laura ziliani

“TANTI SOLDI E POCO SBATTI. POSSIAMO ANDARE IN VACANZA” – A INCASTRARE LE FIGLIE E IL GENERO DI LAURA ZILIANI, L’EX VIGILETTA UCCISA CON UNA TISANA E IL BROMAZEPAN, È STATA LA FRETTA NEL DENUNCIARE LA SCOMPARSA E UNA SERIE DI INDIZI LASCIATI DAL TRIO CRIMINALE SGANGHERATO. IL RICORDO DELLA NONNA: “QUEI TRE ERANO TROPPO ATTACCATI AL DENARO” – LA FIGLIA NON INCRIMINATA: “NON MI FIDO DELLE MIE SORELLE. HANNO IL CARATTERE BRUTTO DI PAPÀ” - GRAMELLINI: “CON LE DUE DONNE A “CHI L’HA VISTO?” CHE SCONGIURANO TRA LE LACRIME CHIUNQUE ABBIA NOTIZIE DI FORNIRE INFORMAZIONE ABBIAMO RAGGIUNTO LA TEATRALITÀ DEL MALE…”

1. SOTTO LA MASCHERINA

Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”

 

le figlie di laura ziliani

Non resta che sperare in un errore, perché se le sorelle arrestate con l'accusa di avere ammazzato la madre (in combutta col fidanzato di una delle due) fossero colpevoli, saremmo in presenza dell'orrore. Quello assoluto, che ti toglie qualunque fede residua nell'essere umano. L'aspetto inedito del delitto di Laura Ziliani non è il matricidio, né il movente: l'eredità. E non è nemmeno la fretta sospetta che avrebbe tradito le figlie Silvia e Paola. Fretta nel denunciare la scomparsa della madre appena cinque ore dopo che era uscita di casa, e fretta nel felicitarsi l'un l'altra al telefono per l'imminente passaggio del patrimonio immobiliare della defunta nelle loro mani. Da Pietro Maso in poi, queste cose si erano già sentite.

 

LAURA ZILIANI E LE FIGLIE

Quello che mancava era l'appello delle assassine in tv a «Chi l'ha visto?», le loro voci increspate dal dolore che scongiurano tra le lacrime chiunque abbia notizie di fornire informazioni. Mi illudo che, se non avessero avuto le mascherine, qualcosa nell'espressione dei volti le avrebbe tradite. Perché altrimenti la loro sarebbe stata una recita degna dell'attrice di «Gone Girl, l'amore bugiardo». Solo che quello era un film su una moglie psicopatica. Mentre qui c'è la realtà di due figlie che, secondo l'accusa, prima di andare in tv a disperarsi avevano sedato e ucciso con premeditazione la persona che le aveva messe al mondo. Questa non è più la banalità del male. Questa è la teatralità del male. La maschera dell'abisso. Anzi, la mascherina.

laura ziliani 4

 

2. LAURA ZILIANI, LE FIGLIE DOPO IL DELITTO: «FUGGIAMO IN VACANZA». LA NONNA: «PENSAVANO SOLO AI SOLDI»

Antonio Pasqualetto per “www.corriere.it”

 

Troppo presto hanno dato l’allarme della scomparsa, troppo accorato quell’appello televisivo: «Vi prego, qualunque segnalazione abbiate su nostra madre, anche se l’avete vista di striscio, per favore ditecelo, perché potrebbe servire davvero pochissimo per indirizzare le ricerche nella direzione giusta». Per gli inquirenti in quelle lacrime c’era già un indizio, una sceneggiata che mal si conciliava con tutto quello che è successo poi fra le due sorelle, Silvia e Paola, e il fidanzato della maggiore, Mirto. A venti giorni dalla scomparsa parlano già di case da sistemare, affitti da incassare, di una macchina da comprare, di vacanze da fare: «Tanti soldi e poco sbatti… quella settimana lì poi scappiamo…. Possiamo andare praticamente in vacanza».

cadavere trovato in val camonica

 

Dietro il delitto della madre, commesso in questo paesino dell’Alta Valle Camonica che vive di turismo, emerge l’ennesima, terribile storia di figli che uccidono i genitori per il patrimonio. Vengono alla mente i casi di Pietro Maso, che nel 1991 li massacrò con tre amici pensando all’eredità, e di Erika e Omar, che nel 2001 per lo stesso motivo sferrarono un centinaio di coltellate sulla madre e sul fratellino risparmiando il padre solo per stanchezza. «Qui risulta un chiaro interesse di tutti e tre gli indagati a sostituirsi alla vittima nell’amministrazione di un vasto patrimonio immobiliare al fine di risolvere i rispettivi problemi economici e rientrare dell’esborso di 40 mila euro che Laura Ziliani aveva sostanzialmente imposto alle figlie per mettere a reddito alcuni appartamenti», conclude il gip di Brescia.

