bergoglio mario delpini oscar cantoni

“VOGLIONO UNA CHIESA NOIOSA, DA QUESTA VICENDA TRAGGO L’IDEA CHE L’IRONIA SIA QUASI PROIBITA” – L’ARCIVESCOVO DI MILANO, MARIO DELPINI, PROVA A METTERE UNA PEZZA DOPO LE BATTUTE SUL PAPA PER LA NOMINA DEL SUO “SOTTOPOSTO”, IL VESCOVO DI COMO CANTONI, A CARDINALE: “VOLEVO SOLO FARE GLI AUGURI A UN AMICO, CERCAVO DI ESSERE SPIRITOSO. SONO D’ACCORDO COL PAPA E NE CONDIVIDO SCELTE E CRITERI. LA CHIESA DI MILANO NON È DIMINUITA NEL SUO PRESTIGIO E NELLA SUA BELLEZZA PERCHÉ IL VESCOVO NON È CARDINALE…”  - VIDEO

L'ARCIVESCOVO DI MILANO DELPINI CONTRO BERGOGLIO

1 - DELPINI DOPO LE BATTUTE SU PAPA FRANCESCO: «CRITICATO PER LA MIA IRONIA, VOGLIONO UNA CHIESA NOIOSA»

Giampiero Rossi per www.corriere.it

 

mario delpini

Il futuro come uno spaventoso «accumularsi di minacce». Il linguaggio appesantito dalla «lamentazione», mentre l’ironia sembra quasi «proibita». In mezzo a tutto ciò, tuttavia, continua a germogliare «l’impegno per il bene comune». Dal suo osservatorio milanese, l’arcivescovo Mario Delpini segnala che ci sono alcuni aspetti della nostra convivenza che «segnano tutta la società occidentale».

 

Eccellenza, due giorni fa ha inaugurato l’anno pastorale ambrosiano. Con quali auspici?

«La chiesa è una comunità che vuole seminare speranza nei giorni facili e in quelli difficili. Quindi il mio auspicio è che sappiamo conservare passione nella vita di tutti e che in questa vita continui a rivelarsi la gloria di Dio»

 

il discorso di monsignor delpini contro bergoglio

Lei è impegnato in un giro all’interno della diocesi più grande del mondo: che impressioni ne sta ricavando?

«Trovo molte conferme della mia convinzione che Milano sia una realtà meravigliosa, ricca di persone e opere di eccellenza: ovunque trovo tanta gente impegnata a rendere più abitabile la città, a rendere meno insopportabili i problemi. Però noto anche un’altra cosa: una volta qui si parlava il dialetto milanese, adesso la lingua più parlata mi sembra quella della lamentazione. Insomma, un’ eccellenza economica, culturale e sociale che finisce per parlare un linguaggio un po’ depresso».

 

Un altro effetto degli anni della pandemia?

oscar cantoni mario delpini

«Non mi pare che già prima fosse abituale un’arte del “parlare per fare del bene”, che dovrebbe essere il criterio dell’agire umano in quanto tale. Da tempo ho l’impressione che si parli senza pensare se ciò che si dice fa del bene o no. Anche il dibattito politico, il linguaggio sportivo, la chiacchiera di strada ricadono spesso nella lamentazione e coprono di grigio anche lo splendore».

 

A proposito di linguaggio. Lei stesso, a distanza di una settimana, ha voluto chiarire pubblicamente il senso delle sue battute nel Duomo di Como, dopo tante ipotesi, critiche e illazioni.

«Da questa vicenda traggo l’idea che l’ironia sia quasi proibita, che in questo contesto mediatico bisogna essere seri, parlare il meno possibile e soprattutto annoiare. Perché se uno fa una battuta in pubblico si scatena tutto questo. Evidentemente i media si aspettano che la chiesa parli sempre in modo noioso. Dopodiché sono del tutto d’accordo col Papa, ne condivido le scelte e i criteri, e non vedo alcuno smacco se una città ha un vescovo che non è cardinale».

 

Ma lei continuerà a usare l’ironia?

bergoglio oscar cantoni

«Farò come sono capace di fare, in fondo volevo solo fare gli auguri a un amico».

 

La sua proposta pastorale («Kyrie, Alleluia, Amen – Pregare per vivere, nella Chiesa come discepoli di Gesù») suona come un invito alla preghiera rivolto soltanto ai cattolici...

«Credo che il vescovo, cioè la chiesa, con la propria presenza debba cercare di interpretare i bisogni dell’umano e provare a dare una risposta cristiana. E questo tema della preghiera, in realtà, non si rivolge soltanto ai cattolici che frequentano la chiesa, perché colgo un bisogno di spiritualità molto più diffuso, sebbene in certi casi si caratterizzi per il suo egocentrismo: “Ho bisogno di spiritualità per stare bene con me stesso”. In ogni caso anche questa domanda di qualcosa di non solo materiale e relazionale ma anche spirituale significa qualcosa. È uno spazio al quale io come vescovo posso anzi devo rivolgermi. A quella persona dico: io ho una parola da offrirti su questo tuo bisogno di spiritualità».

 

Com’è cambiato il mondo in questi cinque anni del suo mandato di arcivescovo di Milano?

mario delpini

«La città e tutto il Paese hanno reagito con molta energia ai problemi che si sono presentati. Tuttavia la pandemia ha fatto emergere con maggiore criticità i problemi cronici: la solitudine, soprattutto degli anziani, l’emergenza educativa in alcuni quartieri.

