sananda maitreya terence trent d’arby

“SONO SALITO IN CIMA ALLA MONTAGNA, HO GUARDATO IL PANORAMA CHE SI VEDE DA LASSÙ: È TUTTO FALSO” - DOPO L'ESORDIO ESPLOSIVO NEL 1987, SANANDA MAITREYA HA CONOSCIUTO ANNI DI FAMA CON IL NOME DI TERENCE TRENT D’ARBY. POI HA SCELTO DI CAMBIARE VITA. OGGI È UN MUSICISTA INDIPENDENTE E RACCONTA: “SONO SCESO DALLA MONTAGNA O MI HANNO SPINTO GIÙ? PRINCE MI DICEVA: NEL BUSINESS TI ACCETTANO SOLO SE OBBEDISCI, E SE OBBEDISCI NON SEI PIÙ TU -GEORGE HARRISON? HO IL RIMPIANTO DI NON AVER DIVISO UNA CANNA CON LUI MI HA FATTO IL COMPLIMENTO PIÙ BELLO DELLA MIA VITA. MI DISSE… - VIDEO

Matteo Persivale per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

TERENCE TRENT D ARBY SANANDA MAITREYA 9

Poco più di un ragazzo, ventiquattro anni, sconosciuto, appare nel 1987 come un ufo nel mondo della musica: un disco d’esordio destinato a restare nella storia, primo in classifica, le copertine delle riviste, gli stadi, le limousine, i video trasmessi 24 ore su 24 nei quali il mondo lo guarda danzare in smoking senza cravatta, bellissimo, le treccine a incorniciare il volto angelico, imberbe. Suonava con Springsteen. È l’anno di Prince, di George Michael e suo. Nel 2024 Prince e George Michael non ci sono più, da anni.

 

E, in un certo senso, non c’è più neanche Terence Trent D’Arby che nel 1995 — «l’anno prossimo saranno trent’anni, incredibile...», scuote la testa oggi — è diventato Sananda Maitreya, ha lasciato l’America e ha cominciato un’altra vita da musicista indipendente, libero, e felice (e anche la casa discografica, finalmente, ha fatto il bel gesto di rinominare, retroattivamente, i dischi precedenti al 1995: ora tutta la discografia è firmata Sananda Maitreya).

 

Era sulla vetta, lei con Prince e George Michael.

«Sono salito in cima alla montagna, ho guardato il panorama che si vede da lassù.

Sostanzialmente è tutto falso, devi fidarti solo delle cose che hanno un valore per te. Se per restare lì devi essere freddo, cattivo, devi fare contenti quelli che comandano, devi subire il loro controllo e le loro bugie, vale davvero la pena di stare lì, in cima a quella montagna?

TERENCE TRENT D ARBY SANANDA MAITREYA 12

 

Certo c’è un prezzo da pagare, il prezzo che tutti paghiamo per essere quelli che siamo. Poi, possiamo discutere: sono sceso dalla montagna o mi hanno spinto giù? Il Buddha dice: salta, e non cadrai di sotto. Prince mi diceva: nel business ti accettano solo se obbedisci, e se obbedisci non sei più tu».

 

Eravate amici.

«Prince e io eravamo molto amici, quello che mi ha insegnato è che c’è vita fuori dallo studio di registrazione, tante esperienze da vivere. Nei miei dischi ci sono tante canzoni (come nell’ultimo, il 13°, appena uscito: The Pegasus Project: Pegasus & the Swan, 41 canzoni, ndr ) perché non voglio morire con un archivio pieno di inediti, con gli eredi che litigano, come è successo a lui. La parte più divertente, per un artista, è fare il disco.

 

Lì hai il controllo su tutto. Poi, quel controllo, lo perdi, progressivamente. È come spostarsi da un clima caldo, confortevole, al gelo polare».

 

Tanta musica che c’è in giro al momento è fatta di formule.