MIRTO MILANI, IL FIDANZATO DELLA FIGLIA MAGGIORE DI LAURA ZILIANI

 

Un «trio criminale» un po’ sgangherato per come si è mosso, disseminando indizi a destra e a manca. Silvia l’impiegata, Paola la studentessa modello, uscita con il massimo dei voti al liceo e ora all’università, Mirto il musicista. «Ma io ho sempre avuto l’impressione che tutti e tre fossero troppo attaccati al denaro — ha detto la madre della vittima, Marisa Cinelli, nonna delle ragazze — Mirto gestisce gli averi della famiglia Zani-Ziliani come fossero i suoi... Lui e sua madre si occupano degli appartamenti di mia figlia, al punto che lei dopo la scomparsa avrebbe contattato qualche affittuaria intimandole di saldare i debiti e di consegnarle la somma di denaro».

una delle figlie di laura ziliani

 

La nonna ricorda una lite fra sua figlia e Mirto: «Lei mi disse che lui l’aveva accusata di spendere troppi soldi per la ristrutturazione degli appartamenti di via Balardini. Laura rimase basita per il fatto che si era intromesso in questioni familiari non sue... Le mie nipoti avevano ricevuto 40 mila euro di eredità dal padre. Laura aveva chiesto di investirli nella ristrutturazione degli appartamenti da locare».

 

laura ziliani 5

Non erano d’accordo con le scelte della madre e gli scontri erano all’ordine del giorno. «Un’amica di Laura mi ha detto che a Pasqua le aveva confidato di avere paura delle figlie», rivela il sindaco di Temù, Giuseppe Pasina, che ricorda la stranezza di quella famiglia: «Le ragazze uscivano poco, non avevano molte amicizie, direi caratterialmente un po’ chiuse. Solo la mezzana (che soffre di una disabilità, ndr) è simpatica e aperta». Stessa idea ha il parroco del paese, don Martino: «Le salutavi e non ti rispondevano nemmeno.

 

laura ziliani 2

Comunque anche il ragazzo è molto particolare, non vorrei che le avesse plagiate». Frequentavano la chiesa e l’oratorio, dove c’erano anche le figlie di Nicoleta Chirica, la vicina di casa: «Siamo dirimpettaie, Silvia e Paola sono cresciute con le mie bimbe e io ero amica di Laura». Dopo la scomparsa, Nicoleta era andata a casa loro: «Dicevo “andiamo a cercarla”. E loro: “Non possiamo, i carabinieri non vogliono”. Non era vero. In primavera Laura mi aveva detto di aver dormito 36 ore di fila. Aveva bevuto una tisana preparata da Silvia...». Nicoleta sospira e scuote la testa sulla soglia di casa: «Per me sono dei mostri».

 

laura ziliani 3

3. LUCIA, LA TERZA FIGLIA DI LAURA ZILIANI NON INDAGATA: «NON MI FIDO DELLE MIE SORELLE SILVIA E PAOLA»

Da “www.corriere.it”

 

C’è Silvia, la grande, 27 anni, un po’ fisioterapista, un po’ impiegata, molto attiva nella gestione del patrimonio di famiglia; c’è Paola, la piccola, 19 anni, studentessa universitaria di Economia e brillante liceale uscita con il massimo dei voti; e c’è la terza sorella, Lucia, la mezzana, 24 anni, la sola a non venire nemmeno sfiorata dall’inchiesta sulla tragica morte della loro madre, Laura Ziliani, scomparsa l’8 agosto senza vita in un torrente di Temù. Silvia e Paola sono state invece arrestate con Mirto Milani , il musicista ventisettenne fidanzato della prima e amante della seconda.

laura ziliani 1

 

«Trattano male la mamma»

Affetta da un lieve ritardo cognitivo, Lucia viveva a Brescia con la madre. Al pubblico ministero, che l’ha sentita lo scorso 6 luglio, aveva detto di non fidarsi delle sorelle. «Hanno trattato molto male la mamma, soprattutto Silvia, si arrabbiavano spesso con lei, perché dicevano che non le manteneva, non dava loro abbastanza soldi, soprattutto Paola... Le mantiene la mamma, anche perché Silvia è stata licenziata ben tre volte e da quanto ne so non ricevono gli affitti degli appartamenti perché è tutto bloccato».

 

«Hanno il carattere brutto di mio papà»

laura ziliani 6

Anche con Lucia i rapporti pare non fossero un idillio: «Si arrabbiavano spesso: hanno preso il carattere del papà che era violento e cattivo e diceva molte parolacce alla mamma». La fiducia nelle due sorelle sarebbe venuta meno nel momento in cui entrambe iniziarono a parlare male della nonna materna. «Dicevano che è perfida come un serpente e altre brutte cose degli zii».

 

Il rapporto Mirto

Lucia conosce bene anche Mirto che chiama «il coniglio» e sua madre Mirna. Parla di un difficile rapporto fra sua madre e Mirto e Mirna. «Con Mirto all’inizio non andava d’accordo, di recente però le cose andavano meglio, tanto che il giovane veniva ospitato a Brescia e a Temù». Infine, le conseguenze su Silvia e Paola della tragedia del padre, morto travolto da una valanga nel 2012. Secondo Lucia entrambe le sorelle erano cadute in depressione.

laura ziliani

In paese

Cosa pensano delle tre sorelle a Temù? «L’unica solare è Lucia, le altre due si vedono poco e sono molto strane», dice il sindaco del paesino, Giuseppe Pasina. «Quando le salutavi, Silvia e Paola stentavano a rispondere. Lucia no, era diversa», conferma il parroco, don Martino.

 

scomparsa laura zilianiLAURA ZILIANI 19LAURA ZILIANI 19LAURA ZILIANI 19laura ziliani

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?