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“VOGLIONO SPAVENTARE LA GENTE” - PARLA LA DONNA CHE HA INSEGUITO UN’AMBULANZA PER CHILOMETRI ALLA PERIFERIA DI TORINO: "IL VEICOLO ANDAVA IN GIRO SENZA META, PER QUARANTA MINUTI, SIRENE ACCESE E LAMPEGGIANTI. UNA SCENA ASSURDA HO DEI VIDEO CHE LO DIMOSTRANO. LAMPEGGIANTI E SIRENE ACCESE ACCRESCONO SOLO IL SENSO DI ANSIA NELLA GENTE: CE N'È GIÀ ABBASTANZA. NON SONO UNA NEGAZIONISTA, MIA MAMMA E' UNA...”

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Massimiliano Peggio per “la Stampa”

 

«Non sono una negazionista. Mia mamma è infermiera in ospedale. È stata per quattro mesi in malattia, contagiata dal virus. Adesso lavora in un reparto Covid a contatto con i pazienti gravi. Anche mia sorella è rimasta contagiata. So che cosa provoca il virus alle persone. Ma andare in giro con le ambulanze vuote si spaventa solo la gente.

Basta con gli allarmismi».

 

Lei è giovane, con un lavoro dinamico, sempre a contatto con la gente. Quindici giorni fa, mentre si trovava in auto con un collega, sulla sua Porsche Cayenne, lungo la tangenziale di Torino, si sono imbattuti in un' ambulanza del 118, impegnata in un intervento di emergenza. Così l' hanno seguita. Stando alla relazione degli addetti al soccorso, consegnata alla procura torinese per eventuali provvedimenti, i due occupanti del Suv avrebbero «minacciato verbalmente i soccorritori», dicendo «che l' emergenza era finta».

 

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Poi sono arrivati i carabinieri. E la coppia è stata identificata. Accertamento di routine.

«Nessuno ha fatto minacce, questo sia chiaro. Né io né il mio collega abbiamo avuto contatti con l' equipaggio dell' ambulanza». È vero che avete filmato il mezzo? «Certo. Per dimostrare che andava in giro senza meta, per quaranta minuti, sirene accese e lampeggianti. Una scena assurda. Vuole vedere il video? Ho tutto documentato».

 

Il filmato, a spezzoni, ritrae il «pedimamento» dell' ambulanza. Strade di periferia, curve, accelerate del Suv. «Bravi, domani siete sulla Stampa» dice l' uomo, guidando. Lei film tutto. Che cosa intendeva dire in quel momento il suo collega? «Che avremmo potuto dimostrare con quel video che giravano a vuoto, non sapevano dove andare. Fosse stato un vero soccorso d' emergenza, povero paziente».

 

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Il video di «denuncia», alla Stampa non è mai arrivato. Nel secondo spezzone altre curve, altre accelerate. Lui commenta: «Ora lo fermo davanti alla gente, gli metto la macchina di mezzo, li faccio scendere e li sputtano davanti a quella scuola lì. Questa ambulanza è più di venti minuti che gira». Il mezzo del 118 si ferma poi in una stradina. Forse i soccorritori erano un po' confusi, avevano sbagliato strada? «Esatto, hanno sbagliato strada. Che figura». Ma davvero li avete seguiti tutto il tempo? «Non è che li abbiamo pedinati. Stavamo andando nella stessa direzione, perché il collega mi stava accompagnando al parcheggio della mia auto, che si trovava in zona».

 

Nel terzo spezzone il finale. L' inseguimento si conclude. L'uomo scende dal Porsche Cayenne e con uno spiccato accento piemontese urla frasi contro l' ambulanza che sta facendo retromarcia. «Ti sei perso? Stai solo facendo cine».

 

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Finzione, insomma. Mani in tasca, osserva la manovra, continuando a urlare ai margini della strada, mentre il mezzo si allontana. Poi che cosa è successo? «Sono arrivati i carabinieri, chiamati evidentemente da quelli del 118. Abbiamo spiegato loro che non li abbiamo seguiti, che stavamo facendo la stessa strada». No, non stavano «facendo cine» quelli dell' ambulanza. Stavano cercando di soccorrere un uomo di 63 anni con problemi respiratori. L' equipaggio del 118 aveva difficoltà a individuare il corretto indirizzo del richiedente. «Non è così che vanno soccorse le persone. Andare in giro per la città con lampeggianti e sirene accese per decine di minuti, accresce solo il senso di ansia nella gente: ce n' è già abbastanza». Anche ai carabinieri l' uomo ha detto più o meno le stesse cose. «Ho visto un servizio in tivù che raccontava di ambulanze che viaggiano a vuoto. Volevo verificare di persona».

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