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“STUZZICANDO I GAY DIMOSTRO A ME STESSO QUANTO SONO ETERO” - LA LETTERA DI UN 26ENNE ETERO CHE AMA ESPLORARE LE FANTASIE DEI GAY E VA A CACCIA DI PASSIVI: “QUANDO VADO SU GRINDR CERCO SEMPRE UN CERTO TIPO: MOLTO FEMMINILE, FISICAMENTE “TANTO”, CON UN BEL VISO E IL TIPO DI CORPO CHE SEMBRA FATTO PER PRENDERE IL CAZZO. TIPO CHE DA UNA CERTA ANGOLAZIONE NON CAPISCI SE È IL CULONE DI UN MASCHIO O DI UNA BELLA FEMMINA. MI SEMBRA DI FARGLI UN FAVORE, MA SOTTO SOTTO…”

Dan Savage per "The Stranger", pubblicato da "Internazionale"

 

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

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Sono un etero di 26 anni mascolino e amo esplorare le fantasie dei gay sui maschi eterosessuali. Piacere a un maschio gay perché somiglio al manzetto etero dei suoi sogni mi dà un senso di potere raro. Quando vado su Grindr cerco sempre un certo tipo di passivo: molto femminile, fisicamente “tanto”, con un bel viso e il tipo di corpo che sembra fatto per prendere il cazzo. Tipo che da una certa angolazione non capisci se è il culone di un maschio o di una bella femmina. E seguo sempre lo stesso copione: al passivo robusto di turno mando le foto del cazzo, gli faccio venire voglia e poi gli chiedo di mandarmi un video in cui twerka per me come una spogliarellista.

 

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Ma poi non lo incontro. Qualche volta ci ho provato e mi sono fatto fare un pompino, ma il cazzo non m’interessa e non ho voglia di scoparmeli. Non voglio far del male a nessuno né mentire a me stesso, ma io non mi sento né gay né bisessuale. Quando lo faccio, anzi, mi sembra di “guadagnarmi l’eterosessualità”. Come se stuzzicando dei gay dimostrassi a me stesso quanto sono etero. E sinceramente mi sembra di fargli un favore, perché sono tanti i gay che cercano la rara creatura mitologica dell’etero attivo dominante, e io posso interpretarlo.

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Ma sotto sotto mi sembra una cosa un po’ malata, non so perché lo faccio e a volte mi confonde. Ho anche paura che ci sia un fondo di omofobia. (“Questo frocetto è così scemo e ossessionato dal cazzo che fa qualsiasi cosa gli dica, sono il maschio alfa”). E omofobico secondo me lo è, perché togliendo l’eccitazione e il senso di potere che dà essere il maschio etero della situazione, a me i maschi non interessano proprio. So che è una cosa un po’ pesante, scusa. Ma per favore rispondimi.

– Ally Loves Personifying Homophobic Assholes

 

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“Io non vedo particolari problemi in questa situazione, e non mi è del tutto chiaro quali problemi veda lui”, dice Alexander Cheves, giornalista, scrittore ed editorialista specializzato in sessualità gay. “I gay possono avere il feticcio degli etero, ma succede anche il contrario. Indipendentemente da come lui si definisca, ALPHA ama dominare uomini gay femminili, per poi negarsi. Negare il sesso – o vederselo negato – rientra in tanti tipi di feticismo, ed è molto eccitante. Il kink del tuo lettore si basa sulla negazione e, come tanti altri kink, sul gioco di ruolo. Lui interpreta il ruolo ‘etero attivo dominante’”.

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E va benissimo, ALPHA. Come saprai, gli etero attivi e dominanti piacciono a un sacco di gay, per cui gli dai una cosa che desiderano. Non tutto quello che desiderano – perché poi non li incontri – ma non sei obbligato a dargli tutto. “Su Grindr si entra volontariamente, e bisogna farlo consapevoli che non sempre quelli con cui parliamo manterranno la promessa di incontrarci”, dice Cheves. “Lo fanno anche tanti gay e bisessuali – chattare e attizzarti senza volere un incontro – e per ragioni simili. La chiacchierata avviene in modo consensuale, e in quel senso non vedo violazioni”.

