wuhan coronavirus badiucao

“A WUHAN C’È CHI SI SUICIDA PERCHÉ NON VIENE ACCOLTO IN OSPEDALE" - IL VIGNETTISTA CINESE BADIUCAO RACCOGLIE LE TESTIMONIANZA DI CHI E’ PRIGIONIERO A WUHAN: “C'È CARENZA DI MEDICINALI, MASCHERINE E GUANTI PROTETTIVI. ANCHE LE VERDURE SCARSEGGIANO - CI SONO DIVERSE PROVE CHE IL GOVERNO FOSSE A CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE ALMENO UNA SETTIMANA PRIMA DI QUANDO HA DECISO DI CHIUDERE LA CITTÀ. I NUMERI FORNITI DAL GOVERNO CINESE SI BASANO SU DATI INCOMPLETI: NON C'È MODO DI CAPIRE QUAL È LA SITUAZIONE NÉ COME POTREBBE EVOLVERE…”

Cecilia Attanasio Ghezzi per “la Stampa”

 

IL VIGNETTISTA BADIUCAO

«C'è stato un suicidio ieri. Si dice che era un paziente "diagnosticato" non ammesso in ospedale perché non c' era posto. Aveva paura di contagiare sua moglie e suo figlio se fosse tornato a casa". È una delle testimonianze che il disegnatore satirico Badiucao, originario di Shanghai, emigrato in Australia da 10 anni raccoglie nei suoi «Diari di Wuhan».

 

Come è nata questa idea?

«Quando Wuhan è stata messa in quarantena ho associato le persone alle informazioni: anche queste non avrebbero più circolato liberamente. Ho proposto in rete una piattaforma che raccogliesse le voci degli abitanti di Wuhan. Le persone hanno cominciato a scrivermi in privato e a inoltrarmi brani delle chat di famiglia. Raccolgo tutto ciò che scompare dal web cinese, ovviamente lo pubblico in forma anonima».

WUHAN E CORONAVIRUS NEI FUMETTI DI BADIUCAO

 

Perché proprio lei?

«Faccio da ponte tra la Cina continentale e il resto del mondo. Ho il vantaggio di risiedere all' estero e avere molti seguaci sui social. Inoltre il mio nome è già noto al governo cinese: quest' attività non mi metterà più in pericolo di quanto non lo sia già».

 

Come è la situazione?

«Chi vive nelle città in quarantena, vive nella paura. Non sa cosa sta succedendo né se si sente al sicuro. C' è carenza di tutto, soprattutto di medicinali, mascherine e guanti protettivi. Anche le verdure scarseggiano. Non è solo il virus che spaventa, è come se tutto potesse scomparire da un momento all' altro senza preavviso».

XI JINPING WINNIE THE POOH BY BADIUCAO

 

Le raccontano anche di decessi e contagi non inseriti nelle statistiche?

«È proprio questo il punto. Il mondo intero deve prendere decisioni su come affrontare il coronavirus e l'unico strumento che ha sono i numeri forniti dal governo cinese. Ma siccome non ci sono abbastanza test diagnostici, dottori e posti letto tutto ciò che sappiamo si basa su dati incompleti. Non c'è modo di capire qual è la situazione né come potrebbe evolvere».

 

Il governo non sta facendo il possibile per fermare l' epidemia?

ospedali a wuhan 8

«Innanzitutto ci sono diverse prove che il governo fosse a conoscenza della situazione almeno una settimana prima di quando ha deciso di chiudere la città di Wuhan. Per il ritardo si è data la colpa al governo locale, ma l' emergenza è diventata immediatamente nazionale e poi globale».

 

Crede che la quarantena sia un modo per coprire le insufficienze del sistema sanitario cinese?

i primi pazienti arrivano nel nuovo ospedale a wuhan 3

«È la prima volta che la Cina mette in atto misure di questo genere. Oggi la prima preoccupazione è la salute pubblica, ma sappiamo tutti che isolare intere regioni della Cina avrà un enorme impatto sull' economia. Se la situazione non fosse veramente grave, il governo non si sarebbe infilato in questo vicolo cieco».

 

Cosa pensa degli episodi di discriminazione che sembrano diffondersi più velocemente del virus?

«Il problema è più complesso e non coinvolge solo il mondo occidentale. Ad Hong Kong e Taiwan si comportano allo stesso modo, il che è imbarazzante per chi come me è sempre stato in prima linea a difendere la libertà di quei Paesi. Confondono il virus con gli esseri umani, e i semplici cittadini con il loro governo. Che poi, in assenza di un sistema democratico, non ce lo siamo neanche scelto il governo, noi»

i primi pazienti arrivano nel nuovo ospedale a wuhan 2

 

Ma episodi simili si verificano anche in Cina...

«Sì, le persone della regione di Wuhan sono messe all' indice senza ragione. La gente è nel panico e nei singoli si attiva un istinto barbaro che li porta a denunciare anche il proprio vicino di casa. È come durante la Rivoluzione culturale: siccome non so chi è il mio nemico, è meglio se colpisco per primo».

ITALIANI ARRIVATI DA WUHAN

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