 

E in questi cinque anni mi sembra si sia confermata una domanda che non ha avuto risposta: c’è una terra promessa verso la quale vale la pena mettersi in cammino? Ecco, questa domanda di speranza viene quasi censurata come imbarazzante, e questo tratto segna Milano e tutta la civiltà occidentale che non guarda più al futuro come a una terra promessa ma come a un accumularsi di minacce».

 

Cosa si aspetta dalla politica dopo il 25 settembre?

«Mi aspetto alcune virtù: la lungimiranza, cioè non soltanto tamponare emergenze ma un percorso per il futuro del Paese e dell’Europa; la fierezza, cioè la consapevolezza che ce la possiamo fare, che siamo capaci di affrontare i problemi, quindi servono competenze ma anche un atteggiamento sano; la resistenza, perché l’impegno politico può essere logorante sotto il ricatto della popolarità e del malcontento. Aggiungerei anche la gentilezza: l’aggressività non è inevitabile».

mario delpini 1

 

2 - DELPINI E LE SCUSE AL PAPA "VOLEVO ESSERE SPIRITOSO NON MI SONO FATTO CAPIRE"

Miriam Romano per “la Repubblica – ed. Milano”

 

Mario Delpini chiude l'incidente diplomatico che lo ha visto protagonista nei giorni scorsi, per le battute pronunciate dopo la scelta di papa Francesco di nominare cardinale il vescovo di Como, Oscar Cantoni, ma non lui stesso. «Mi scuso perché non mi sono fatto capire, cercherò di non usare più il genere letterario dell'ironia», dice ora Delpini, che da monsignore guida la Diocesi di Milano che è anche la più estesa del mondo.

A molti sui social le frasi pronunciate durante la messa del 31 agosto nel Duomo di Como erano sembrate persino offensive nei confronti del Papa.

 

mario delpini

«Probabilmente il Santo Padre avrà pensato: quei bauscia di Milano non sanno neanche dov' è Roma, quindi è meglio che non li coinvolga troppo nelle cose del governo della Chiesa universale » , era stata la battuta.

 

«Cercavo di essere spiritoso», è il chiarimento pronunciato ora in Duomo nella Messa di apertura dell'anno pastorale. E poi: « La prima cosa che penso è che sono contento che Oscar sia diventato cardinale e penso che possa dare buoni consigli al Papa. Il secondo punto è che io non desidero diventare cardinale, non mi sentirei proprio a mio agio. E terzo punto è che la Chiesa di Milano non è diminuita nel suo prestigio e nella sua bellezza perché il vescovo non è cardinale. Sono d'accordo con il Papa, penso faccia bene a fare delle scelte e usare criteri che lui ritiene opportuno » .

don Mauro Galli e Arcivescovo Delpini

 

Strappa un sorriso alla platea dei fedeli, Delpini, quando aggiunge che «devo chiedere scusa al Papa non perché dissento da quello che fa. Ma perché non sono esperto del campionato di calcio dell'Argentina. Ho attribuito al Papa di fare il tifo per una squadra. Si sa: gli argentini su questo sono un po' suscettibili. Il Papa tifa per il San Lorenzo e devo chiedere scusa per questa confusione». Con uno sfottò calcistico, infatti, l'arcivescovo aveva attribuito al Papa il tifo per la squadra argentina del River Plate.

 

La crisi energetica, la guerra in Ucraina e anche un riferimento alle imminenti elezioni politiche. L'omelia dell'arcivescovo Mario Delpini non ha lasciato indietro nessun tema d'attualità. La navata centrale del Duomo piena di fedeli fino in fondo, undici seminaristi ammessi al percorso per il sacerdozio e otto laici candidati a diventare diaconi.

 

Arcivescovo Delpini

La Messa di apertura del nuovo anno pastorale, celebrata ieri mattina in Duomo, come ogni 8 settembre (festa della Natività della Beata Vergine Maria), non è stata scandita solo dal tradizionale " programma", la cosiddetta Proposta pastorale, che quest' anno è già stata pubblicata a giugno con il titolo " Kyrie, Alleluia, Amen - Pregare per vivere, nella Chiesa come discepoli di Gesù", per consentire a parrocchie, comunità pastorali e decanati di definire attività e programmi del nuovo anno.

 

La celebrazione, invece, ha toccato tutti i fedeli. « Celebriamo l'alleanza con Dio - ha sottolineato Delpini durante la sua omelia - non come un rito che si esaurisce tra le mura delle nostre chiese, ma come il principio di una missione. Vogliamo essere cittadini responsabili, attivi, pensosi, intraprendenti per il bene comune » . Un attivismo anche politico. «Saremo presenti nei partiti politici, nelle amministrazioni comunali, nelle responsabilità economiche non come gente che cerca potere e vantaggi di parte, ma come gente che vuole servire il bene comune».

Articoli correlati

IL BERGOGLIANO DON MARCO POZZA CONTRO DELPINI: UN ARCIVESCOVO CHE SBEFFEGGIA IL PAPA E\'...

L\'ARCIVESCOVO DI MILANO DELPINI NE DICE QUATTRO A BERGOGLIO: UNA COSA CHE NEANCHE IL PADRE ETERNO...

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?