sas - special air service

LE MANINE DI LONDRA NELLA GUERRA IN UCRAINA - C’E’ L’OMBRA DEL “SAS”, IL REPARTO BRITANNICO DELLE MISSIONI IMPOSSIBILI, IN ALCUNI EPISODI CHIAVE DELLA GUERRA: DAL SALVATAGGIO DEL PRESIDENTE ZELENSKY AI RAID CONTRO LE NAVI DI MOSCA FINO AL BLITZ A BELGOROD - I COMMANDO DI SUA MAESTÀ AGISCONO SPESSO SOTTO FALSO NOME PER NON COMPROMETTERE IL GOVERNO DI LONDRA. OGGI LA COPERTURA PERFETTA È OFFERTA DALLE SOCIETÀ DI CONTRACTOR, I MERCENARI ATTIVISSIMI AL FIANCO DELLE TRUPPE DI KIEV: NE HANNO CURATO LA PREPARAZIONE E ORA PARTECIPANO AI COMBATTIMENTI…

Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

SAS - SPECIAL AIR SERVICE

Potrebbe essere l'ultimo romanzo della serie "Segretissimo Sas", i popolari libri di spie e complotti scritti da Gérard De Villiers: titolo perfetto anche per il capitolo più misterioso del conflitto in Ucraina. Le ombre del Sas, il reparto britannico delle missioni impossibili, infatti si stagliano negli episodi chiave della guerra: dal salvataggio del presidente Zelensky ai raid contro le navi di Mosca. Leggende sussurrate tra gli analisti dell'intelligence, alle quali difficilmente si troverà riscontro.

 

SAS - SPECIAL AIR SERVICE

Come si narra in dozzine di film, i commando di Sua Maestà agiscono spesso sotto falso nome per non compromettere il governo di Londra. Oggi la copertura perfetta è offerta dalle società di contractor, i moderni mercenari attivissimi al fianco delle truppe di Kiev: ne hanno curato la preparazione e ora partecipano in maniera molto discreta ai combattimenti.

 

Circolano filmati di ex ufficiali statunitensi che spiegano come usare i missili antitank e ieri è stata annunciata la morte di uno di questi "soldati di ventura": Willy Joseph Cancel, un ex marines che a metà marzo aveva raggiunto la prima linea. Invece i due veterani inglesi, catturati nel Donbass e scomparsi dopo avere rilasciato brevi dichiarazioni alla tv russa, sono stati presentati come "volontari".

SAS - SPECIAL AIR SERVICE

 

Il Sas si muove nel lato oscuro della guerra, come nelle spedizioni sulle jeep nel deserto libico che nel 1941 diedero inizio alla saga dello Special Air Service: un nome nato per depistare, perché la prima preoccupazione era occultare l'esistenza del reparto, come se gli attacchi fossero opera di fantasmi. E la leggenda è rimasta intatta: "Chi osa vince" è il loro motto. Secondo alcuni nella prima notte di battaglia a Kiev sarebbero stati loro a proteggere Zelensky dal doppio blitz di Mosca.

 

I russi ora si sono convinti che ci sia lo zampino del "Reggimento" - così lo chiamano i suoi membri - dietro altre azioni oltre i limiti. La prima risale al 24 marzo. Nel porto di Berdyansk, non lontano da Mariupol, salta in aria una nave militare lunga più di cento metri piena di munizioni e mezzi blindati. La Saratov è esplosa, danneggiando altre due navi simili che sono salpate di corsa e non hanno più fatto ritorno. Nessuno sa cosa abbia distrutto la Saratov, naufragata assieme ai piani per l'offensiva finale contro Odessa. Nei giorni precedenti gli ucraini avevano tentato invano di centrare i moli con i missili Tochka. Quella mattina però nulla è piovuto dal cielo.

SAS - SPECIAL AIR SERVICE

 

Ed ecco il sospetto che l'assalto sia venuto dalla profondità: un'incursione di subacquei, che hanno piazzato una mina magnetica sulla fiancata della nave e poi sono fuggiti senza lasciare traccia. Un dubbio diffuso pure tra i comandi di Mosca, che hanno schierato la loro arma migliore per proteggere i porti di Crimea dai sabotatori in immersione: delfini addestrati a scoprire gli intrusi dei fondali. Il secondo episodio una settimana dopo.

 

Nel pieno della notte due elicotteri sorvolano il confine russo e piombano sulla città di Belgorod. Rapidi e invisibili, tirano missili e cannonate contro due grandi depositi di carburante: li incendiano e scompaiono nell'oscurità. È il primo attacco aereo in assoluto sul territorio di Mosca: un successo clamoroso ma gli ucraini negano ogni responsabilità. Le telecamere hanno filmato le sagome di due MI-24 Hind: elicotteri d'epoca sovietica, in dotazione a entrambi i contendenti. Gli ucraini ne hanno pochi e dall'inizio della guerra non hanno mai combattuto di notte.

 

SAS - SPECIAL AIR SERVICE

Allo stesso tempo gli Hind e i suoi derivati spopolano tra i nuovi mercenari: un video li mostra in missione sulla Sierra Leone con un equipaggio composto pure da ex Sas. Per il reparto delle missioni impossibili sarebbe stato facile noleggiarne un paio, beffare le difese russe e scomparire. Come fantasmi, appunto.

 

Quanto gli spettri stiano infastidendo il Cremlino lo prova un dispaccio dell'agenzia Ria Novosti, che una settimana fa ha annunciato un'indagine del Comitato d'Inchiesta russo sulla presenza di «venti membri delle Sas mandati nella zona di Leopoli». L'istruttoria è stata interpretata come un monito diretto a Londra. Estremamente british la replica del portavoce della Difesa britannica: «No comment ». Forse però non ricorda il titolo dell'ultimo volume della serie Sas, scritto nel 2013 da De Villiers prima di morire: La vendetta del Cremlino.

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”