papa bergoglio censura media vaticani

“LA VERITÀ” CONFERMA LO SCOOP DI DAGOSPIA SUI MEDIA DEL VATICANO CHE HANNO CENSURATO IL PAPA - UNO DEI COORDINATORI DELL'INFORMAZIONE DI OLTRETEVERE (PAOLO RUFFINI? ANDREA TORNIELLI?) HA DATO INDICAZIONI DI IGNORARE L'INTERVISTA DI FRANCESCO A CANALE5 E A SPORTWEEK - TUTTI NE STAVANO PARLANDO, MA A VATICAN NEWS, INVECE, BISOGNAVA “NON SOCIALIZZARE”. ERA UN DISPETTO PERCHÉ IL PAPA SI ERA MOSSO DA SOLO E I CAPI DEI MEDIA VATICANI NAVIGAVANO AL BUIO?

Lorenzo Bertocchi per “la Verità”

 

papa francesco e la mascherina.

Lo smarrimento dalle parti dei media vaticani che la Verità aveva segnalato ieri è confermato. Anzi, probabilmente si comprende il perché di quelle antipatiche chiacchiere sul malcontento del Papa rispetto ai vertici del dicastero, con il direttore editoriale, Andrea Tornielli, in testa. Francesco, lo scrivevamo ieri, è scontento della copertura mediatica che Vatican news e tutti i satelliti della comunicazione della Santa sede hanno dato all'intervista che il Pontefice ha concesso a Canale 5 e a Sportweek.

 

LA CENSURA DEI MEDIA VATICANI DELLE INTERVISTE DI PAPA BERGOGLIO A CANALE5 E SPORTWEEK

La Verità è venuta in possesso di un messaggio di posta elettronica circolato sabato 9 gennaio tra i redattori, un giorno prima della messa in onda dell'intervista che Francesco ha concesso al vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona.Il messaggio nell'oggetto riporta chiaramente che si tratta di «indicazioni» sull'intervista «Papa-Canale 5» e lo invia un coordinatore di Vatican news, Alessandro De Carolis, ai collaboratori.

 

Il riferimento è per l'«anticipazione» della video intervista del Papa che circolava già da sabato 9 gennaio, e l'indicazione che viene data «su questo argomento» lascia a bocca aperta: queste notizie «non vanno socializzate». In effetti la consegna, che probabilmente il coordinatore ha ricevuto dalla cabina di regia editoriale, è stata rispettata, perché sui social ufficiali di Vatican news non c'è nulla sull'intervista di Francesco a Canale 5 fino a domenica 10 gennaio alle 23:09, 8 minuti dopo che una sintesi, non firmata, dell'intervista era stata pubblicata sul portale della Santa Sede.

fabio marchesi ragona e papa francesco

 

Peraltro risulta alla Verità che i media vaticani si fossero trovati l'intervista del Papa un po' tra capo e collo, in zona Cesarini, senza aver ricevuto alcuna informazione precedente, anche perché sembra che il Papa avesse attivato il contatto con Mediaset senza coadiuvarsi con i capi della sua comunicazione.

 

Appare quindi del tutto evidente che per ragioni a noi oscure qualcuno nei media vaticani, cioè quelli che dovrebbero fare da grancassa alle parole del Papa, giusto per rammentarlo, aveva deciso che alle parole del Papa a Canale 5 era meglio dare poca importanza. Anzi, nella mail di De Carolis si invitano addirittura le redazioni a «continuare a seguire la vicenda del Boing precipitato poco dopo il decollo a Giacarta».

intervista fabio marchesi ragona a papa francesco

 

Con tutto il rispetto per la tragedia aerea consumata il 9 gennaio scorso, fa comunque impressione questa «indicazione» che odora ancor più di censura casalinga all'intervista del Papa; tutti ne stavano parlando, ma a Vatican news, invece, bisognava «non socializzare».

 

A questo punto c'è da scommettere che la convocazione di sabato scorso in udienza dal Papa dei vertici del dicastero della comunicazione deve essere stata un po' antipatica.

papa francesco andrea tornielli

 

Tutto lascia pensare che una bella ramanzina papale, nella prospettiva della parresia, sia andata in onda, e Paolo Ruffini e Andrea Tornielli forse avranno dovuto spiegare scelte editoriali che l'editore sommo potrebbe non aver compreso. Tutte le sedie tremano perché tutti in Vaticano sanno che anche per i fedelissimi Francesco non si fa problemi, qualora lo ritenga, ad accompagnarli verso la porta.Il Papa della «Chiesa in uscita» difficilmente può comprendere le motivazioni per cui una sua intervista, data per una prima serata in Tv, debba essere «non socializzata».

 

andrea tornielli

Forse la decisione editoriale di non dare importanza alle parole del Papa a Canale 5 sarà stata dovuta a possibili brutti commenti social che talora appaiono in uscite papali come questa, come peraltro conferma anche la pubblicazione sul Facebook di Vatican news delle 23:09 del 10 gennaio.

 

Oppure, si è deciso di stare fermi per evitare fraintendimenti, visto che il Papa si era mosso da solo e i capi dei media vaticani navigavano al buio. Comunque la si voglia interpretare la faccenda puzza di bruciato, come minimo evidenzia una fase del papato di Francesco in un crescendo di caos anche tra i suoi uomini più fidati.Quando l'ex direttore della Sala stampa vaticana, l'americano Greg Burke, e la sua vice, la spagnola Paloma Ovejero, se ne andarono sbattendo un po' la porta, il 1° gennaio 2019, molti gettarono acqua sul fuoco. Ma in realtà la motivazione di quel gesto inaspettato era chiara: non ci stavano a lavorare, da seri professionisti quali sono, alle nuove condizioni.

paolo ruffini papa francesco

 

E tra le nuove condizioni c'era proprio la riformata catena di montaggio dell'informazione vaticana in cui il direttore editoriale Andrea Tornielli, allora da poco nominato, veniva ad assumere un ruolo fondamentale e di conseguenza quello del direttore della Sala stampa decisamente minimizzato, quasi al rango di passacarte. Greg Burke e la Ovejero ritenevano probabilmente di non poter svolgere bene il loro lavoro e se ne andarono.

 

paolo ruffini

Perché seguire un Papa pirotecnico come Francesco non è facile per un giornalista, a maggior ragione con una struttura riformata come quella attuale che ha sollevato diversi malumori tra le sacre stanze.È probabile che ora di questo si stiano accorgendo anche gli attuali vertici delle comunicazioni vaticane, ma quella di «non socializzare» un'intervista del Papa è davvero una scelta notevole che, per quanto «furba», potrebbe non esserlo abbastanza per la «santa furbizia» di Francesco.

fabio marchesi ragona

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)