esame appena 9. Tuttavia, le valutazioni di quest' ultima sono particolarmente severe:

 

«È senz' altro chiaro come i due militari abbiano agito con superficialità, omettendo di adottare modalità e cautele previste dai protocolli operativi e, in particolare, lasciando in caserma l'arma di ordinanza, contravvenendo all'ordine di servizio: l'operazione è infatti sicuramente anomala ». Ciò nonostante, scrivono i giudici, tali comportamenti vanno fatti risalire «a un'involontaria distorsione di prassi, posta in essere da un militare di grande professionalità e riconosciuta esperienza ». Ma i rilievi indicati dalla Corte, a proposito delle contraddizioni di Varriale, che pure sono appena una piccola parte di quelle segnalate dalla difesa, non vengono considerate sufficienti a sostenere la tesi che i due americani potessero ignorare l'identità di chi li aveva fermati.

Gabriel Natale hjorth - omicidio cerciello

 

La sostanziale «anomalia» (secondo la Corte) dell'intera operazione non basterebbe a motivare una ricostruzione più aderente ai fatti e alla logica di quanto avvenne quella notte. Ma questo sembra essere il filo conduttore che ha orientato il giudizio del Tribunale, inducendolo a un sostanzialismo che sembra insofferente verso alcune garanzie che il diritto pone a tutela della correttezza assoluta delle procedure. Un sostanzialismo che rivela una ridotta sensibilità, in nome della colpevolizzazione del reo, verso il rigore dei vincoli e dei limiti, delle guarentigie e delle forme. Ma c'è un altro punto cruciale. Uno degli americani, poco dopo il fermo, venne sottoposto a maltrattamenti e a bendaggio all'interno di una caserma. I fatti hanno portato all'apertura di due procedimenti penali ma, per la Corte, non sarebbero stati sufficienti a compromettere il successivo interrogatorio, che, dunque, va considerato valido a tutti gli effetti.

MARIO CERCIELLO REGA ANDREA VARRIALE

 

Ma si può ritenere tale una deposizione - anche se avvenuta a distanza di qualche ora e in un altro luogo - così pesantemente preparata e condizionata da un trattamento illegale? Da qui una riflessione: tutta la vicenda, a partire dal primo contatto dei due turisti con spacciatori e confidenti fino all'intervento dei carabinieri e, poi, al fermo e al trattenimento in caserma, risente di un ambiente e di un clima ben precisi. Sono l'ambiente e il clima in cui può accadere che si svolgano gran parte delle relazioni tra consumatori di sostanze psicoattive, spacciatori delle stesse, intermediari e, non raramente, membri delle forze di polizia. Relazioni che, secondo gli strateghi della repressione del mercato delle droghe, sono necessariamente situate in una zona "di confine" e al limite della legalità. Dove, cioè, persone ricattate o prezzolate scambiano ruoli, segnalazioni e piccoli e grandi vantaggi con spacciatori e militari.

 

MARIO CERCIELLO REGA E ANDREA VARRIALE

 Tutto ciò in situazioni dove le regole sono flessibili e derogabili, dove si chiudono gli occhi davanti ad alcuni reati e li si sgranano davanti ad altri. Dove le diverse figure sociali assumono contorni variabili. Dove, insomma, il primo obiettivo da perseguire è il mantenimento dello status quo, che non prevede cambiamenti radicali e, tanto meno, mutamenti degli equilibri e dei rapporti di forza. In altre parole, a parte le occasionali ed "eccezionali operazioni contro il narcotraffico", questa sembra essere l'ordinaria politica della droga nei centri urbani: una sorta di ordine illegale garantito dalla disponibilità dei vari attori a rimanere nei propri ranghi e all'interno dei propri spazi, a rispettare le altrui competenze, a non violare un codice occulto ma ferreo che stabilisce le funzioni di ognuno. Ecco, potrò sbagliarmi, ma l'omicidio di Cerciello Rega sembra essere stato il tragico "incidente" che ha fatto saltare questo ordine micro-criminale.

BIANCA BERLINGUER LUIGI MANCONISERGIO BRUGIATELLI CON I DUE AMERICANIluigi manconi foto di bacco (2)brugiatelli

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...