everest

MA ‘NDO ANNATE? TUTTI IN CODA SULL’EVEREST – IL TETTO DEL MONDO SOVRAFFOLLATO DI ALPINISTI, 350 RESTANO BLOCCATI SULLA CRESTA, IN 10 MUOIONO STREMATI DALLA FATICA, DALLA QUOTA E DAL FREDDO - "UN BUSINESS INDECENTE", "HANNO TRASFORMATO LA DEA MADRE DELLE MONTAGNE IN UNA FOGNA DELLE AMBIZIONI UMANE" - E C'È CHI VUOLE CONSENTIRE L' ACCESSO SOLO A CHI È SALITO SU ALTRI OTTOMILA –VIDEO

 

Enrico Martinet per la Stampa

everest

 

È da non credere. Anzi,no, purtroppo non solo ci credo, ma l' ho visto e su quella montagna splendida non ho proprio più voglia di andare». Silvio «Gnaro» Mondinelli, sugli Ottomila è salito 21 volte. Fa la guida anche là, in Himalaya, dove ci sono le montagne più alte della Terra e parla con amarezza dell' Everest. Aggiunge in un sospiro: «Dieci morti» . Questo dice la cronaca degli ultimi giorni su quanto accade sul versante Sud della montagna più alta del pianeta.

 

Un «tetto del mondo» preso d' assalto, dove si muore «in coda», stremati dalla fatica, dalla quota, dal freddo. In attesa di fare gli ultimi passi su quella cresta che dal 1953 ha alcuni metri di difficoltà tecnica battezzati «Hillary step», in nome del primo salitore, sir Edmund, neozelandese.

Su quella cresta sono morti in dieci, nel tentativo di tornare indietro o di andare avanti.

Un' attesa assurda: 350 persone, gonfie per le tute di piumino, con il viso coperto da maschere d' ossigeno, con la bomboletta da mezzo chilo che gli scende sul petto. Tutte lì, una appiccicata all' altra, con i muscoli in tensione, che tremano.

Fermi, attaccati con gli «jumar» (morsetti) a una corda.

everest

C' è anche qualche alpinista professionista, come David Göttler, che ha rinunciato proprio per quell' attesa infinita.

 

Era quasi a 8.700 metri, a 148 dalla vetta. Amico e compagno di scalate della guida del Cervino, Hervé Barmasse, che di fronte a quel «formicaio» sull' Everest, dice: «Per ogni persona si calcolano circa 8-10 kg di immondizia per sempre abbandonata sulla montagna.

Nonostante gli sforzi per ripulirla, la realtà ci propone una sola verità. L' alpinista insegue il proprio ego ed è disposto a sacrificare la montagna per un fatuo successo». E Mondinelli aggiunge: «Troppa gente. Ha ragione Hervé, ghiacciai e montagne sono ridotti a un immondezzaio. Bisognerebbe avere regole, insomma qualcosa che possa preservare queste meraviglie. Ma c' è di mezzo il business, soldi per una popolazione che è povera». Quello che è successo negli ultimi giorni dipende anche dal poco tempo a disposizione di cielo sereno. «La vetta da afferrare», dice ancora Mondinelli. Aggiunge: «Vaglielo a spiegare a uno che spende tra i 50 e i 60 mila dollari che bisogna tornare indietro quando il cielo è sereno e l' unico impedimento sono le persone davanti a lui».

E volano gli elicotteri di soccorso, anche quello dell' italiano Maurizio Folini che di persone in difficoltà ne ha trasportate quindici prima di tornare a Kathmandu. Ma non ci sono soltanto i voli di soccorso.

 

everest

«Proprio no - racconta Mondinelli -. L' autunno scorso ho trovato mille persone al campo base e sopra la mia testa ho contato 27 elicotteri. Ronzavano sui ghiacciai, sull' Ice fall, con turisti a bordo. La guerra le dico, «Apocalypse Now», una follia. In primavera nell' altiporto di Lukla c' erano tredici elicotteri».

 

L' altiporto è all' imbocco della valle del Khumbu, quella che porta all' Everest in Nepal.

È fra le più frequentate. Quest' estate ci sono stati morti e feriti perché un aereo bimotore in decollo è uscito dalla pista è ha investito due elicotteri appena atterrati. Mondinelli dice che «bisognerebbe limitare l' Everest, concedere i visti soltanto a chi è già salito su altri tre Ottomila». Scrive Agostino Da Polenza su Montagnatv: «Le agenzie nepalesi incassano milioni di dollari, come il governo del Tetto del Mondo che produce regole marginali e inutili per far finta di arginare un fenomeno che non ha intenzione di limitare. Intanto, la terra e i ghiacciai si riempiono di immondizia, di black carbon, mille chili al giorno».

 

L' ex himalaista di Bergamo, fra i «padri» della Piramide del Cnr nella valle dell' Everest, aggiunge: «Migliaia di piazze hanno accolto i giovani che sull' onda della voglia di natura, ambiente e futuro sostenibile stanno gridando la loro rabbia. Forse un giorno anche a Kathmandu i giovani nepalesi si accorgeranno che hanno trasformato la "Dea Madre delle Montagne" in una fogna e in un centro commerciale delle ambizioni umane».

everest 3everest 2everesteverest

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?