“STO PENSANDO DI LASCIARE NAPOLI” – IL PADRE DI NOEMI, LA BAMBINA FERITA DURANTE UNA SPARATORIA: “NON VOGLIO FARE POLEMICHE, NON VOGLIO FARE RUMORE, MA SOLO PENSARE A NOSTRA FIGLIA” – “UNO LI PROTEGGE, LA MANDO ALL’ASILO PRIVATO, LA FACCIO STARE SOTTO UNA CAMPANA DI VETRO, E POI…INSOMMA, UNA MAMMA ESCE A FARE UNA PASSEGGIATA CON LA FIGLIA E SI RITROVA IN RIANIMAZIONE” – “DOPO LE VISITE DI SALVINI E DEGLI ALTRI CI VOGLIONO I FATTI, CI VUOLE LA SICUREZZA…”

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Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

solidarieta' a noemi, la bambina ferita durante una sparatoria a napoli solidarieta' a noemi, la bambina ferita durante una sparatoria a napoli

Un ragazzo sottile, vestito di nero, jeans e felpa. Un giovane padre che sta pensando «di lasciare Napoli. Fa rabbia, è doloroso, ma io ci sto pensando», dice a Repubblica Fabio S., in una piega di queste giornate che un genitore non potrà mai più dimenticare. «Ma c' è un tempo per tutte le cose, mi creda».

 

Signor Fabio, come sta la vostra Noemi?

noemi, la bambina ferita durante una sparatoria a napoli noemi, la bambina ferita durante una sparatoria a napoli

«Sto imparando a pesare anche i silenzi della Rianimazione, a sperare nella piccola resistenza di una bambina che non può ancora parlare. Io sono sicuro che mia figlia è in gamba, possiede tante energie».

 

Fabio non ha neanche 30 anni, è titolare di un piccolo market di alimentari. Da venerdì sera, lui e sua moglie Tania, vegliano la loro piccola Noemi, quattro anni, la bambina ricoverata in Terapia intensiva all' ospedale Santobono di Napoli, dove ieri si è recato anche il ministro Matteo Salvini, perché vittima innocente di una sparatoria di camorra.

sparatoria a napoli sparatoria a napoli

 

Fabio e Tania hanno due figli, la primogenita è Noemi. La piccola affiora in un angolo del filmato della videosorveglianza che documenta l' agguato criminale: la si vede cadere, trafitta da una pallottola vagante - di venerdì in pieno giorno, alle cinque e mezza del pomeriggio, nel cuore di piazza Nazionale - la manina che si tocca la schiena a faccia in giù, mentre il proiettile le stava lacerando i polmoni.

 

Davvero sta pensando di lasciare Napoli?

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«Mi creda. Non voglio fare polemiche, ecco perché ho detto no a tanti che chiedevano commenti, non voglio vedere telecamere, non voglio fare rumore, niente. Vogliamo solo pensare a nostra figlia. Ma insomma, una mamma esce a fare una passeggiata con la figlia e dove si ritrova... in Rianimazione».

 

Signor Fabio, è arrivato anche un esponente del governo, il vicepremier e ministro dell' Interno Salvini. Cosa gli dice?

«Io non ho niente di particolare da dire. Se non che Napoli si è stretta tanta gente intorno a noi. Tante persone si sono commosse, e ci stanno inviando pensieri e stanno pregando per noi. Li vogliamo ringraziare, veramente di cuore. E così le visite di Salvini e degli altri politici, prima di lui: il sindaco, il presidente Fico, il presidente della Regione. Solo che adesso davanti a tutto c' è la vita di Noemi».

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Lei non si sente più sicuro, qui?

«Guardi, io ho mille e uno pensieri in testa. Troppi. Ma conta solo uno: salvare la bambina. Certo che penso ai rischi assurdi, che cosa penserebbe un altro al posto mio? Io e mia moglie facciamo di tutto pur di non far correre nessun pericolo alla bambina, si fanno sacrifici».

 

Eravate già genitori in apprensione?

«Ti viene naturale, no? Sì, lo eravamo già. Uno li protegge in tutti i modi. Io la mando all' asilo privato, la faccio stare sotto una campana di vetro. E poi...»

 

Che cosa vi dicono i medici?

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«Stazionaria. La parola che più stiamo dicendo in queste ore. Sono giorni che non finiscono mai.

Giorni in cui ci diciamo solo questo: come sta? Stazionaria. Tutto il resto, con tutto il rispetto, sono parole meno importanti, che adesso valgono poco».

 

Che cosa le hanno spiegato, gli specialisti, della fase che sta attraversando Noemi?

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«Io so che stanno facendo di tutto, anzi lo può dire, ringrazio dal profondo del cuore tutti i medici del Santobono, e anche quelli che stanno scendendo ogni giorno dal polo del Cotugno. Il rischio di un' infezione è troppo forte».

 

Perché la lacerazione ha portato danno, e una fibra del vestitino è finito nei polmoni?

«Sì. Mia moglie quasi non mangia e non dorme, stiamo monitorando anche lei. Ma siamo forti e siamo sicuri che mia figlia è forte».

 

Fabio, ha capito che cosa è successo quel pomeriggio?

«Io non ero con loro. Non ero con mia moglie e con mia suocera. Tutto dopo, mi è piovuto addosso. Ma stiamo raccogliamo ogni forza per Noemi, poi vediamo cosa succede».

 

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È lo stesso concetto che papà Fabio esprimerà anche al ministro dell' Interno Salvini. Con pacatezza, ma con tono fermo e dolente.  «La sa una cosa, ministro?», scandisce bene quel padre, mentre il vicepremier sta ormai in maniche di camicia, ha già fatto un mini-vertice in reparto con prefetto e vertici delle forze dell' ordine, ha salutato medici e infermieri.

 

sparatoria a piazza nazionale napoli sparatoria a piazza nazionale napoli

«La sa una cosa che fa male? - ragiona quasi ad alta voce, Fabio - Che qui siete venuti tutti, avete portato tanta solidarietà, c' è stato tutto questo clamore. Ma vedrà che passa qualche mese e qui sparano a qualche altro innocente, cade qualche altro bambino».

 

sparatoria a piazza nazionale napoli sparatoria a piazza nazionale napoli

Silenzio. Anche Salvini, muto. Dopo il ministro dirà, composto, ai genitori: «Lo Stato c' è, lo Stato lo dimostrerà ogni giorno, le forze dell' ordine stanno facendo tantissimo».

 

Tanti politici al capezzale. Segno di vicinanza. E poi, Fabio?

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«Poi ci vogliono i fatti. Poi ci vuole la sicurezza. È giusto, o no?».

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