marialuisa pavanello

“LA VITA È CORTA MA BELLA E VA VISSUTA IN OGNI SUO MOMENTO” – IL COMMOVENTE MESSAGGIO DI MARIALUISA PAVANELLO, UCCISA DA UN TUMORE A 67 ANNI, A PADOVA, E PUBBLICATO SUI SOCIAL DAL MARITO: “LA VITA È BELLA E SI PUÒ ESSERE FELICI ANCHE SE SI CONVIVE CON UN TUMORE. CERTO È UNA GUERRA DIFFICILE, MA IN QUESTI ANNI DI BATTAGLIE NE ABBIAMO VINTE TANTE” – “UN ULTIMO GRANDE ABBRACCIO. NON SARÀ FACILE SMETTERE DI SORRIDERE, DI SALUTARE DI ABBRACCIARE, DI CHIACCHIERARE, DI REGALARE, DI AIUTARE DI SOSTENERE DI SOGNARE. LA VITA PURTROPPO O PER FORTUNA HA UN TERMINE E PER QUANTO GUERRIERO, COMBATTENTI E FORTI NOI SI SIA, PRIMA O POI SI CHIUDE…”

Da www.padovaoggi.it

 

marialuisa pavanello 1

Dopo 5 anni di malattia, Marialuisa Pavanello non c'è più. La donna, storica negoziante di Solesino e organizzatrice di eventi culturali, era stata anche assessora negli anni ’90, prima di creare il “Comitato commercianti” del paese.

 

Pavanello ha fatto una scelta singolare per dire addio a chi le ha voluto bene, affidando al marito Maurizio Francescon, una lettera da pubblicare sui social dopo la sua morte. Un addio che però è anche un commovente inno alla vita, che lei stessa definisce «corta ma bella».

 

«Ciao a tutte/i. Se state leggendo questo post significa che io non ci sono più. Infatti ho incaricato Maurizio di pubblicarlo nel mio profilo quando fossi diventata “terra da pipe” o meglio “cenere”, dato che ho chiesto di farmi cremare.

 

Che dire: la vita è bella, corta ma tanto bella e va vissuta in ogni suo momento, quelli felici e quelli meno, prendendoci tutto quello che ci può essere dato. Anche in questi ultimi 5 anni, pur tra mille difficoltà, ho voluto viverli appieno e gustarmeli fino in fondo.

 

marialuisa pavanello 2

Ho evitato ,fino a quando è stato possibile,di far sapere che avevo un tumore in metastasi, non sopporto coloro che amorevolmente guardano gli altri ammalati e dicono “poverini”.

 

La vita è bella e si può essere felici anche se si convive con un tumore. Certo è una guerra difficile, sappiamo già che il nemico è agguerrito e spesso invincibile ma in questi anni di battaglie ne abbiamo vinte tante. Sono battaglie che conduco grazie alla mia (numerosa ) famiglia, alle mie amiche ed anch io miei amici ma anche e soprattutto grazie alle nuove cure, grazie alla ricerca scientifica che anche nel caso del mio tumore ha fatto passi da gigante.

 

Se avessi avuto questo tumore una decina di anni fa sarei passata all’altro mondo in pochi mesi e tra dolori atroci. In questi anni sono stata e sono seguita e li ho sempre ringraziati, da equipe mediche di grande professionalità e di altrettanta attenzione alle mie esigenze.

 

marialuisa pavanello con il marito maurizio francescon

Ho cominciato con il dott. Pietro Maffei e la dott.ssa Francesca Dassie di Medicina 3 di Padova ( grandi è sempre presenti è mai mi hanno abbandonata neanche dopo aver chiuso il loro compito ed aver individuato l’origine della mia malattia) a proseguire con l’equipe dello Iov di Padova in particolare le dott.sse Gaia Griguolo e Maria Cristina Guarascio ed adesso a Schiavonia la dr.ssa Caterina Barbieri, una grande professionalità accompagnata da un rapporto umano che da solo è una medicina.

 

Con la dr.ssa Barbieri si è creato un rapporto di fiducia totale e di grande collaborazione, mi sento seguita in modo quasi pignolo e anche un po’ coccolata. Sto elencando quelli con cui ho un rapporto continuativo ma non posso dimenticare i medici ed il personale di Maxillofacciale, di Neurochirurgia, diNeurologia.

marialuisa pavanello

 

Ma che dire delle infermiere/i e di tutto il personale, meritano un ringraziamento individuale tutti. Un oncologo di fama nazionale ha detto che la cura del tumore parte da tre grandi fattori: 1: La fiducia nel medico 2: l’ascolto dei bisogni del paziente 3: il sostegno della famiglia. Ecco, io questi tre fattori li ho tutti. Un saluto quindi a tutti.

 

Un ultimo grande abbraccio, spero di avere aiutato qualcuna in questi anni magari con un briciolo di consiglio o con una battuta. Non sarà facile chiudere una vita piena di sorprese, entusiasmi, ideologie, impegni economici e sociali, non sarà facile smettere di sorridere, di salutare di abbracciare, di chiacchierare, di regalare, di aiutare di sostenere di sognare. La vita purtroppo o per fortuna ha un termine e per quanto guerriero, combattenti e forti noi si sia, prima o poi si chiude».

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