messico mormoni lebaron

MA CHE BEL CARTELLO - LA POLIZIA MESSICANA HA ARRESTATO UN UOMO SOSPETTATO DI AVER PARTECIPATO ALLA STRAGE DEI MORMONI. AVEVA CON SÉ DUE OSTAGGI LEGATI E IMBAVAGLIATI (CHE NON FANNO PARTE DELLA FAMIGLIA LEBARON), E ARMI DI GROSSO CALIBRO - NON È CHIARO SE A COMPIERE IL GESTO EFFERATO SIANO STATI 'LOS JAGUARES', UNA FRAZIONE DEL CARTELLO DI SINALOA, O I RIVALI DE 'LA LINEA'

 

Da www.repubblica.it

pablo sospetto omicida della strage dei mormoni in messico

 

La polizia messicana ha arrestato una persona sospettata di essere coinvolta nell'attacco di lunedì scorso nei confronti di una famiglia di mormoni. Una strage in cui sono morte nove persone, tra cui sei bambini.

 

L'Agenzia ministeriale per le indagini penali (Amic) ha reso noto che al momento della cattura l'individuo aveva con sé due ostaggi legati e imbavagliati nelle colline di Agua Priests, nello Stato di Sonora.

 

L'indagato aveva diversi fucili e una grande quantità di munizioni, un certo numero di armi di grosso calibro, ha dichiarato l'agenzia. Il procuratore generale dello Stato di Chihuahua, Cesar Peniche Espejel, confermando l'arresto in un'intervista con la radio messicana Imagen, non ha rilasciato dettagli sull'identità del sospettato: "Stiamo aspettando altri dati dall'intelligence per emettere una dichiarazione ufficiale". Ieri l'Fbi si era offerta di aiutare le autorità messicane nelle indagini sulla strage al confine con gli Stati Uniti. Le vittime, aveva reso noto un membro della famiglia, erano tutte con doppia cittadinanza americana e messicana.

 

 

la strage dei mormoni in messico

Peniche Espejel ha dichiarato di ritenere che dietro al massacro potrebbe esserci il cartello Los Jaguares, una frazione recente che si è staccata dal cartello di Sinaloa. Secondo un funzionario americano, il responsabile sarebbe invece il cartello rivale, La Línea. "Questi stessi cartelli di Sinaloa, dopo l'arresto di Guzman 'El Chapo', hanno subito frammentazioni", ha detto Peniche Espejel. "Sono cresciuti vicino al confine con gli Stati Uniti e sono fortemente coinvolti nel traffico di immigrati negli Stati Uniti e nel traffico di droga".

 

L'arresto arriva il giorno dopo l'omicidio di tre donne e sei bambini della famiglia LeBaron, tutti brutalmente uccisi mentre viaggiavano vicino al confine tra Stati Uniti e Messico.

 

Le nove vittime del massacro erano membri di una comunità chiamata Colonia LeBaron, fondata da un gruppo mormone 'scismatico' nella prima metà del XX secolo, dopo che la Chiesa di Gesù Cristo dei santi dell'ultimo giorno negli Stati Uniti aveva iniziato a reprimere la poligomia. La Chiesa dei mormoni ha respinto la pratica di avere più mogli nel 1890 e da allora alcuni gruppi di fedeli hanno deciso di staccarsi.

 

l auto carbonizzata dei lebaron

La famiglia LeBaron ha alle spalle una storia di lotta contro i cartelli della droga messicani, per questo, secondo l'ex ministro degli Esteri messicano Jorge Castañeda, potrebbero essere stati presi di mira. Ministro degli Esteri del Messico per tre anni,  Castañeda, che ha lasciato l'incarico all'inizio del 2003, ha aggiunto che la donna alla guida della prima macchina poi data alle fiamme, era un'attivista molto attiva nella sua comunità, che "difendeva la famiglia, i compagni della comunità contro i cartelli, la e si occupava della questione dei diritti dell'acqua ".

 

L'ex ministro ha anche affermato che la più ampia comunità di LeBaron ha ricevuto la protezione di 90 poliziotti federali nel 2011 a causa delle tensioni tra la famiglia e i cartelli. La protezione è stata eliminata all'inizio di quest'anno, forse neanche completamente.

 

strage in messico di mormoni

"I cartelli hanno preso troppi membri della nostra famiglia. I morti di lunedì non sono stati i primi", ha detto Kendra Lee Miller, cognata di una delle vittime, Rhonita Maria Miller. Miller ha raccontato che un ragazzino di 13 anni è rimasto illeso nell'attacco. Ha camminato per circa 22 chilometri in cerca di aiuto, dopo aver nascosto i suoi fratelli feriti tra i cespugli e averli coperti di rami. Sette bambini feriti nell'imboscata sono stati trasportati dal Messico a Douglas, in Arizona, per ricoverati negli ospedali di Tucson, ha detto LeBaron.

 

La Colonia LeBaron comprende sia mormoni che cattolici, noti per la loro opposizione alle gang e per le denuncia della violenza dei cartelli del narcotraffico. La comunità è stata già presa di mira in passato dai cartelli della droga messicani. Nel 2002, Erick LeBaron era stato rapito con la richiesta di riscatto. La colonia, allora, aveva deciso di non pagare per il suo rilascio perchè avrebbe solo incoraggiato altri sequestri. Erick alla fine era stato liberato, ma mesi più tardi, suo fratello Benjamin, che aveva condotto la campagna per il suo rilascio, era stato ucciso.

 

Anche il cognato di Benjamin è morto di morte violenta. Nel 2010, Julian LeBaron ha pubblicato un articolo sul Dallas Morninh News, chiedendo ai messicani di opporsi al crimine organizzato. Proprio lui, oggi, alla radio messicana ha raccontato che la sua famiglia aveva ricevuto minacce. "Queste sono le conseguenze", ha dichiarato, a quanto riporta la Bbc. In passato, la Colonia LeBaron aveva chiesto l'autorizzazione a creare una propria forza di sicurezza.

la famiglia distruttaauto bruciataauto bruciata 1la famiglia di dwana langfordauto data alle fiamme 1auto data alle fiamme

 

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”