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LIBERA TETTA IN LIBERO STATO – È GUERRA APERTA IN FRANCIA TRA LE MUSULMANE CHE RIVENDICANO IL DIRITTO DI INDOSSARE IL BURKINI E LE FRANCESI CHE RISPONDONO A COLPI DI SCATTI HOT: LE PRIME HANNO SCOMODATO ROSA PARKS E HANNO INFRANTO IL DIVIETO FACENDO IRRUZIONE IN UNA PISCINA DI GRENOBLE E LE SECONDE HANNO RISPOSTO MOSTRANDO IL SENO SUI SOCIAL IN SUPPORTO A UNA RAGAZZA CHE ERA STATA CHIAMATA “BALDRACCA” PER UNA CANOTTIERA SUCCINTA. IL RISULTATO? UN’ESPLOSIONE SOCIAL DI BOCCE…

Mauro Zanon per "www.liberoquotidiano.it"

 

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Il décolleté contro il burkini. Il diritto delle donne occidentali di mostrare le proprie forme senza essere importunate da una parte, e la battaglia delle musulmane per farsi il bagno coperte nel rispetto di Allah dall' altra. Eccole servite, le prime polemiche balneari francesi. Polemiche sui tre temi che più degli altri hanno infiammato i dibattiti negli ultimi tempi: la laicità, l' islam e i diritti delle donne.

 

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Nel Paese che inventò il bikini (l' ingegnere Louis Réard, nel 1946, scelse una danseuse del Casino de Paris, Michelle Bernardini, come prima indossatrice del mitico costume da bagno che aveva ideato), oggi alcune donne vogliono imporre l' utilizzo del burkini, vietato nelle piscine pubbliche e contrario alla laicità.

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Si sono autoproclamate «Rosa Parks musulmane», in riferimento alla celebre icona afroamericana che si rifiutò nel 1955 di cedere il suo posto a un uomo bianco. Invocano il presunto «diritto delle donne velate» e dicono che la Francia è «islamofoba» perché non permetterebbe loro di fare ciò che desiderano. «Vogliamo disobbedire per rivendicare il diritto di fare il bagno coperte», gridano in faccia a laici e cattolici. Domenica, come già un mese fa, sette donne appartenenti al collettivo Alliance Citoyenne hanno fatto irruzione in una piscina di Grenoble, la Jean-Bron, in violazione delle regole: un happening per dire al mondo che loro vogliono «solo fare sport» e nessuno glielo dovrebbe impedire.

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IL SILENZIO DI MACRON - «Visto che il sindaco di Grenoble Eric Piolle non esercita l' autorità della polizia che gli appartiene, è lo Stato che deve sostituirsi. Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato di voler lottare contro l' islamismo: è il momento di passare dai principi all' azione», ha twittato Gilles Clavreul, ex prefetto e presidente del think tank Aurore. Come lui, in molti hanno denunciato coloro che scambiano una battaglia identitaria islamica, quella per introdurre il burkini, per una lotta di emancipazione paragonabile alla nobile ribellione di Rosa Parks.

 

EMMANUEL MACRON - DISCORSO ALLA SORBONA

E dal governo Macron? Silenzio. Un silenzio denunciato duramente dalla militante laica e anti-velo Zohra Bitan, che su Twitter ha segnalato alla segretaria di Stato per le Pari opportunità Marlène Schiappa anche i molti utenti che si sono espressi con toni violenti sull' altra polemica di questo fine settimana: quella del décolleté.

Veronique Genest

 

Con migliaia di donne che, per solidarietà con una ragazza vittima di commenti inappropriati (tale Céline B., trattata da «sporca baldracca» per una canottiera giudicata da un uomo troppo succinta), hanno pubblicato una foto delle loro forme, più o meno generose, e lanciato l' hashtag #JeKiffeMonDécolleté (amo il mio décolleté). «Non dimenticatevi ragazze, domani sabato 22 giugno alle 18, aspettando la canicola e per resistere alla polizia dei vestiti che tenta di incunearsi qua e là #JeKiffeMonDécolleté. Preparate le vostre foto», ha scritto venerdì Zohra Bitan.

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Hanno risposto in migliaia al suo appello, anche persone famose come l' attrice Véronique Genest, e l' hashtag è stato ai primi posti durante tutto il weekend.

 

SHARIA STRISCIANTE - Per «polizia dei vestiti», va da sé, la Bitan si è riferita alla polizia morale, sul modello dei Paesi musulmani, che si sta diffondendo nelle banlieue multietniche di Francia e nelle zone a maggioranza arabo-africana, dove l' islam detta legge e le ragazze vengono trattate come «puttane» se non si coprono abbastanza. «Il décolleté non è un precetto religioso, ma una libertà naturale in Francia!», ha scritto la Bitan.

Zohra Bitan

 

Purtroppo il suo grido laico, a sinistra, è ancora isolato. Pullulano invece gli utili idioti che non capiscono che le donne sono usate dagli islamisti come cavallo di Troia per halalizzare la Francia, e che i cattivi maestri dell' islam politico vogliono trasformare il Paese del bikini nel Paese del burkini.

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