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Se tu però pubblicassi o condividessi a loro insaputa i video che questi ragazzi ti registrano, ALPHA, la violazione del consenso sarebbe molto grave. In molti paesi sarebbe anche reato. Ma se lo fai solo per sentirti potente e/o potentemente desiderato, e questi robusti maschietti effeminati hanno voglia di soddisfare il tuo desiderio, intanto che tu soddisfi un desiderio loro, allora non stai facendo nulla di male.

 

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“Non mi preoccupa nemmeno quel briciolo di omofobia”, dice Cheves. “Molti feticismi contengono un elemento di vergogna, umiliazione o pregiudizio. Finché ALPHA non commette violenze e non li danneggia, per me non è un problema che gli piaccia umiliarli. A me essere umiliato e sentirmi dare del frocio piace, e poco m’interessa se una cosa che mi diverte fare a letto deriva dall’omofobia latente in me o nell’altro”.

 

C’è una grande differenza tra gridare insulti omofobici a un tizio per strada e cercare uomini gay a cui piaccia quello che il linguista John McWhorter ha definito nel mio podcast “messinscena della sottomissione”. Se non c’è dubbio che sia stata l’omofobia a plasmare i desideri degli uomini attratti da quello che proponi, ALPHA, non perpetui l’omofobia né giustifichi la violenza omofobica. Il semplice fatto di indossare questi ruoli – etero attivo alfa e passivo gay sottomesso – sottintende anzi che tu, e più ancora loro, siate capaci di svestirli all’istante.

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I giochi erotici a tema omofobico non contribuiranno a cancellare l’omofobia dal pianeta (non sarebbe bello se potessero?), un uomo gay che li accetta decide lui dove cominciano e dove finiscono.

“Se il problema di ALPHA è la ‘confusione’, ovvero il timore di non essere del tutto etero, su quello nessuno di noi può aiutarlo, perché è un probema il cui succo sta nel dibattito fondamentale su cosa significhi essere gay o bisessuali”, dice Cheves. “Tra un eterosessuale che stuzzica un gay per divertimento e un omo o bisessuale che fa lo stesso esistono differenze visibili? Non direi. Magari è il suo punto d’ingresso nell’omo o bisessualità, la sua versione dell’attrazione omosessuale”.

 

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E se dovessi stabilire che sei un po’ gay, o un po’ bi, o tanto tanto eteroflessibile, ALPHA, non saresti il primo attivo dominante a cui interessano i gay femminili, ma non il cazzo. Ci sono gay passivi a cui va bene anche che un attivo glielo ignori; altri che, se glielo ignorano, si eccitano. E siccome alcuni uomini trans sono gay, e alcuni uomini trans gay sono femminili, e alcuni uomini trans sono sottomessi, e non tutti gli uomini trans – gay o altro – si sottopongono a vaginoplastica, ALPHA, ne deriva che in giro ci sono un sacco di uomini gay senza cazzo a disposizione.

 

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“Ma se non si definisce gay non lo è”, dice Cheves. «Essere gay o bisessuali non è questione di processi chimici o mentali legati all’eccitazione. È il desiderio di essere uno o una di noi, di affermare l’appartenenza alla nostra tribù. Se lui non ne sente l’esigenza, o se pensa che farlo sarebbe insincero – tra l’altro, lui deve essere etero perché il suo kink funzioni – allora è etero. Finché non fa del male a nessuno – e si limita a chat arrapanti su Grindr, per poi sparire – può essere quello che più gli sembra verosimile”.

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Alexander Cheves è editorialista di OUT e titolare del celebre blog di consigli Love, Beastly. Il mese prossimo esce il suo nuovo libro, My love is a beast: confessions. Seguitelo su Twitter: @BadAlexCheves.

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