carlo signorelli

“NEGLI SPAZI ALL’APERTO IL RISCHIO DI CONTRARRE IL VIRUS È BASSISSIMO. TEMO DI PIÙ I TRENI REGIONALI” - CARLO SIGNORELLI, EX PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI IGIENE, SBERTUCCIA LE RESTRIZIONI NEGLI STADI: “QUANDO LA CAPIENZA ERA AL 50% VEDEVI SETTORI VUOTI E POI UNA PARTE DEGLI SPALTI DEBORDANTI DI PUBBLICO. INUTILE RITOCCARE LE PERCENTUALI SE POI NESSUNO VERIFICA. CONCENTRIAMOCI SUI MEZZI DI TRASPORTO. LE DISCOTECHE? OCCORREREBBE UN PROTOCOLLO MOLTO STRINGENTE, MA…”

Margherita De Bac per il “Corriere della Sera”

 

carlo signorelli

«Sto andando allo stadio a vedere Milan-Atletico Madrid. Ci vado sempre, da spettatore o da commissario antidoping per conto della Figc e parlare di capienza limitata mi ha fatto sempre molto ridere. Quando era al 50% significava ritrovarsi pigiati in una parte delle tribune e nessuno portava la mascherina. Quindi tanto vale allargare le maglie come giustamente è stato fatto».

 

Carlo Signorelli, ordinario di igiene all'università Vita e Salute San Raffaele, past president della società italiana di igiene (Siti), lo ripeteva anche un anno fa, quando l'epidemia volava e i vaccini erano soltanto all'orizzonte.

spalti degli stadi pieni e tifosi senza mascherina 1

 

Cosa diceva?

«Lo ripeto e rimango della stessa idea: il rischio di contagio negli spazi all'aperto è bassissimo, tanto più che adesso c'è l'obbligo di presentare il green pass. Concentriamoci piuttosto sui luoghi critici, quelli dove si creano assembramenti pericolosi. Ad esempio i mezzi di trasporto, i convogli delle linee ferroviarie regionali...».

 

coronavirus bus affollati 4

È d'accordo con chi contesta le proposte del Comitato tecnico scientifico che ha sì aumentato le capienze ma secondo le organizzazioni di categoria non abbastanza?

«Sarei più tollerante per quanto riguarda le manifestazioni open air dove i limiti di capienza erano soltanto sulla carta e non avevano una logica. Vedevi settori completamente vuoti e poi una parte degli spalti debordanti di pubblico. Non era certo quello il modo di soddisfare il requisito del 50%. Eppure si è andati avanti così. Adesso, con il green pass , il rischio si è molto ridotto.

carlo signorelli 4

 

Sarei rigoroso però nel far indossare la mascherina e invece nessuno controlla. Inutile stare a ritoccare le percentuali se poi nessuno verifica il rispetto dei comportamenti che restano sempre una delle armi con cui si combatte un'epidemia da virus respiratorio».

 

E al chiuso, teatri, cinema, sale da concerto, i luoghi della cultura che stanno soffrendo?

 «Il discorso cambia un po'. Nei luoghi chiusi i virus si trovano alla grande. Però sono d'accordo nell'aver ritoccato verso l'alto le percentuali della capienza, purché venga applicato rigorosamente l'obbligo di entrare con green pass e di non togliersi mai la mascherina da naso e bocca.

coronavirus bus affollati 1

 

Allargare al 100% in questa fase mi sembra prematuro e affrettato anche se comprendo le sacrosante ragioni dei gestori. Ma andiamo verso la stagione fredda, ideale per la circolazione dei virus».

 

I gestori delle discoteche sono in rivolta, comprende anche loro?

«Mi dispiace per chi dovrà aspettare. Il problema della sicurezza in questi luoghi è innegabile. La gente balla, si accalora, parla a voce alta per farsi sentire, certo non usa la mascherina. È difficile controllare la situazione. Occorrerebbe un protocollo molto stringente che poi all'atto pratico risulterebbe difficile da applicare. Teniamo presente poi che a frequentare le discoteche sono i giovani, in parte non ancora vaccinati».

Mascherine NELLE discoteche

 

A proposito di freddo, come vede la prossima stagione sciistica?

«La vedo bene, nel senso che disponiamo ormai di tutti gli strumenti per gestirla in estrema sicurezza. Si potrebbe ad esempio dare lo ski pass solo ai possessori di carta verde. Per il resto ci sarebbe solo il problema di regolamentare i flussi e prevenire gli assembramenti alla base degli impianti».

 

Come le sembra l'andamento dell'epidemia in Italia in queste ultime settimane?

spalti degli stadi pieni e tifosi senza mascherina 2

«La quarta ondata è finita, il numero di casi rispetto alla fine di luglio si è ridotto a meno della metà. Dall'inizio di settembre, il periodo in cui ci sono state le massime esposizioni legate alla ripresa della scuola e dell'università e all'uso dei mezzi urbani di trasporto, la situazione non si è modificata. Non si intravedono segnali preoccupanti, a meno di grandi sorprese. Il merito è dei vaccini. Ma sia ben chiaro che non siamo fuori dall'epidemia e la gente deve tenerlo bene a mente».

coronavirus bus affollati 3CARLO SIGNORELLI 1coronavirus bus affollati 2carlo signorelli 1carlo signorelli 2spalti degli stadi pieni e tifosi senza mascherina 4spalti degli stadi pieni e tifosi senza mascherina 5spalti degli stadi pieni e tifosi senza mascherina 3

Ultimi Dagoreport

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA A “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?