ucraina molotov

“SOTTO IL PESO DELLE ARMI IN UCRAINA CI SONO I GENERICAMENTE MASCHI, FLUIDI, BINARI O NO, TRUCCATI COME ACHILLE LAURO O VESTITI COME I MANESKIN” – NATALIA ASPESI: “LA GUERRA OBBLIGA A UN RITORNO ALL'ESSENZIALE. NON SO CERTO IMMAGINARE COSA FARANNO I TRANS, MA PENSO CHE ANCHE CONTRO SÉ STESSI SCEGLIERANNO DI ESSERE UOMINI, PERCHÉ SONO GLI UOMINI AD AVERE L'ISTINTO, E LA FORZA, PER LA LOTTA. GLI INFLUENCER SONO SCONCERTATI, COME CONCILIARE IL NO ALLA GUERRA COI NUOVI ROSSETTI FOSFORESCENTI?”

Natalia Aspesi per “la Repubblica”

 

natalia aspesi

La guerra nel suo orrore ha anche il potere di allontanarci da tutto ciò che parrebbe essenziale e forse non lo è: e infatti le immagini che ci vengono dall'Ucraina sono di donne e uomini ritornati alla loro funzione primaria, primitiva, preistorica, le femmine intente a partorire, a proteggere i figli, a mettere in salvo la prole, i maschi a combattere per difendere il suolo, il rifugio, il futuro del gruppo.

 

Al primo apparire di quelle mostruose macchine di sterminio che costano probabilmente come un ospedale, la realtà si è ribaltata, e persino il nostro corpo è tornato ad essere solo natura, e i nostri pensieri solo sopravvivenza.

 

achille lauro 4

Dentro quegli enormi fantocci piegati sotto il peso delle armi e di divise falsamente protettive, ci sono tutti: forse anche qualche femmina, ma soprattutto chi è genericamente maschio, binario o no, fluido o casto, sino a ieri truccato come Achille Lauro o abbigliato come i Maneskin o palestrato virilmente. La guerra, nel sangue, obbliga a una tregua dalla smania di catalogazione, dal chiacchiericcio senza soluzione, a un ritorno, si spera molto breve, all'essenziale. Non so certo immaginare cosa faranno i trans, ma penso che anche contro sé stessi sceglieranno di essere uomini, perché sono gli uomini ad avere l'istinto, e la forza, per la lotta. Perché alla fine siamo prima di tutto semplicemente umani.

maneskin ai brit 2022 3

 

Di colpo tutto pare solo guerra, anche qui da noi, in Europa, in Italia, le immagini sono quelle, i suoni sono quelli, il dolore, la morte, la paura, la perdita, la fame, sono lì, vicino, troppo vicino: e chi ha in casa una lavoratrice ucraina, cioè più di 200mila famiglie italiane, ne sa lo sperdimento, ne sente le telefonate ai figli, ai nipoti, laggiù, che rischiano la vita nell'estremo disagio, i maschi armati, le femmine coi bambini nelle cantine, nei tunnel, nei sotterranei della metropolitana.

 

guerra russia ucraina

La pandemia non è estinta, si soffre e si muore ancora di virus ma pazienza, le notizie sono frettolose; il solito uomo ha ammazzato la solita compagna, che orrore ma che dire? Tiziano Ferro e il suo partner sono diventati papà, auguri, ma non c'è tempo per sociologie o sgridate; gli opinionisti si sono subito riciclati con improvvisate sapienze geopolitiche, e meno male almeno i talk show, pur tutti quanti concentrati solo sulla guerra come prima solo sulla pandemia, non ci privano del costante arruffio litigioso, perché Putin ma pure l'Ucraina ecc. e resta solo la speranza che tra un po' nelle piazze i No Vax disoccupati non si riciclino in No Zelenskyj.

SMALTO DI FEDEZ

 

Gli influencer sono sconcertati, come conciliare il no alla guerra coi nuovi rossetti fosforescenti? A livelli alti non si demorde dal chiedersi se la guerra sia femmina o maschio, se merita lo schwa oppure no. Partiam Partiam dice il moderatamente coraggioso Salvini: per il fronte? No, meglio in un Paese vicino, per raccogliere piccoli fuggitivi e far bella figura col Papa senza innervosire l'amico innominabile. Il nostro modo di vivere impigrito e incattivito ci sta sfuggendo, i giorni passano sempre più spaventosi e oscuri, per gli altri, e vuoti per noi.

 

E il catasto? E il Csm? Conteranno ancora qualcosa? Se Putin ha un'idea ben precisa di cosa sia uno sterminio, ed è quello che vuole, lei signora cosa farà questa estate? E se al mare non ci sarà l'aria condizionata? I governi europei sono uniti nel fare tutto il possibile per trovare una soluzione, e pare quasi impossibile.

 

tiziano ferro presenta i figli

Anche perché quello là ha già chiarito con l'attacco alla centrale nucleare che dell'Europa e dei suoi musi non gliene frega niente. Ma noi divaghiamo anche perché nessuno ci spiega come si ferma una guerra se davvero ancora non hai capito perché è stata scatenata e quindi cosa si dovrebbe fare perché finisca. Noi confusi, impotenti, accerchiati da nuove paure imprevedibili, chiamati da eventi che ci imporrebbero sacrifici se non addirittura eroismi, siamo sicuri di volerli affrontare, e non solo dopo quelli della pandemia, ma così, perché sarebbe nostro dovere?

 

UCRAINA - SOLDATI UCRAINI LANCIANO UN JAVELIN MISSILE DI FABBRICAZIONE AMERICANA

Basterà esporre la bandiera ucraina, raccogliere denaro, cacciare gli artisti russi che non si schierano contro l'invasione, suonare le campane e spegnere le luci tutti insieme, tingersi la faccia di giallo e azzurro, perché a Kiev si sentano protetti? Un po' di imbarazzo, persino commozione, lo proviamo in tanti a vedere la faccia stanca di quel giovane presidente in maglietta militare che ci inchioda, uno per uno, chiedendoci aiuto, uno per uno, aiuto vero: ma quale?

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…