TERENCE TRENT D ARBY SANANDA MAITREYA

«La mia formula è: non avere formule. Il business della musica tende a trasformare i purosangue in animali da soma. Vediamo però se riescono a trasformare gli animali da soma in purosangue...».

 

Dall’America all’Europa, e infine a Milano.

«Come diceva il mio eroe, John Lennon, la vita è quel che succede quando sei impegnato a fare altre cose. La mia hometown? Mia moglie è nata qui a Milano, i miei figli sono nati qui, qui c’è cultura e bellezza. Sono felice? Chiedilo a questa donna (indica la moglie, Francesca, architetto, che sorride, ndr ), chiedilo ai miei figli».

 

(...)

 

Lei ama profondamente, e cita spesso, la mitologia greca. Il suo preferito?

«Prometeo. Dobbiamo essergli tutti grati».

 

Con la mitologia raccontiamo noi stessi.

«Scriviamo storie, e mentre lo facciamo le storie scrivono noi. Non ho una carriera, questa è la mia vita, è quello che faccio ogni giorno».

TERENCE TRENT D ARBY SANANDA MAITREYA 12

 

Non ha avuto paura di allontanarsi dalla fabbrica della fama e dei soldi?

«Prima di diventare padre non conoscevo la paura — ho capito cosa fosse solo quando ho provato la paura di perdere ciò che significa tutto per me».

 

Cosa ha capito dei potenti? Ne ha frequentati parecchi.

«A Londra, tanti anni fa, ma proprio tanti, avevo un’amica che faceva la dominatrix. Una ragazza bellissima, che aveva clienti tanto importanti che, mi diceva, “se facessi i loro nomi scomparirei nel nulla, mi farebbero sparire entro un’ora”. Eppure quegli uomini potentissimi sentivano il bisogno di essere dominati, in un ambiente controllato.

 

Gli serviva quella finzione: credere di non avere potere, che quella ragazza avesse un potere assoluto su di loro. La forma più forte di dominio è il dominio che hanno su di noi le cose nelle quali scegliamo di credere. Sono cresciuto in chiesa, la musica religiosa t’insegna a essere un servitore della musica. E se servi la musica, la musica si prenderà cura di te. Credo nella musica».

 

E in Dio? Negli dei dell’Olimpo?

«Per me il divino è femminile. Credo nella magia. La magia è lo Steinway, la Fender Stratocaster, mia moglie e i miei figli».

 

Un consiglio a un giovane artista, alla luce della costosa educazione alla quale si è sottoposto?

TERENCE TRENT D ARBY SANANDA MAITREYA 8

«Se convinci la gente che la tua musica l’hai scritta e suonata perché nasce dalla tua sincera necessità di dire quella cosa, un pubblico lo troverai. Suoni bene, male, è un altro discorso. Ma se sei sincero la gente lo percepisce. Nessuno sente il bisogno di ascoltare musica prefabbricata da un’azienda. Crea le tue regole. Abbi l’audacia di credere che la tua voce merita di essere ascoltata. Se la musica ce l’hai dentro, la musica troverà il modo di manifestarsi».

 

Il concerto più bello?

«In casa. Tanti anni fa a Londra: chiamo la mia ex, sento il pianoforte in sottofondo, chiedo che succede. Lei mi fa: niente, ci sono qui George Harrison e Don Henley, c’è un po’ di casino. Metto giù, corro lì, meno male che abitavamo vicini».

 

Che tipo era George?

«Come se lo immagina. Un uomo meraviglioso, un incontro di quelli che ti segnano nel profondo. Ho un solo rimpianto: era un gran fumatore e quel giorno non avevo niente con me, avremmo potuto dividere una canna. Mi ha fatto il complimento più bello della mia vita».

TERENCE TRENT D ARBY SANANDA MAITREYA 3

 

Quale?

sananda maitreya 1sananda maitreya 7sananda maitreya 8sananda maitreya 2sananda maitreya 5sananda maitreya 4sananda maitreya 10sananda maitreya 3sananda maitreya 6

«A John saresti piaciuto un sacco, mi disse».

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...