andrea beretta antonio bellocco

‘NDRINE, SOLDI E IL POTERE IN CURVA: IL “FATTO” RICOSTRUISCE LA TRAMA DI VIOLENZA CHE HA PORTATO ALL’OMICIDIO DEL RAMPOLLO DELLA ‘NDRANGHETA, ANTONIO BELLOCCO, DA PARTE DEL CAPO ULTRA’ DELL’INTER ANDREA BERETTA - TUTTO INIZIA DALLA VOLONTA’ DI BELLOCCO, D’ACCORDO CON ALTRI CAPETTI DELLA CURVA NERAZZURRA, DI FAR FUORI BERETTA ACCUSATO DI NON SPARTIRE I SOLDI IN MODO EQUO - I “CONGIURATI” PREPARANO L’OMICIDIO NEI DETTAGLI MA UNO DI LORO AVVISA ANDREA BERETTA CHE DECIDE DI PASSARE AL CONTRATTACCO…

UN AMICO L’AVVISAVA DI NOTTE: COSÌ BERETTA SFUGGÌ ALLA MORTE

Estratto dell’articolo di Davide Milosa per “il Fatto quotidiano”

 

antonio bellocco

Uccidere per non essere uccisi. Succede il 4 settembre a Cernusco sul Naviglio. Il capo ultras dell’Inter, Andrea Beretta, colpisce a morte con 21 coltellate il rampollo della ’ndrangheta Antonio Bellocco. Lo fa, è emerso dalle indagini, perché era a conoscenza del fatto che lo stesso Bellocco aveva programmato a sua volta di farlo fuori. Verrà a saperlo da qualcuno pochi giorni prima dell’omicidio.

 

[…] Il protagonista […] diventa la persona che, per quel che risulta al Fatto, avrebbe dovuto partecipare all’azione per uccidere Beretta e che poi non se l’è sentita. Intanto l’azione veniva programmata nei minimi dettagli. Al punto da acquistare anche della calce viva per far poi scomparire il corpo. Chi ha avvertito Beretta dieci giorni fa sarebbe stato adesso individuato dagli investigatori.

 

ultra inter antonio bellocco e marco ferdico

L’uomo, frequentatore della curva Nord, avrebbe però negato ogni cosa. Non risulta indagato, ma ha il ruolo di testimone chiave. E dal giorno della morte di Bellocco sta rischiando. […] sarebbe ormai nel mirino della cosca di Rosarno. […] Il piano per uccidere Beretta era […] già stato preparato. La decisione di procedere all’azione viene presa […] un mese prima […]

andrea beretta

 

Tra i partecipanti anche alcuni vertici della curva Nord. Tralasciando i nomi, emerge un dato: Beretta deve essere ucciso. Ma qual è il motivo? Non spartiva come avrebbe dovuto, a dire di alcuni, gli utili del merchandising. Si procede alla programmazione del suo omicidio. In un primo momento il piano prevede di attirarlo in una cascina. La trappola: coinvolgerlo in un finto recupero crediti, ingolosendolo con una cifra importante da spartirsi. E poi il finale: sparargli alle spalle.

omicidio antonio bellocco

 

Ma il piano, per motivi ancora sconosciuti, viene abbandonato. Si sceglie un’altra strada: portare Beretta fuori a cena. Versargli nel bicchiere una sostanza che lo stordisca. A quel punto, quando ormai non era più in grado di reagire, qualcuno gli avrebbe sparato. E il corpo sarebbe poi stato fatto sparire dentro la calce viva. […] Siamo […] a pochi passi dalla realizzazione del piano. […] Ma nessuno ha sospettato la defezione di uno dei partecipanti.

 

L’uomo […] per ben tre volte, e sempre di notte, si reca a casa di Beretta. E lo aggiorna in presa diretta. Ogni volta che s’aggiunge un particolare all’azione, Beretta viene avvertito […] E allora si arma di coltello e pistola. Uccidere o essere ucciso […] Fino alla mattina del 4 settembre.

andrea beretta.

 

Fino a quel giorno […] Antonio Bellocco […] si era messo in tasca circa 300 mila euro. I soldi, dunque. Quelli che, a detta di Bellocco, lo stesso Beretta non voleva spartire. In particolare gli introiti del negozio di Pioltello. Che ogni anno registra un giro d’affari di centinaia di […] circa 600 mila. Di questo tesoro, però, a Bellocco sarebbero arrivate solo le briciole. Da qui le pretese di una spartizione più equa.

 

antonio bellocco

Del resto, dei presunti ammanchi ne parla, intercettato, lo stesso Bellocco con Ferdico: “Hai capito?, gli dice, “di che stiamo parlando, ma lui (Beretta) veramente si pensava che si è messo con i cazzoni di turno! Ma veramente pensava questo?”. Al che Ferdico ribadisce: “Io ti sto dicendo che quel posto lì (negozio We are Milano di Beretta, ndr) tra il nero, il pulito e il non pulito, e il bianco fa 600 mila in un anno”. […]

 

[…] la richiesta a Beretta, il boss di Rosarno, la può fare, visto il suo ruolo di garante mafioso della curva Nord davanti ad altri pretendenti. Altri clan (“187 famiglie”) cioè, che, dopo la morte di Vittorio Boiocchi, hanno bussato a denari. Boiocchi sarà ucciso il 29 ottobre 2022. Fino ad allora gestisce la curva da padrone assoluto. Morto lui, in molti vedono l’occasione giusta per prendere il potere.

andrea beretta

 

Su tutti, il gruppo degli Irriducibili, già vicini a Boiocchi, […] Tanto più che il loro capo, Domenico Bosa, detto Mimmo Hammer, può mettere sul tavolo rapporti importanti con alcuni clan calabresi. In particolare i Morabito di Africo e i Mancuso di Limbadi.

Bellocco, però […] decide in prima persona di far visita a Bosa.

 

Risultato: gli Irriducibili saranno cacciati dallo stadio. Salvo poi rientrare, ma non in curva, e solo grazie alla decisione di Bellocco, convinto da alcuni compari calabresi. Da quel momento in poi il suo potere decisionale in curva, pur condiviso con Beretta e con Marco Ferdico, si fa ingombrante. […]

antonio bellocco e andrea beretta

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”